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C1 - Feste patronali

La Regione Puglia, in base alla legge regionale n. 17/2013, riconosce e sostiene le feste patronali come espressione del patrimonio culturale immateriale, attribuendo loro un valore culturale, sociale e identitario, oltre che una funzione di valorizzazione territoriale anche in chiave turistica. Nel 2025 è stata avviata la procedura per l’iscrizione delle feste nell’Inventario regionale del patrimonio immateriale. Le feste patronali sono intese come celebrazioni liturgiche legate alla pietà popolare, dedicate ai santi patroni e co-patroni venerati nei comuni pugliesi e approvate dall’autorità ecclesiastica.

Secondo la Treccani, il santo patrono è un santo canonizzato scelto da una comunità come speciale intercessore presso Dio, spesso per ragioni storiche legate al territorio, anche se talvolta la scelta si fonda su tradizioni o leggende. Il “giorno del Santo”, come ricorda il Direttorio su pietà popolare e Liturgia, possiede un forte valore religioso e antropologico: è tempo di festa, di interruzione della quotidianità, di espressione della gioia collettiva, di rafforzamento dei legami familiari e comunitari, oltre che manifestazione del patrimonio culturale e folklorico di un popolo.

Già alla fine dell’Ottocento, Giuseppe Pitrè definiva la festa patronale come la principale celebrazione di un paese, frutto di antiche consuetudini e ricca di elementi sacri e profani. Egli collegava l’uso di eleggere un patrono a un bisogno umano universale di protezione, presente già nel mondo greco e romano, poi disciplinato dalla Chiesa nel Seicento. Studi successivi, come quelli di Alessandro Falassi e Franco Cardini, hanno evidenziato come molte feste cristiane abbiano assorbito strutture rituali precedenti, pur introducendo una visione nuova del tempo e del ruolo dei santi come mediatori tra Dio e i fedeli.

In ambito pugliese, Giovanni Battista Bronzini osservava già nel 1987, in occasione del convegno regionale svoltosi ad Adelfia, come le feste patronali stessero vivendo un processo di trasformazione: da celebrazioni spontanee e circoscritte alla dimensione paesana a eventi sempre più organizzati e strutturati, capaci di generare sviluppo economico e attrattività turistica. In questa evoluzione, elementi tradizionali e religiosi convivono con musica, luminarie, fuochi e fiere, facendo della festa un momento in cui spiritualità, identità collettiva e dinamiche moderne si intrecciano in modo sempre più consapevole.

MEPI - (FG) Festa Patronale Maria Santissima Incoronata-Apricena

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria Santissima Incoronata, istituita il 10 Maggio 1940, si celebra nello stesso giorno ad Apricena in provincia di Foggia. La Festa si svolge sempre tra l’ultima domenica di Maggio e la prima domenica di Giugno e sin dal lontano 1940, anno in cui la Madonna fu dichiarata Patrona della Città insieme ai Santi Martino e Michele, i quali, subito dopo il terribile terremoto che rase parzialmente al suolo la Città nel Seicento, la protessero. La Festa vera propria si svolge nell’ultima domenica di Maggio. Il venerdì precedente, nel pomeriggio, la statua è portata per alcune strade del paese, e durante la processione si accendono diversi fuochi d’artificio, e così avviene anche durante la processione del mattino della domenica. La Festa termina il lunedì sera, quando la statua della Madonna torna al santuario di origine. Sono cinque giorni di feste religiose, musica, folklore e gastronomia. L’ultima domenica di Aprile, la statua della Madonna lascia la sua casa del santuario per iniziare a percorrere le strade della città, è un momento di grande partecipazione religiosa e culturale. Gli eventi principali che connotano la Festa sono: il concerto bandistico con musica sacra e popolare che accompagna le celebrazioni, spettacoli folkloristici e danze tradizionali, spettacoli pirotecnici che chiudono la Festa con un grande spettacolo di luci e colori, accensione delle luminarie artistiche, che illuminano le strade del paese creando un’atmosfera suggestiva, stand gastronomici con piatti tipici tra taralli e altre prelibatezze locali, mercatini artigianali con prodotti tipici, souvenir e oggetti fatti a mano e infine vi sono anche attività per bambini, giostre e giochi popolari per coinvolgere tutta la famiglia.

MEPI - (FG) Festa Patronale Santi Michele e Cataldo-Cagnano Varano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La novena del Compatrono San Michele, oggi come nell’800, ha inizio il 29 aprile e termine il 7 maggio mentre quella del principale Patrono, San Cataldo, inizia il 1° maggio e si conclude il 9 maggio. Fin dai tempi antichi, la novena di San Cataldo si tiene nell’omonima Chiesa; poi, il 9 maggio sera, al termine del novenario, la statua del Patrono viene traslata in Chiesa Madre, accompagnata “dal sacerdote, dalla Confraternita, dal popolo di Dio e dall’Amministrazione Comunale”. Le novene del compatrono San Michele, invece, sono celebrate nella Parrocchia di Santa Maria della Pietà (Chiesa Madre), in quanto non sarebbe materialmente possibile celebrare tale messa nella Chiesa di San Cataldo, presentando, quest’ultima, dimensioni troppo modeste per riuscire ad accogliere tutta la gente che ogni anno presenzia a tale evento. La traslazione della statua del Santo Patrono Cataldo ha sempre rappresentato un momento importante per Cagnano, perché poi, il 10 maggio, usando un’espressione evocativa della cospicua partecipazione dei fedeli che accorrono da ogni parte d’Italia (e non solo), si celebra la "Messa Granna" (Messa Grande). Al termine della Messa Granna, ha inizio la consueta processione, alla testa della quale viene portata la statua di San Cataldo, seguita da quella dell’Arcangelo San Michele, da quella della Madonna delle Grazie, e, infine, da quella di Sant’Antonio da Padova. La Confraternita di San Cataldo, l’amministrazione, la banda municipale, il padre spirituale (negli ultimi anni, il parroco titolare della Parrocchia di Santa Maria della Pietà), il parroco titolare della Parrocchia di San Francesco e il popolo percorrono il borgo antico del paese (transitando per le zone Cavuto e Casale) e la via principale (Corso Giannone) il 10 maggio mattina, scortando le statue di San Michele e San Cataldo alla testa del corteo. In particolare, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, seguiti dalla banda, si recano dal Municipio alla Chiesa Matrice per assistere alla Messa Granna e, al termine della celebrazione, si effettua la processione di rito, che termina con lo sparo di batteria (càl’càss’) e i fuochi pirotecnici. La processione principale è preceduta da quella che si svolge nella mattinata dell’8 maggio con la sola statua di San Michele (Processione di San Michele) e da quella che ha luogo presso la Grotta dedicata al medesimo Santo (8 maggio pomeriggio). Nello specifico, alla processione dell’8 maggio segue la Santa Messa, celebrata dal parroco titolare presso la Parrocchia di San Francesco e i fuochi d’artificio di rito. Le principali attività che connotano la Festa sono: fuochi pirotecnici, esibizione bandistica, fiera del bestiame (8 maggio), processione per le vie del paese e alla Grotta di San Michele.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Giorgio Martire-Chieuti

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Giorgio Martire si celebra annualmente il 22 e il 23 aprile a Chieuti, in provincia di Foggia. Questa ricorrenza non è solo un momento di devozione religiosa ma un'espressione autentica del legame storico, culturale e sociale tra il popolo di Chieuti e il proprio Patrono. San Giorgio, venerato come cavaliere e martire, è simbolo di coraggio, fede e protezione. Secondo la leggenda, la sua figura incarna la lotta contro il male, simboleggiata dal celebre episodio del drago. Questa immagine potente è fortemente impressa nell'immaginario collettivo della comunità, che la celebra ogni anno con una devozione che unisce rito, folklore e identità. L'elemento culturale più distintivo della Festa è senza dubbio la Corsa dei Buoi, un evento unico nel suo genere, che affonda le radici nella tradizione agropastorale del territorio. I carri votivi, trainati da coppie di buoi e decorati con cura, sfilano lungo un percorso campestre, accompagnati dai loro conduttori e da numerosi fedeli a cavallo. Il corteo parte all'alba dalla campagna e si dirige verso il paese, dove confluisce nella celebrazione religiosa con la messa solenne e la processione del simulacro del Santo. Questo rituale, tramandato da generazioni, unisce sacro e profano in una sintesi perfetta, testimoniando l'antico legame tra la terra, il lavoro dei campi e la protezione del Santo. Tra le principali attività che connotano la Festa, si evidenziano: Novena al Santo Patrono; offerta dell'alloro e del tarallo; benedizione dei bambini vestiti da San Giorgio; corsa dei carri; processione con il simulacro del Santo Patrono; eventi folkloristici; spettacolo pirotecnico; addobbo della città a festa con i colori dei carri; accoglienza degli emigrati; partecipazione della comunità arbëreshë.

MEPI - (FG) Festa Patronale Maria SS. Addolorata-San Marco in Lamis

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di Maria SS. Addolorata, "Patrona particolare della Città", si celebra ogni anno dal 19 al 21 settembre, con il culmine liturgico il giorno 21. Nei tre giorni di festa si alternano momenti religiosi, civili e culturali che coinvolgono attivamente l'intera comunità cittadina. Negli ultimi giorni del settenario religioso ha luogo anche la storica Fiera di San Matteo, evento di origine antichissima, legato al commercio e alla socializzazione pubblica. Il programma prevede celebrazioni religiose, momenti comunitari e tre serate musicali. Il cuore della celebrazione è rappresentato dai riti religiosi in onore della Madonna Addolorata: celebrazioni eucaristiche, settenario e la solenne processione con la statua della "Patrona particolare della Città", accompagnata da fedeli, confraternite, autorità civili e religiose, anche dei paesi vicini. Parallelamente, si svolgono eventi musicali serali: la prima serata è dedicata alla musica popolare e alla valorizzazione di gruppi locali; la seconda serata propone cover band di artisti nazionali, spesso provenienti dal territorio provinciale; la terza serata, il 21 settembre, ospita artisti noti del panorama musicale italiano, scelti in base ai gusti della cittadinanza. La città è ornata da luminarie artistiche e l’evento è supportato da associazioni locali come Pro Loco e Protezione Civile, che garantiscono logistica, accoglienza e sicurezza. La Festa Patronale è un momento centrale per la coesione sociale e per la riaffermazione dell’identità culturale della comunità. Rappresenta un’occasione di ritorno e ritrovo per i sammarchesi emigrati, un tempo di memoria condivisa e di trasmissione dei valori alle nuove generazioni. La pluralità delle attività – religiose, musicali, culturali – favorisce un coinvolgimento trasversale e rafforza il senso di appartenenza, continuità e valorizzazione del territorio.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Liberato Martire-San Marco La Catola

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Liberato Martire è una celebrazione religiosa e popolare in onore del Santo Patrono di San Marco la Catola (FG), che si tiene ogni anno il 19 agosto. La Festa si innesta in un clima di tradizione popolare, con il ritorno degli emigrati nel paese d'origine. La Festa risulta istituita dal 14 maggio 1754. I portatori delle statue nella processione indossano abiti medievali. Oltre alla messa e alla processione, sono previsti giochi popolari, giochi cavallereschi e sfilate con abiti medievali. La giostra cavalleresca, denominata "Giostra della Jaletta", coinvolge tutta la comunità, pur se in competizione in base ai rioni di appartenenza. Altri elementi che completano la Festa sono una fiera, il corteo storico, la presenza della banda e i fuochi pirotecnici.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Potito Martire-Ascoli Satriano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Potito Martire è stata istituita il 22 Dicembre del 1873 e viene celebrata in due momenti diversi dell'anno, il 14 Gennaio e durante la seconda decade di Agosto ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia. E' un evento religioso con forte radicamento nella tradizione e nella cultura cittadina. In essa, alle celebrazioni a connotazione propriamente religiosa con vespri solenni, messa pontificale, processione del busto argenteo del santo e bacio del reliquario; si affiancano riti tradizionali e attività conviviali civili come luminarie artistiche nel centro cittadino, sparo dei mortaretti all’alba, esecuzioni musicali in marcia del concerto bandistico locale e fuochi pirotecnici. Durante i festeggiamenti in piazza viene svolto uno spettacolo del fuoco denominato “Sparo del Ciuccio”, durante il quale un simulacro di asino, costituito da un telaio in ferro battuto, ricoperto di cartapesta e imbottito di mortaretti, viene portato in rassegna tra la folla e poi incendiato fino a consunzione.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Rocco-Rignano Garganico

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Rocco, istituita nel 1763 si celebra il 16 Agosto a Rignano Garganico in provincia di Foggia. La Festa inizia con la Novena di preparazione nei giorni precedenti. Il 16 Agosto si tiene la tradizionale processione per le vie del paese e la solenne celebrazione Eucaristica nell’omonima piazza. Durante la processione vi è una numerosa partecipazione del popolo anche con la presenza di molti emigranti. Il percorso della processione si snoda per le viuzze del tradizionale centro storico medioevale che risulta al quanto suggestivo. Nella serata si tiene il tradizionale spettacolo musicale e i fuochi pirotecnici.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Orsara di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo istituita già nell'Alto Medioevo si celebra nei giorni 8 Maggio e 29 Settembre ad Orsara di Puglia in provincia di Foggia. Le due date di celebrazione hanno origini diverse ma complementari: - 8 Maggio: questa data è legata all'apparizione dell'Arcangelo guerriero a Monte Sant'Angelo, evento di rilevanza sovraregionale per il culto micaelico. A Orsara, in questo giorno, la statua di San Michele viene esposta sull'altare della Grotta, precedentemente custodita nella Chiesa Madre - 29 Settembre: Questa celebrazione è tradizionalmente associata alla transumanza e segna la Festa Patronale principale. È in questa occasione che Orsara si anima di tutte le manifestazioni più sentite. Le tradizioni della Festa Patronale di San Michele Arcangelo a Orsara di Puglia sono un intreccio vibrante di riti religiosi e manifestazioni folkloristiche che coinvolgono l'intera comunità: - Processioni Solenni: Il culmine dei festeggiamenti è rappresentato dalla processione della statua di San Michele Arcangelo. Uno dei momenti più suggestivi è l'incontro tra il simulacro del Santo patrono e quello della Madonna della Neve, davanti alla Chiesa Madre di San Nicola di Bari. Successivamente, la statua della Madonna si unisce al corteo processionale. La processione attraversa le vie del paese, accompagnata da canti liturgici, preghiere e lamusica del Gran Concerto Bandistico. - "Tamburi di San Michele": Una tradizione particolarmente affascinante e unica. Alcuni giovani del paese, svegliandosi prima dell'alba (dalle 4 alle 6 del mattino), attraversano le strade suonando tamburi, un'antica usanza che precede le celebrazioni ufficiali e che si ritiene abbia lo scopo di annunciare la festa e risvegliare la comunità. - Spettacoli e animazione: La festa non è solo devozione, ma anche celebrazione collettiva. Vengono organizzati spettacoli musicali, concerti, e non mancano stand gastronomici con prodotti tipici locali. - Le luminarie artistiche adornano il paese, creando un'atmosfera festosa e suggestiva. I festeggiamenti si concludono tradizionalmente con spettacoli pirotecnici. - Sparo dei mortaretti: Un elemento tradizionale che accompagna i momenti salienti della Festa è lo sparo dei mortaretti, che scandisce i ritmi delle celebrazioni e crea un'atmosfera di festa.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Valentino-Vico del Gargano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Valentino, istituita nel 1847, si celebra il 14 Febbraio a Vico del Gargano in provincia di Foggia. E' uno degli eventi religiosi e culturali più sentiti della provincia di Foggia. San Valentino è venerato come patrono del paese, degli innamorati e degli agrumeti, questi ultimi simbolo economico e culturale del territorio. Il momento centrale della Festa è la realizzazione del trono, con circa 3 quintali di agrumi, e la processione della statua del Santo lungo le vie del borgo, addobbate con agrumi e alloro, creando un’atmosfera unica. Suggestivo è il “Vicolo del Bacio”, legato alla fortuna in amore e alle promesse dei fidanzati. La Festa, che cade in un periodo invernale povero di eventi nel territorio, diventa un atteso appuntamento di svago e cultura.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Primiano Martire-Lesina

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Primiano Martire, istituita, come dimostrano le prime testimonianze scritte, nel 1102, si celebra nei giorni 14, 15 e 16 Maggio a Lesina in Provincia di Foggia. La celebrazione si articola in diversi momenti: la traslazione del simulacro del santo dalla chiesa omonima alla Chiesa Madre, le celebrazioni liturgiche solenni, la processione per le vie cittadine, e la suggestiva processione lacustre sul Lago di Lesina, in cui il santo viene portato in barca per la benedizione delle acque e dei pescatori. Vi sono spettacoli musicali e di intrattenimento, concerti bandistici e giri per le strade delle bande, batterie alla bolognese, alla san severese e spettacoli pirotecnici, accensione delle luminarie artistiche, corsa dei sandali (imbarcazioni tipiche lagunari) e attività per tutti: mostre, giostre e giochi per bambini, concerti e spettacoli di artisti di calibro nazionale.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Sabino-Torremaggiore

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Sabino, istituita nel 1216, si celebra la prima domenica di Giugno a Torremaggiore in provincia di Foggia. Da quasi due secoli, Torremaggiore onora il suo santo patrono con una solenne Festa religiosa, accompagnata da una fiera agroalimentare tra le più rilevanti della Capitanata e da spettacoli collaterali come: luminarie, concerti, fuochi d’artificio. La Parrocchia Santa Maria della Strada, guidata dal parroco, coordina le celebrazioni liturgiche e le processioni, coinvolgendo catechisti, coro parrocchiale e giovani nella preparazione delle messe e dei momenti di preghiera. Il Comitato Feste Patronali, composto da un direttivo (presidente, vicepresidente, consiglieri e membri), si occupa dell’organizzazione logistica, della sicurezza e degli aspetti ricreativi, garantendo il regolare svolgimento della Festa.

MEPI - (BAT) Festa Patronale San Ferdinando Re-San Ferdinando di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore " consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Ferdinando Re, istituita nel 1847 viene celebrata ogni anno l’ultima domenica di Agosto nella cittadina di San Ferdinando di Puglia, è l’evento religioso e civile più importante del calendario locale. L’elemento centrale della Festa è la solenne processione del simulacro del Santo Patrono per le vie della città, accompagnato da autorità religiose, civili e militari, bande musicali, confraternite in abito rituale, associazioni di volontariato e una grande partecipazione popolare. La giornata si apre con la celebrazione della messa solenne e si arricchisce di eventi collaterali: spettacoli musicali, fuochi pirotecnici, luminarie artistiche e momenti aggregativi di carattere popolare.

MEPI - (BAT) Festa Patronale SS. Crocifisso di Colonna-Trani

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale del SS. Crocifisso di Colonna si celebra il 3 Maggio e la data di istituzione è ab immemorabili. La Festa inizia con il trasporto via mare del Crocifisso dal Santuario, situato sulla penisola di Colonna, fino al porto di Trani. Questo rito suggestivo, con il Crocifisso issato su un peschereccio decorato e seguito da un'intera flotta di imbarcazioni, è un momento di grande emozione. Una volta giunto in porto, accolto da uno spettacolo pirotecnico, il Crocifisso viene accolto dall’Arcivescovo, dal Sindaco della Città, dal Capitolo Cattedrale, dalla Confraternita di San Nicola il Pellegrino e dalla Congrega ospitante, fino a giungere ogni anno in una Parrocchia diversa. Qui rimane esposto per alcuni giorni, permettendo ai fedeli di venerarlo e partecipare a messe solenni. La festa si conclude con una seconda processione, che riporta il Crocifisso al Santuario di Colonna.

MEPI - (BAT) Festa Patronale San Nicola il Pellegrino-Trani

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Nicola il Pellegrino, morto a Trani nel 1094 è stata istituita nel 1894 e si celebra il primo sabato, domenica e lunedì di Agosto a Trani nella Provincia di Barletta - Andria - Trani. La Festa si articola in tre momenti principali, divisi nei tre giorni: - Il sabato sera l’effigie lignea di San Nicola, venerata presso il Santuario di Santa Maria di Colonna, giunge via mare su un’imbarcazione addobbata, dalla penisola di Colonna, al porto, accolta da fuochi pirotecnici e da un concerto bandistico, da dove poi si snoda una processione che, con l’intervento del Capitolo Cattedrale e della Confraternita titolare del culto, giunge in una piazza della Città, dove l’effigie viene posta nella cosiddetta “macchina”, un altare all’aperto composto di luminarie e relativo addobbo. - La domenica si svolgono diverse celebrazioni eucaristiche al mattino, in ricordo del Santo. Durante la mattinata si svolge un giro bandistico per annunciare la dimensione della festa in città. Il momento principale è nel tardo pomeriggio con il Solenne Pontificale presieduto nella Cattedrale dall’Arcivescovo e concelebrato da tutto il clero cittadino. Alla messa fa seguito la processione di gala con l’urna argentea delle reliquie e il mezzobusto argenteo di San Nicola il Pellegrino, nella quale sfilano tutte le 14 confraternite e arciconfraternite della Città con le loro insegne, con l’intervento del Capitolo Cattedrale e della Civica amministrazione. Il Santo riceve la Chiave della Città come affidamento civile alla sua protezione. Al rientro della processione si svolge una gara pirotecnica tra i migliori maestri del sud Italia. - Il lunedì sera l’effigie lignea viene ricondotta in processione al porto e imbarcata verso la penisola di Colonna, dove una piccola processione via terra conduce l’effigie del santo nel Santuario che lo custodisce tutto l’anno. Viene salutata al suo imbarco da uno spettacolo pirotecnico e accolta alla penisola di Colonna da associazioni di volontari, di marinai e di gente di mare, e di fedeli.

MEPI - (BAT) Festa patronale San Sabino-Canosa di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Sabino, istituita nel 1929, si celebra il 1 Agosto a Canosa di Puglia in provincia di Barletta-Andria-Trani. La Festa rievoca la traslazione del corpo di San Sabino dalla Basilica di San Pietro alla Basilica Concattedrale dedicata al Santo Patrono. Accanto ai riti religiosi la Festa è arricchita con luminarie, luna park e spettacoli pirotecnici.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Rocco-Valenzano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Rocco si celebra il 15, 16 e 17 agosto a Valenzano, in provincia di Bari. La Festa è legata alle vicende storiche del culto verso il Patrono San Rocco. I documenti di archivio fanno risalire l'inizio del culto patronale al XVI secolo. Dal 2002, la Festa Patronale si è notevolmente arricchita grazie al Corteo Storico Barocco, il quale rievoca fedelmente la vicenda accaduta durante il terribile flagello che spopolò il Regno di Napoli e che portò i cittadini di Valenzano a votarsi al Santo Protettore contro la peste, il 27 ottobre 1656. Il Corteo offre una accurata ricostruzione della vicenda storica. I figuranti sono scelti in base all'età e al sesso dei protagonisti delle vicende dell'epoca. La lettura del testo autentico del Voto, fatta dal banditore, unico attore professionista, costituisce il presupposto, il fondamento e l'elemento centrale del Corteo. Il Corteo di Valenzano è barocco e ciò lo distingue da molti altri cortei storici, per lo più medievali o rinascimentali. Attualmente, la composizione del Corteo Storico Barocco prevede venticinque figuranti, oltre ai musici. I preziosi abiti sono stati confezionati da prestigiose sartorie teatrali di Roma e di Bari, con un'accurata scelta dei modelli, dei tessuti e dei colori, frutto di una rigorosa ricerca storica e filologica, effettuata da esperti del settore a livello nazionale.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Rocco-Noci

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Rocco, istituita nel 1775, ha luogo ogni anno a Noci, in provincia di Bari, la prima domenica del mese di settembre e comprende anche il sabato precedente e il lunedì successivo. La festa è connotata dalla celebrazione di Sante Messe, da processioni, dal “passaggio del fazzoletto” sulla piaga della gamba della statua di San Rocco, dalla benedizione e distribuzione dei “pescetijdde” (pane di San Rocco). Sono, inoltre, organizzati concerti bandistici e fuochi pirotecnici e installate luminarie e giostre del luna park. Se i nocesi residenti all’estero scelgono di tornare a Noci in occasione della Festa Patronale di San Rocco, i cittadini nocesi non si allontanano da Noci in quegli stessi giorni. Vivere la Festa tra le strade e le piazze e partecipare a messe e processioni rinsalda il legame sociale dei cittadini nocesi che si riconoscono nella loro identità comune. In un certo senso, San Rocco stesso è stato reso cittadino nocese: si dice, infatti, “Sant(e) Rocch(e) di Nusc(e)” (San Rocco di Noci), che è anche il titolo di un libro del nocese Vittorio Tinelli. L’elemento culturale è particolarmente praticato, consegnato e riconsegnato dalle comunità cristiana e civile e dalle famiglie, di generazione in generazione. Anche nelle scuole (particolarmente con i più piccoli) si pratica e consegna l’elemento culturale, riprendendo il senso della festa, insegnando poesie in vernacolo locale su San Rocco e sulla Festa Patronale (in particolare, quelle del nocese Vittorio Tinelli), facendo ricerche riguardo alle edicole votive di San Rocco sparse in città e visitandole. Tra le tradizioni e i costumi che connotano il senso identitario della comunità: la Domenica di San Rocco si prepara "il primo ragù dopo l’estate” e si trascorre il pranzo della festa rigorosamente in famiglia. Anche dal punto di vista lessicale, la Festa Patronale di San Rocco ha segnato l’identità locale: si dice “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” (Dopo la festa di San Rocco). “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” non è solo un'espressione ma è una prassi, uno stile di vita cittadino: durante le ferie estive, tutto viene rimandato “dopo San Rocco”: per consuetudine, infatti, si ricomincia qualsiasi cosa sia stata interrotta durante il periodo estivo, dopo la Festa Patronale. Riguardo alle credenze legate all’elemento culturale si possono citare il passaggio del fazzoletto sulla piaga della gamba della statua di San Rocco e il conservare il fazzoletto stesso insieme al pane di San Rocco, per i periodi di malattia. Da evidenziare è anche il momento della consegna delle chiavi alla statua di San Rocco da parte del Sindaco, esperienza oggi considerevolmente rilanciata sui social, grazie alle foto che immortalano il momento, ai post e ai commenti che ne fanno un simbolo fortemente identitario, un simbolo di nocesità.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Bari Palese

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo, istituita nel 1837, si celebra nei giorni tra il 3 e il 12 Agosto in maniera variabile, a Palese, Comune di Bari. La Festa rappresenta un evento centrale per la vita religiosa e sociale del territorio. Le celebrazioni includono momenti liturgici come messe solenni e la processione dell'effige del Santo che attraversa le vie principali, accompagnata da confraternite, autorità civili e religiose, e numerosi fedeli. A questi si affiancano eventi civili e/o culturali come il corteo storico, i concerti bandistici e gli spettacoli musicali, le conferenze, le gallerie di luminarie, i fuochi d’artificio, la cena in bianco ed una fiera locale, che trasformano l’evento in una festa collettiva molto sentita.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Rocco-Locorotondo

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Rocco, istituita nel 1787, si celebra nei giorni 15,16 e 17 Agosto a Locorotondo in provincia di Bari. La Festa si celebra dal punto di vista religioso dal 6 (inizio novena) al 17 Agosto; tra il 15 e 17 agosto si svolgono 4 processioni, tutte molto partecipate: il 15 quella della traslazione della Statua del Santo verso la chiesa Madre, il 16 una la mattina al mezzogiorno (storicamente tra le più antiche) che attraversa tutto il borgo antico e quella di gala la sera con la partecipazione di tutte le autorità civili e militari; il 17 sera la processione “aux flambeaux” con la partecipazione di tutti i gruppi associativi ecclesiali che si conclude con il rientro della Statua nella sua chiesa. Dal punto di vista civile, l’incipit della festa è l’alba del 16 Agosto, caratterizzata dal passaggio de “La Diana” per le vie del paese: le bande cittadine eseguono questa dolce nenia, che dà il tono a tutta la Festa e di cui è la vera e propria “colonna sonora”. Vi è anche una poesia in vernacolo “A’ Diènè”, che tutti i locorotondesi conoscono a memoria e che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più identitari della Festa. Evento più atteso del 16 Agosto è la Sagra Pirotecnica della Valle d’Itria, gara di fuochi d’artificio a premio, che richiama decine di migliaia di spettatori. 16 e 17 Agosto sono animate dalle bande da giro, mentre le vie principali del paese sono addobbate da ricche luminarie. Dal 2015 è stata introdotta la “Notte bianca di San Rocco” la sera del 15 Agosto, con spettacoli itineranti, concerti musicali ed altre attività, pensate per animare la sera di Ferragosto, con spirito di rinnovamento e innovazione rispetto alle altre manifestazioni tradizionali già consolidate.

MEPI -(BA) Festa Patronale Maria SS. di Costantinopoli-Bitritto

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale in onore di S. Maria di Costantinopoli, che risulta istituita nel 1656, ha luogo ogni anno a Bitritto, in provincia di Bari, il primo martedì di marzo. La Festa rappresenta l’evento più importante per la comunità di Bitritto, un appuntamento che da secoli unisce la popolazione in celebrazioni religiose e civili. Oltre alle novene e alle processioni, la Festa è connotata dalla presenza di spettacoli musicali, fuochi d'artificio, luminarie, musica in cassa armonica, distribuzione del pane, fiera, attività culturali, corteo storico, luna park. Il legame tra la comunità e il culto della Madonna di Costantinopoli si è mantenuto vivo nel tempo, anche attraverso la “Messa della Madonna” celebrata ogni martedì in passato. Oggi, nonostante i cambiamenti sociali, la Festa Patronale conserva un forte valore identitario.

MEPI - (BA) Festa Patronale Madonna degli Angeli-Cassano delle Murge

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna degli Angeli è stata istituita nel 1830 e si celebra dal 1 al 4 Agosto a Cassano delle Murge in provincia di Bari. La Festa viene chiamata "Festa Granne", per distinguerla dalla Festa della terza domenica di Maggio, nella quale si ricorda il secondo ritrovamento nella grotta dell' immagine della Madonna, avvenuta il 19 Maggio 1855 dopo decenni di oblio, denominata “La Madonne de basce” ovvero “di giù, della grotta”. Gli elementi principali della Festa sono: - la discesa dal convento dell'immagine della Madonna; - la "ripartenza" dell'immagine della Madonna l'ultimo giorno di Festa; - Processione con Carro Trionfale; - Fiera di "merci varie"; - Esibizione Bande da giro.

MEPI - (BA) Festa Patronale Maria Santissima Addolorata-Mola di Bari

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. Addolorata, istituita, secondo la documentazione attestante, probabilmente già tra il 1725 e il 1734, si celebra la seconda domenica di Settembre a Mola di Bari, in provincia di Bari. La Festa, chiamata anche "Festa Grande", è un inno alla fede, alla tradizione e all'identità di una comunità da ben 290 anni. I preparativi iniziano già a fine Luglio, con un'antica e suggestiva tradizione: i 21 colpi pirotecnici che scandiscono i sette giovedì precedenti la festa, richiamando i 7 dolori di Maria, un momento di riflessione e devozione che prepara all'evento culminante. Con l'avvicinarsi della Festa, uno dei momenti più sentiti è il cambio d'abito della statua della Madonna. Questo rito è in evoluzione progressiva, con la statua che diventa sempre più adornata e sontuosa, fino a raggiungere il suo massimo splendore nel giorno della tradizionale processione di gala. Accanto ai riti religiosi, la Festa Patronale è arricchita da un programma di eventi civili: spettacoli e iniziative culturali che coinvolgono le realtà culturali locali e i siti storici di Mola di Bari. Non mancano momenti dedicati a temi di rilevanza sociale. il gran finale è un vero spettacolo: tradizionali spettacoli pirotecnici e musicali in mare illuminano la costa creando un'atmosfera magica. A chiudere i festeggiamenti, nella notte, il tradizionale giro della banda nella piazza monumentale, un momento di festa e condivisione.

MEPI - (BA) Festa Patronale S. Irene-Altamura

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di S. Irene, istituita nel 1728, si celebra il 5 Maggio ad Altamura in provincia di Bari. Oltre alle celebrazioni religiose con la Processione e le Messe solenni, ci sono eventi civili correlati come "U Puén Nest", un'iniziativa che valorizza il pane di Altamura e le tradizioni locali. In tale circostanza, oltre a momenti culturali e di degustazione dei prodotti locali, viene anche allestita una mostra di attrezzi, che richiamano la coltivazione del grano e la preparazione del pane. La Festa è accompagnata da Luminarie, dai concerti della Banda musicale e si conclude con spettacoli di fuochi pirotecnici.

MEPI - (BA) Festa Patronale Santa Maria del Carmine-Noicattaro

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santa Maria del Carmine, istituita probabilmente nella seconda metà del cinquecento, si celebra il 16 Luglio e il fine settimana successivo a Noicattaro in provincia di Bari. L'elemento culturale principale della festa è costituito dalle tre processioni che scandiscono le giornate del sabato, della domenica e del lunedì e che coinvolgono migliaia di fedeli, con la statua della Madonna del Carmine portata per le strade del paese. Accanto alle processioni, la festa include eventi folkloristici come spettacoli teatrali, musica tradizionale e luminarie che decorano il centro cittadino, creando un'atmosfera di festa e devozione. Un altro aspetto distintivo sono la fiera, gli spettacoli pirotecnici e le giostre, che rendono l'evento una celebrazione vibrante di tradizioni locali.

MEPI - (BA) Festa Patronale Madonna Maria SS. Addolorata-Poggiorsini

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna Maria SS. Addolorata, istituita secondo fonti orali nella prima metà del '900, si celebra nei giorni 9, 10 e 11 Agosto a Poggiorsini in provincia di Bari. Gli aspetti religiosi sono alla base dell'intera Festa e sono caratterizzati sia dai momenti di preghiera più canonici che partono da Luglio, sia nei giorni più vicini alla celebrazione vera e propria che consiste, nei momenti della vestizione della Madonna (da parte delle sole donne del paese), nella processione ad essa dedicata che avviene per le vie di Poggiorsini, all’apertura fuori orario della chiesa ad essa dedicata che permette ai fedeli di raccogliersi in preghiera. Tale culto si conclude con il cosiddetto riposizionamento della Madonna, quando cioè il nuovo comitato succede a quello precedente riposiziona la Madonna nella nicchia ad essa dedicata fino alla processione nella Settimana Santa, quando la Vergine verrà vestita a lutto e portata in processione assieme al Cristo. I festeggiamenti civili riguardano animazioni e intrattenimenti consistenti in banda di giro accompagnati dal gruppo di majorettes locale, area giochi per bambini, luminarie e fuochi d’artificio nella serata principale, l’11 Agosto. Durante le tre serate poi è tradizione organizzare tre concerti di musica dal vivo con protagonisti della scena musicale locale, nazionale o internazionale.

MEPI - (BA) Festa Patronale SS. Crocifisso di Auricarro-Palo del Colle

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale del SS. Crocifisso di Auricarro, istituita nel 1853, si celebra in due momenti diversi, il 3 Maggio e la terza settimana di Settembre a Palo del Colle in provincia di Bari. L’evento si sviluppa in due componenti: una componente liturgica, composta da messe solenni e tre processioni con il simulacro del Crocifisso lungo le vie storiche del paese, e una componente comunitaria e culturale con spettacoli, percorsi enogastronomici, attività per bambini e momenti di Festa collettiva. L’intero centro storico viene trasformato in un percorso tematico che valorizza i luoghi simbolo della città (Piazza Santa Croce, Palazzo del Principe, Cattedrale, centro storico) e coinvolge residenti, turisti e pellegrini in un’esperienza immersiva che unisce spiritualità e tradizione.

MEPI - (BA) Festa Patronale Sant'Erasmo-Santeramo in Colle

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Sant'Erasmo si celebra il 2 Giugno a Santeramo in Colle in provincia di Bari. In tale giorno sono previste iniziative che si sviluppano nell'arco dell'intera giornata. Più in particolare: - nella prima mattina la Solenne celebrazione religiosa con la presenza del Vescovo e la partecipazione delle autorità civili e militari; - rito della consegna delle chiavi al Santo Patrono e successiva processione solenne dell'immagine del Santo con la partecipazione di tutte le sei confraternite ciascuna con la propria specifica livrea per le principali vie della città accompagnata da servizio bandistico; - sbandieratori e lancio di palloni aerostatici; - accensione delle luminarie lungo l'intero corso principale (circa 1 Km di luminarie) e della Cassa armonica nella piazza principale; - discesa del carro trionfale con l'immagine del santo accompagnato dalla cavalcata con cavalieri e dame in vestiti d'epoca; - momenti musicali tramite i diversi servizi d'orchestra; - fuochi pirotecnici. - Lunapark e degustazione del "panino con la salsiccia" tipico della ricorrenza. Oltre alle molteplici iniziative, in precedenza descritte, nella giornata del 2 Giugno, la ricorrenza è corredata da eventi nei giorni precedenti e seguenti: - l'apertura della Festa la domenica precedente l'inizio della novena del Santo; - tutte le celebrazioni religiose della novena presiedute dal parroco e da altri sacerdoti invitati per la ricorrenza sottolineano i tratti di fede e testimonianza del Santo Patrono; - mostra fotografica ed iniziative con le scuole sulla figura storica di Sant’Erasmo con incontri e concorsi oltre a collaborazioni con altre associazioni costituiscono eventi di accompagnamento alla Festa; - nelle sere deII'antivigiIia e vigilia ed il giorno 3 Giugno sono previsti altri momenti a corredo della solennità: processioni sempre nella massima solennità e serate musicali (band o sevizi orchestrali).

MEPI - (BA) Festa Patronale San Trifone-Adelfia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Trifone si svolge ogni anno il 10 Novembre a Adelfia in provincia di Bari. Considerata il fiore all’occhiello delle celebrazioni patronali in Puglia, la Festa di San Trifone è conosciuta come “La Regina delle Feste”. Ogni anno, fin dai primi giorni di Novembre, il paese si anima con eventi musicali, religiosi e culturali che culminano il 10 Novembre con le solenni celebrazioni in onore del Santo. Cuore pulsante della festa sono la solenne processione del simulacro di San Trifone e il Corteo Storico che, dopo la simbolica consegna delle chiavi della città, percorre le vie del paese accompagnato dalla devozione dei fedeli, fino a giungere nella piazza principale, trasformata in un incantevole palcoscenico dalle scenografiche luminarie, protagoniste da oltre un secolo di una tradizione che si rinnova anno dopo anno nel segno della fede e dell’identità collettiva. Tra gli appuntamenti più attesi spicca la spettacolare gara pirotecnica diurna, considerata tra le più importanti in Italia: un confronto tra maestri dell’arte pirotecnica che incanta il pubblico con scoppi e giochi di luce. Le strade si riempiono anche di sapori e profumi della tradizione pugliese, con bancarelle che propongono agnello alla brace, sedano, formaggi, salumi e vino novello. A questi si aggiungono la storica Fiera dell’8 novembre, i concerti bandistici, le celebrazioni religiose, i fuochi notturni e l’accoglienza della comunità, che da quasi un secolo rendono l’evento uno dei più suggestivi del Sud Italia.

MEPI - (BA) Festa Patronale Maria SS. della Madia-Monopoli

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. della Madia, istituita nel 1680, si celebra in due diversi periodi dell'anno, il 16 Dicembre e dal 13 al 15 Agosto a Monopoli in provincia di Bari. Centro della Festa è la rievocazione dell’approdo della Madonna della Madia che avviene due volte l’anno il 14 Agosto e il 16 Dicembre. Ogni anno, all’alba del 16 Dicembre, al porto è realizzata una rievocazione dell’approdo che apre la giornata di fede e di Festa: la zattera è attesa dal Vescovo, da tutte le confraternite e dalle autorità militari e civili, oltre che da più di 30.000 fedeli. La rievocazione è compiuta anche in piena estate ed è proprio in tale occasione che sono realizzate la gran parte delle attività e degli eventi. I due momenti sono correlati da concerti di bande, presentazioni di libri con autori di rilievo nazionale, maestose luminarie e grandi spettacoli pirotecnici. Il tutto prende avvio la sera del 31 Luglio, serata nella quale si accoglie il nuovo mese, che a Monopoli viene celebrato come mese mariano, in onore della patrona della città: si dipana per tutto il mese di Agosto un fitto programma di iniziative religiose, folkroristiche e musicali.

MEPI - (BA) Festa Patronale Madonna della Fonte-Conversano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore " consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna della Fonte istituita nel 1897 si celebra con rito religioso il primo sabato di Maggio e con festeggiamenti civili la quarta domenica di Maggio. - Riti religiosi: Il primo sabato di Maggio è l’inizio ufficiale della Festa in Basilica Cattedrale, con la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo diocesano o dal suo delegato. Durante i giorni successivi si susseguono in Basilica Cattedrale celebrazioni animate dalle associazioni cittadine e pellegrinaggi delle parrocchie di Conversano, a confermare il forte coinvolgimento della comunità per la Madonna della Fonte. Le solenni celebrazioni religiose hanno inizio il venerdì precedente l’ultima domenica di Maggio con la processione inaugurale e la tradizionale accensione delle luminarie, per proseguire il sabato con la processione e l’omaggio floreale dei bambini delle scuole elementari e materne alla Sacra Icona. La domenica, giorno principale dei festeggiamenti, inizia con il Solenne Pontificale del Vescovo, a cui segue la Solenne Processione di Gala della Sacra Icona per le vie della città, particolarmente suggestiva, molto vissuta e partecipata da tutta la comunità di Conversano e da numerosi visitatori e turisti, durante la quale, in diverse tappe, viene benedetta la città, la campagna, il mare e il Seminario Vescovile. Il lunedì successivo si concludono i riti religiosi con la celebrazione della santa Messa al Tempietto, posto presso l’anfiteatro comunale e la processione di rientro dell’Icona in Basilica - Festeggiamenti Civili: - denominata “LA FESTA GRANDE” dal gergo popolare sin dalla sua nascita, ed è la Festa di tutta la comunità nel rispetto rigoroso delle tradizioni; - i fuochi d'artificio: Il tradizionale spettacolo pirotecnico della domenica è realizzato nel suggestivo scenario del centro storico, cornice ideale per ammirare la spettacolarità e la bellezza dell’esibizione pirotecnica; - la Banda: resta viva la tradizione della banda con esibizioni di bande da giro, “matinèè musicali” e i classici concerti di rinomati complessi bandistici. Come da tradizione, la festa si chiude ufficialmente con l’interpretazione tra il pubblico di “Vita pugliese”, marcia sinfonica scritta dal Maestro Giuseppe Piantoni, un rito che riporta alla memoria le gestualità di una tradizione e il segno di appartenenza alla terra di Puglia, alla città di Conversano; - le luminarie: particolare enfasi viene data dalle tradizionali luminarie artistiche attraverso installazioni di grande impatto visivo ed illuminotecnico nella cornice del maestoso nucleo del centro storico di Conversano, tra il castello e la Basilica Cattedrale; - eventi e Innovazioni: Oltre agli eventi legati alle antiche tradizioni, la Madonna della Fonte è celebrata con varie iniziative culturali, sportive e ricreative che coinvolgono tutta la comunità conversanese, in particolar modo famiglie e bambini, mentre nelle ultime edizioni sono state introdotte alcune novità grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, come video mapping e proiezioni immersive tra storia, fede e leggenda.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Flaviano-Conversano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Flaviano è stata istituita nel 1897 e si celebra il 24 Novembre. Pur essendo semplice, è una festa molto sentita dai fedeli, con la processione della statua del santo nella città, preceduta dalla solenne celebrazione eucaristica. Al termine della processione la cerimonia prevede la consegna simbolica delle chiavi della città dal Sindaco al Vescovo e quindi al patrono San Flaviano, nell’atto di affidamento e protezione della città al Santo. Per quanto concerne i festeggiamenti civili, rimane in auge l'antica "Fiera di San Flaviano" che rimane un appuntamento molto popolare e conta oggi, la presenza di oltre trecento bancarelle di svariati settori commerciali.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Nicola-Rutigliano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Nicola si celebra dal XIV secolo nel secondo fine settimana di Maggio a Rutigliano in provincia di Bari. La Festa viene preceduta dal "Corteo Storico di San Nicola" che dal 2007 si svolge il secondo sabato di Maggio: una manifestazione itinerante per le vie della città che rievoca l’inizio del patronato su Rutigliano, con la partecipazione di oltre cento figuranti tra musici, sbandieratori, timpanisti, la presenza de «I Figuranti di San Nicola» di Bari e altri gruppi, tra cui la Libera Università della Terza Età di Rutigliano. Ogni anno nel Corteo Storico viene traslata su un carretto una tela dell’artista rutiglianese Grazia Dibattista, dipinta appositamente per questo evento: una immagine di San Nicola che stende il suo sguardo protettivo su uno scorcio della Rutigliano medievale. Dopo aver attraversato le strade di Rutigliano, il Corteo Storico vive il suo momento conclusivo in Piazza XX Settembre; qui due attori interpretano un rappresentante della città e l’arciprete di Rutigliano del 1306, Ursone: il primo legge al popolo di Rutigliano l’annuncio del passaggio della «Terra Rutiliani» alla Basilica di San Nicola di Bari (il testo è tratto dall’atto di donazione di Carlo II d’Angiò, documento conservato nell’Archivio Storico di San Nicola a Bari), mentre Ursone declama le virtù del nuovo Patrono della città (testo tratto dal Panegirico di San Nicola, declamato nella Collegiata di Rutigliano l’11 Maggio 1885 ). La rievocazione mette in risalto i vincoli di fede e storia che da sette secoli legano Rutigliano e Bari nel nome di San Nicola. Tra i momenti più significativi dei festeggiamenti ancora oggi messi in atto, oltre alla processione di gala e alla cerimonia di consegna delle chiavi della città al Santo patrono, c’è una consuetudine secolare che viene osservata sempre in apertura delle celebrazioni: il giorno della festa, il Comitato, con la Banda musicale, in corteo si reca a Palazzo di Città; qui, ad attendere ci sono il Sindaco, la Giunta, i Consiglieri comunali e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Dopo i saluti formali, il corteo si ricompone per raggiungere Piazza XX Settembre per la deposizione di un fascio di fiori al Monumento ai Caduti rutiglianesi in guerra; la piccola cerimonia, dopo un breve momento di raccoglimento, è chiusa dalle note dell’inno nazionale.

MEPI - (BA) Festa Patronale Santi Medici Cosma e Damiano-Alberobello

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale dei Santi Medici Cosma e Damiano, istituita il 12 Aprile 1854, si celebra dal 25 al 28 Settembre a Alberobello, in provincia di Bari. Il 25 Settembre, si tiene la fiera dell’antico bestiame e degli utensili agricoli; il 26 Settembre viene celebrata la Festa liturgica; il 27 Settembre ha luogo la Festa dei pellegrini con la prima messa alle ore 4.00 e la processione del mattino, alle ore 11.00; il 28 Settembre si svolgono celebrazioni varie e una processione pomeridiana. I momenti religiosi sono accompagnati dai riti civili, come ad esempio: concerti bandistici, parco divertimenti, spettacoli pirotecnici e concerti di musica leggera.

MEPI - (BA) Festa Patronale Beata Vergine Maria di Costantinopoli-Acquaviva delle Fonti

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, dedicata a Maria Santissima di Costantinopoli, si svolge annualmente nei giorni immediatamente precedenti e successivi al primo martedì di settembre, con quattro giornate di solenne vivacità che hanno il loro culmine proprio negli eventi del martedì. Nella settimana antecedente, le comunità delle sette parrocchie acquavivesi si recano in cattedrale per raggiungere l’immagine della Madonna e dare luogo a celebrazioni giornaliere chiamate “peregrinatio”. La Festa Patronale è una vera e propria sinfonia di elementi culturali: religione, storia, folklore, arte e comunità si fondono in una celebrazione che sa essere tanto solenne quanto spettacolare. Molteplici sono gli elementi culturali più caratteristici della Festa. La “conta delle mezze pezze” è un rito storico che risale al 1656, quando il comune, allora chiamato Università, fece un atto formale e irrevocabile per costituire un censo di 50 mezze pezze di argento a favore della Vergine Maria SS. di Costantinopoli. Questo atto fu compiuto per ringraziare la Vergine per aver protetto la città dalla peste del 1641. La conta, che si ripete ancora oggi, è una testimonianza della profonda devozione degli acquavivesi verso la loro protettrice. La storia di questa tradizione è legata a un evento tragico, la peste, e alla fede della comunità. Si narra che la Madonna di Costantinopoli sia intervenuta per salvare la città da un'epidemia particolarmente virulenta che si era diffusa nella zona, probabilmente nel XVII secolo. Per esprimere la loro gratitudine, gli abitanti di Acquaviva istituirono questa cerimonia che si ripete ancora oggi. La conta delle mezze pezze, quindi, non è solo una pratica religiosa, ma anche un forte simbolo dell'identità e della storia della comunità di Acquaviva delle Fonti. Il corteo storico è uno degli aspetti più scenografici e culturalmente rilevanti e rafforza la memoria storica collettiva e il senso di appartenenza della comunità. Il corteo rievoca l’arrivo dell’icona della Madonna da Costantinopoli nel 1529, secondo la tradizione, ed è costituito da oltre 300 figuranti in abiti d’epoca: nobili, cavalieri, monaci, contadini e soldati spagnoli. Altro elemento caratterizzante della Festa è il carro trainato da buoi, simbolo del pellegrinaggio mariano e della ruralità pugliese. Il forte valore identitario della Festa è testimoniato dal coinvolgimento delle scuole e delle associazioni culturali e storiche locali. Il culto religioso e i riti testimoniano la solida base devozionale. Altri elementi della Festa sono: - intronizzazione della Madonna in Cattedrale: l'icona viene esposta con grande solennità; - processione solenne: la statua della Madonna percorre le vie principali tra fiori, luci e preghiere; - pontificale in piazza: il sindaco, per il tramite del vescovo, consegna simbolicamente le chiavi della città alla Vergine; - peregrinatio Mariae delle parrocchie: crea un legame tra i vari quartieri della città; - il lancio del “pallone”: è un rituale unico nel suo genere, che fa da ponte tra religiosità e spettacolo, unendo tradizione popolare e creatività artigianale. Si tratta di una mongolfiera artigianale in carta, alta circa 21 metri, realizzata dai maestri locali, simbolo dell'innalzamento spirituale, ma anche di orgoglio artigianale e ingegno locale. Il lancio accompagna tradizionalmente la chiusura della processione solenne. Il lancio del "pallone" di Acquaviva delle Fonti è una tradizione che risale al 1848, legata ai festeggiamenti della Madonna di Costantinopoli, patrona della città. Si tratta di un grande pallone aerostatico, costruito artigianalmente, che viene fatto volare per le vie del paese. La tradizione continua ancora oggi, con il lancio che avviene tradizionalmente il primo martedì di settembre. Il primo "pallone" fu realizzato da un operaio locale, Giacomo Squicciarini, e lanciato nel 1848. Il pallone viene costruito artigianalmente, spesso con l'aiuto di artisti che lo decorano in modo elaborato, è simbolo di devozione alla patrona e costituisce un momento di festa per la comunità. La Festa Patronale è arricchita anche dalla musica bandistica. La banda non è solo contorno, è cuore pulsante della festa: bande musicali eseguono marce sinfoniche e pezzi classici, patrimonio della tradizione bandistica meridionale; concerti in villa comunale o in piazza: momenti di socializzazione collettiva. Il “giro” della banda per il paese è attesissimo: segnale dell’inizio della festa vera e propria. Altro elemento caratterizzante della Festa Patronale è rappresentato dalle luminarie e dalla "villa" in festa: la parte profana della Festa si prende la scena con luci, odori e colori. Luminarie artistiche decorano il corso principale, vera arte temporanea; bancarelle, dolciumi, giocattoli, zucchero filato: una fiera popolare in perfetto stile pugliese. La villa comunale si trasforma in salotto cittadino: punto di ritrovo, spettacoli e stand gastronomici.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Carbonara di Bari

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo, istituita nel 1930, si celebra annualmente la quarta domenica di ottobre a Carbonara di Bari. Momento solenne della Festa è la processione del Santo. La manifestazione si base sulla realizzazione di luminarie a led a basso consumo energetico, i fuochi pirotecnici non hanno più luogo. La manifestazione religiosa ha come fulcro la processione solenne della domenica, la processione del quadro del sabato e la processione della statua il lunedì. Per quanto riguarda le manifestazioni civili, sono organizzati tre spettacoli musicali, di cui quello del sabato dedicato ai bambini. Le iniziative proposte dell’ente organizzativo riguardano la posa delle luminarie nella piazza principale, nel corso dove viene esposto il quadro di San Michele, gruppi musicali nei tre giorni, bande folcloristiche che girano nel quartiere, bancarelle disposte lungo il perimetro della piazza, preparazione e vendita di carne alla brace.

MEPI - (BA) Festa Patronale Maria SS. della Croce-Triggiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. della Croce, istituita nel 1732, si celebra la terza domenica di Settembre a Triggiano in provincia di Bari. Elementi che caratterizzano la Festa sono: - Messa e processione; - consegna delle chiavi alla Patrona, in cui il primo cittadino, rappresentante dell’intera collettività triggianese, affida alla Madonna della Croce totalmente la comunità; - corteo storico - luminarie e fuochi d'artificio.

MEPI - (BR) Festa Patronale Sant'Oronzo-Ostuni

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di Sant'Oronzo, istituita nel 1793 si celebra nei giorni 25,26 e 27 Agosto a Ostuni in provincia di Brindisi. La Festa prevede una processione religiosa seguita da una cavalcata con cavalieri in costume, che scortano la statua argentea del santo, i cavalli sono bardati con mantiglie rosse ricamate con elaborati disegni argentei. Elementi principali della Festa sono: - il pellegrinaggio a piedi presso la grotta dove il santo patrono Oronzo si è rifugiato durante la persecuzione di Nerone; - nei giorni della novena il tradizionale trio musicale percorre le vie della città con musiche caratteristiche. Il trio accompagna anche i passi della cavalcata; - alla vigilia della Festa Patronale è prevista la benedizione dei cavalli e dei cavalieri; - il giorno della Festa, il 26 Agosto, durante il solenne pontificale celebrato dall’arcivescovo e celebrato dai sacerdoti della città, sono presenti tutti i cavalieri con le rispettive famiglie; - nel pomeriggio, la cavalcata scorta il simulacro del santo per le vie della città, dando onore e lustro alla manifestazione religiosa; - il giorno seguente la stessa cavalcata percorre le vie della città fino a raggiungimento di un luogo stabilito dove avviene la premiazione dei cavalieri e dei cavalli. - in Piazza della Libertà viene allestita la Cassa armonica che ospita concerti di una o più Bande. - luminarie nelle vie principali della zona ottocentesca e in Piazza della Libertà. - fiera mercato in Viale O. Quaranta nel centro storico - fuochi pirotecnici il 26 Agosto

MEPI - (BR) Festa Patronale Festa Bona-Villa Castelli

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa è dedicata ai Santi patroni il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna della Fontana, è stata istituita nel 1830 circa e si celebra nei giorni 1,2 e 3 Ottobre a Villa Castelli in provincia di Brindisi. Sono giorni di fede, di cultura e tradizione. Tutti aspettano che la città sia addobbata a festa con le rinomate luminarie e la Cassarmonica che accoglie gli spettacoli delle bande. Non mancano altri spettacoli fatti di musica e danze che ripercorrono le tradizioni della Puglia. Centro della festa è la devozione ai Santi Patroni con la presenza del Vescovo diocesano, la processione e i tanto attesi fuochi d’artificio. Chiude la festa il grande concerto. - il 1 Ottobre vi è la tradizionale fiera mercato per le vie della città che vede il coinvolgimento di centinaia di commercianti e di migliaia di persone che dalla mattina alla sera attraversano le varie strade interessate. A sera poi ci si ritrova al centro della città, per gli spettacoli, le bancarelle e le giostre. - Il 2 Ottobre è la giornata dedicata in maniera particolare ai Santi patroni, il Sacro Cuore di Gesù e la Madonna della Fontana, con le varie celebrazioni religiose, la Solenne Messa presieduta dal Vescovo e animata dalla locale Corale cittadina. Infine la Processione per alcune vie della città e i tanto attesi fuochi d’artificio. - Il 3 Ottobre è la giornata dedicata al Grande Concerto che chiude la Festa. Nei paesi limitrofi la Festa è denominata, con un’espressione dialettale, LA FESTA BONA perché rinomata e perché attira tanti fedeli e turisti.

MEPI - (BR) Festa Patronale Santa Margherita Vergine e Martire-Latiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santa Margherita Vergine e Martire, si celebra ogni anno il 20 Luglio a Latiano in provincia di Brindisi. La festa religiosa del patrocinio di Santa Margherita si svolge il 20 febbraio (per ricordare lo scampato pericolo del terremoto del 1743).Con decreto della Sacra Congregazione dei Riti del giorno 11 luglio 1716, la festa di S. Margherita fu concessa per la città di Latiano, al pari delle festività più solenni del calendario liturgico. - 11 al 19 luglio Novena: presso la Chiesa Madre Santa Maria della Neve, si svolge la tradizionale Novena in onore della Santa Patrona; - 19 luglio: "Notte Senza Ombre", una serata di animazione con artisti di strada, spazi ludici; - 20 luglio: data del martirio, la città si anima con una serie di eventi religiosi con una particolare benedizione delle partorienti, invocando l'intercessione della Santa per un parto sicuro; - Cerimonia della consegna delle chiavi: il sindaco le affida simbolicamente alla Santa per invocarne la protezione - Processione: una lunga processione attraversa le vie di Latiano, con la statua della Santa portata a spalla dai fedeli. Corteo Storico "La Ragazza di Antiochia": una rievocazione storica in abiti d'epoca, che racconta la vita e il martirio di Santa Margherita, coinvolgendo numerosi figuranti e attirando l'attenzione di residenti e visitatori. Il corteo parte da Palazzo Imperiali e attraversa le principali vie del paese. Altri eventi collaterali sono: - Luna Park: In via San Vito, è allestito un luna park con giostre e attrazioni per grandi e bambini; - Mercatini e gastronomia: Durante i giorni della festa, sono presenti mercatini artigianali e stand gastronomici che offrono prodotti tipici locali per bambini; - Musei e chiese aperte, mercatini dell'artigianato e spettacoli.

MEPI - (BR) Festa Patronale Madonna di Cotrino-Latiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna di Cotrino, copatrona, istituita nel 1606, si celebra nei giorni 4,5 e 6 Maggio a Latiano in provincia di Brindisi. I festeggiamenti si articolano su tre giornate intense. Il 4 Maggio ha inizio la processione della statua della Madonna, custodita tutto l’anno nella Chiesa Matrice, che viene traslata fino alla chiesa della Madonna della Greca, storicamente alle porte del paese. Qui i monaci si uniscono alla comunità per condurla, attraverso un suggestivo percorso illuminato da fiaccole, al santuario di Cotrino, dove si svolge la celebrazione eucaristica serale e una veglia notturna di preghiera. Il giorno seguente, 5 Maggio, è previsto il ritorno in paese. Al termine c’è la solenne celebrazione eucaristica e a seguire la Festa civile in piazza, adornata dalle luminarie. Il 6 Maggio è il giorno della Festa. Dopo la banda cittadina, che fa il giro della città la mattina e il Solenne Pontificale presieduto dal Vescovo, la sera si svolge la Processione che attraversa le vie principali del centro urbano, secondo un itinerario “classico” concordato tra il parroco della Chiesa Matrice e il comitato organizzativo. I fedeli, lungo il cammino, predispongono altari e punti di sosta riccamente adornati, spesso con tovaglie del corredo nuziale e offerte in denaro. Tali gesti di accoglienza e pietà popolare sottolineano il valore comunitario e partecipativo dell’evento. Al termine continua la Festa civile nel centro della città, a seguire i fuochi d’artificio e il concerto sulla cassa armonica chiudono i festeggiamenti. In questo intreccio di fede, identità, simboli e tradizioni, la devozione alla Madonna di Cotrino si configura come un fenomeno religioso vivo e dinamico, capace di rinnovarsi nel tempo pur conservando la forza delle sue radici popolari.

MEPI - (BR) Festa Patronale Madonna del Carmine-Mesagne

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna del Carmine istituita nel 1651, si celebra nei giorni 15, 16 e 17 Luglio a Mesagne in provincia di Brindisi. La Festa si articola su tre giornate: - Il 15 Luglio, è dedicata alla solenne processione della statua della Madonna del Carmine che dalla Basilica del Carmine viene portata nella Chiesa Matrice. Il simulacro della Vergine Maria, adornato e trasportato dal Comitato Feste Patronali di Mesagne, è preceduto dalle confraternite dei fedeli e dalle autorità religiose, ed è seguito dalle autorità civili, dalle bande musicali e da un nutrito stuolo di fedeli che intonano canti mariani. L'aria è pervasa da un misto di devozione e attesa, con le strade illuminate a festa. La processione lungo il cammino verso la Chiesa Matrice fa tappa in Piazza Porta Grande dove sulla cassa armonica illuminata e splendente, collocata di fronte alla Colonna Votiva della Madonna in Villa Comunale, l’Arciprete e il Sindaco rivolgono il loro discorso alla cittadinanza. Successivamente avviene il rito storico della consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco alla Protettrice. Solo a quel punto la Processione riparte e attraversa la Porta Grande per entrare nella città vecchia dirigendosi verso la Chiesa Madre. A quel punto, intronizzata la statua in Chiesa Madre, sull’artistico tosello per i riti religiosi e la venerazione dei fedeli, la serata si conclude con i tradizionali concerti bandistici, le bancarelle, le giostre, mentre una miriade di usci di casa sono illuminati dai tradizionali lampioncini votivi che trasformano le strade in uno spettacolo unico di luci e colori. - Il 16 Luglio, giorno della solennità liturgica, le celebrazioni religiose si intensificano ogni ora con Sante Messe e momenti di preghiera nella Collegiata di Tutti i Santi. È il giorno della Madonna, della sua glorificazione. La giornata si conclude con un grandioso spettacolo pirotecnico che illumina la notte di Mesagne. - Il 17 Luglio, giornata conclusiva, la statua della Madonna viene restituita in processione solenne alla Basilica del Carmine dopo aver attraversato le vie più caratteristiche del Centro Storico e della Città e il commiato dell’Arciprete e del Vescovo della Diocesi, proclamato davanti alla Basilica.

MEPI - (BR) Festa Patronale SS. Crocifisso-Latiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore " consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa istituita nel 1772 celebra il co -patrono, il SS. Crocifisso e si svolge l'ultima domenica di Agosto a Latiano in provincia di Brindisi. Gli elementi principali della festa sono: - Novena di preparazione in onore del Santissimo Crocifisso; - Celebrazione solenne: la domenica Santa Messa solenne nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, seguita dalla benedizione della città; - Processione: con il simulacro del Crocifisso, accompagnata dalla banda musicale e dalla partecipazione delle confraternite locali per le vie del paese. - Le principali vie del centro storico sono adornate con spettacolari giochi di luce, luminarie artistiche che creano un'atmosfera suggestiva durante le serate della festa. - Spettacoli musicali; Stand gastronomici; Spettacolo pirotecnico. La Festa è preceduta dalla "Notte di fine estate" che si tiene il sabato, un evento che coinvolge le vie cittadine con degustazioni, spettacoli, attività culturali e apertura della attività commerciali.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Gregorio Magno-Manduria

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Gregorio Magno, celebrata annualmente il 3 settembre a Manduria, rappresenta per la comunità un momento di forte coesione spirituale, culturale e popolare. Il Santo, patrono della città, è venerato con riti religiosi e civili che coinvolgono profondamente la cittadinanza. La ricorrenza si riferisce alla data della sua elevazione al pontificato (590 d.C.), e viene organizzata dalla Parrocchia Santissima Trinità – San Gregorio Magno, con la partecipazione di un comitato di cittadini, confraternite, gruppi musicali e istituzioni locali. La Festa si articola in due ambiti fortemente interconnessi: quello liturgico e quello civile. Nei giorni precedenti, la comunità si prepara spiritualmente con novene, messe solenni e riflessioni guidate. Il 3 settembre, si svolge la processione con la statua del Santo per le vie del centro storico, accompagnata da bande musicali e momenti di preghiera collettiva. La statua lignea del Santo, oggetto di profonda devozione, è custodita nella Chiesa Matrice ed è considerata una presenza viva e potente, capace di proteggere la città e guidarne la vita collettiva. Oltre al rito religioso, la festa è arricchita da un intenso programma civile: concerti bandistici, luminarie, spettacoli pirotecnici, mercatini, street food e il “Concerto per il Santo”, evento musicale di ispirazione sia sacra che popolare. Le attività coinvolgono migliaia di persone, tra fedeli, visitatori e turisti provenienti anche da comuni limitrofi; attraversa tutte le fasce di età ed ogni condizione sociale, dai bambini agli anziani, dalle famiglie ai volontari, confermando il valore inclusivo ed aggregativo del rito. La celebrazione riveste un ruolo centrale nella vita della comunità locale, costituendo una occasione di condivisione intergenerazionale e di riscoperta dei valori collettivi. La cura degli addobbi, la musica delle bande da giro, la partecipazione popolare ai riti e agli eventi civili testimoniano la vitalità di una tradizione che ancora oggi rafforza il senso di appartenenza e l’identità culturale del territorio.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Biagio-Avetrana

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Biagio, istituita nel 1836 si celebra nei giorni 28 e 29 Aprile ad Avetrana in provincia di Taranto. La Festa è molto sentita, lo si vede dalla partecipazione attiva dei cittadini durante gli eventi della novena in Chiesa, lo si vede dalla partecipazione alla processione del Santo Patrono e alla Santa Messa. Fanno parte della cultura di questa festa, le bande da giro pugliesi, le luminarie salentine, i fuochi pirotecnici, le bancarelle, i cupitari e i paninari. Con l’avvento delle luminarie a ritmo di musica, Avetrana in quei giorni è invasa da cittadini del circondario e da numerosi turisti soprattutto stranieri (nell'ultima edizione si è registrata la presenza di diversi turisti australiani, inglesi, spagnoli, tedeschi e neozelandesi) e con l’occasione si dirigono verso la Chiesa Matrice dove c’è la reliquia di San Biagio per venerarlo. Oltre la partecipazione alla vista delle luminarie, la gente ascolta interessata l'esecuzione in Cassa armonica, da parte dei complessi bandistici, i brani della tradizione lirico-sinfonica. Da circa 15 anni, oltre ai canonici giorni di festa del 28 e 29 Aprile, il Comitato ha istituito la serata del 30 Aprile, dedicata ad eventi musicali di vario genere che spaziano dalla musica leggera, alla musica folk, alla pizzica salentina ed al rock. Nel corso di questa serata, non mancano gli appuntamenti con argomenti di carattere sociale.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Giovanni Battista e Maria SS. di Pasano-Sava

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Giovanni Battista e Maria SS. di Pasano è stata istituita tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, viene celebrata il 24 Giugno a Sava in provincia di Taranto. La Festa si articola in diversi momenti di grande rilevanza simbolica e partecipativa: la solenne processione dei due Santi Patroni – San Giovanni Battista Bambino e Maria SS. di Pasano – accompagnata dalle confraternite religiose, dalle autorità civili, dalla banda musicale e da tutta la cittadinanza; la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, dal parroco e da altri esponenti del clero; gli spettacoli pirotecnici; e un ricco programma civile che include mercatini, concerti, mostre ed esposizioni artistiche. Le due statue processionali, entrambe di scuola napoletana, rappresentano due simboli profondamente venerati: San Giovanni Battista bambino e la Madonna di Pasano, quest’ultima ispirata a un’icona bizantina rinvenuta, secondo la tradizione, in modo miracoloso nel territorio dell’antico insediamento di Pasano, storicamente legato alle origini di Sava e legato al miracolo “dello schiavo”, servo saraceno liberato dalle catene della schiavitù attraverso un intervento divino e poi convertito al cristianesimo.

MEPI - (TA) Festa Patronale dei Santi Giovanni Battista e Cristoforo-Maruggio

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore " consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale dei Santi Giovanni Battista e Cristoforo a Maruggio, nella provincia di Taranto, risulta istituita nel 1928. I festeggiamenti, religiosi e civili, si protraggono per due giorni, il 13 e il 14 luglio di ogni anno. Gli elementi principali che connotano la Festa sono: Novena ai Santi Patroni, Santa Messa solenne presieduta dal Vescovo di Oria, processione in onore dei Santi, installazione di luminarie, concerti bandistici, spettacolo pirotecnico, attività di carattere culturale e artistico, attività di carattere caritativo e sociale.

MEPI - (TA) Festa Patronale Sant'Emidio-Leporano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Sant'Emidio, istituita nel 1794, si celebra nei giorni 4,5 e 12 Agosto a Leporano in provincia di Taranto. Elementi che costituiscono la Festa sono: la Novena, la consegna delle chiavi della città e le processioni del simulacro del Santo. Durante i festeggiamenti patronali si succedono i più rinomati complessi bandistici del mezzogiorno, le maestranze più importanti di luminarie e diverse ditte di spettacoli pirotecnici.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Ciro-Grottaglie

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Ciro, istituita nel 1721, si celebra il 31 Gennaio a Grottaglie in provincia di Taranto. Essa si articola in vari momenti: una prima processione con traslazione della statua del Santo dalla chiesa di S. Francesco di Paola alla Parrocchia Collegiata (22-30 Gennaio); Il solenne Novenario predicato da famosi oratori cappuccini (22-30 Gennaio); la benedizione e accensione della pira da parte dell’Arcivescovo di Taranto e alla presenza delle autorità cittadine (30 Gennaio) con la partecipazione di migliaia di devoti; la Santa Messa pontificale celebrata dall’Arcivescovo di Taranto al mattino del giorno 31 Gennaio; la solenne e imponente processione con la statua del Santo cui prendono parte diverse migliaia di fedeli (molti scalzi e con candele accese) per le vie della città, con accompagnamento della banda cittadina. La Festa è accompagnata anche da spettacolari fuochi pirotecnici serali che richiamano innumerevoli persone anche dai paesi vicini. Vi è infine una terza processione, la domenica successiva alla Festa, con traslazione di riporto della statua del Santo alla Chiesa di S. Francesco di Paola.

MEPI - (TA) Festa Patronale Maria SS. Mater Domini-Laterza

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale Maria SS. Mater Domini nasce nel 1728 e viene celebrata nei giorni 18,19,20 e 21 Maggio a Laterza in provincia di Taranto. I festeggiamenti, preparati da una intensa attività liturgica dal 30 Aprile e intensificata dal giorno in cui si inaugura la novena, durante la quale si colloca anche il pellegrinaggio che i fedeli di Ginosa compiono a piedi ogni 13 Maggio, esplodono il 18 Maggio al mattino con l'intronizzazione dell’immagine, atto che richiama centinaia di fedeli che attendono sul sagrato, mentre con rito antichissimo si riveste in maniera riservata l’immagine con i suoi ornamenti festivi. Alla sera una processione accompagna con i ceri accesi la tela ottocentesca che giunge in piazza dove resterà esposta in cassa armonica per tutto il tempo della festività per tornare nella notte dell’ottava. Il 19 Maggio si snoda fin dalle prime ore del mattino una irrituale processione con la sola immagine del Gesù bambino portata in braccio dal rettore del Santuario per visitare gli ammalati nelle loro case e renderli partecipi del momento della festa e, dopo il lunghissimo giro, rientrare al Santuario accolto dalla folla dei fedeli. Al mezzogiorno del 20 Maggio l’immagine della Madonna riceve dal sindaco le chiavi della città e giunge nella chiesa matrice, dove farà ritorno nella domenica successiva. Non mancano apparati di illuminazioni, concerti bandistici, spettacoli di fuochi pirotecnici, e una tradizionale fiera accompagnata da concerti di musica leggera. Nel periodo festivo si concentrano attività culturali tra cui concerti, mostre ed eventi diversi, tutti riconducibili alla profonda identificazione della comunità civica con questa vetusta tradizione.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Rocco-Palagiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Rocco è stata istituita nel 1853 e si celebra il 16 Agosto e il sabato, la domenica e il lunedì successivi al 16 Agosto (festa civile) a Palagiano in provincia di Taranto. La Festa religiosa si celebra il 16 agosto, memoria liturgica del santo, ed è caratterizzata dalla consegna delle chiavi della città al patrono, durante la celebrazione presieduta dal Vescovo di Castellaneta. La Festa civile, curata dal Comitato San Rocco, presieduto dal parroco della matrice, si svolge il sabato, la domenica e il lunedì successivi al 16 Agosto. Le vie del centro sono addobbate con artistiche illuminazioni. Il sabato sera si tiene la processione detta “Scambisciata”, caratterizzata dalla presenza di fanciulli a cavallo con indosso l’abito “sanrocchino” preparato dalle sarte del paese. Essa si rifà ai cortei storici diffusi in Puglia, che rievocano antiche battaglie, di cui gli “scamiciati” erano i vincitori. I fedeli, di cui molti a piedi scalzi, portano candele e ceri. La domenica si svolge una processione di gala per le vie della città e in serata uno spettacolo pirotecnico. Il lunedì è caratterizzato dalla tradizionale fiera al mattino e da uno spettacolo musicale in serata.

MEPI - (TA) Festa Patronale SS. Crocifisso-Monteiasi

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale del SS. Crocifisso, istituita nel 1894, si celebra il 3 Maggio e il 14 Settembre a Monteiasi in provincia di Taranto. Il 3 Maggio, in particolare, è caratterizzato da una tradizione unica e singolare: al passaggio della statua del Crocifisso, i fedeli e in modo particolare i bambini, lanciano dai balconi petali di papaveri a rappresentare, con il loro colore, il Sangue del Redentore che con il Suo sacrificio di amore offerto sulla Croce salva il mondo. Si svolgono varie attività religiose: predicazioni, Triduo di preparazione, Celebrazioni penitenziali, celebrazioni eucaristiche (importante quella presieduta dall’Arcivescovo di Taranto), veglie e processione. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili ci sono: mercato di prodotti tipici locali, concerti bandistici e di associazioni musicali, degustazione di prodotti tipici della zona, esposizioni di artigianato locale e esposizioni d’arte.

MEPI - (TA) Festa Patronale Maria SS. delle Grazie-Palagianello

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. delle Grazie non ha una data certa di istituzione ma vi è il bilancio Decurionato di Palagiano del 5 Luglio 1807 che ne testimonia l'esistenza. Essa si svolge durante il periodo pasquale in particolare nei giorni Domenica di Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Martedì di Pasqua, Domenica Ottava di Pasqua e 31 Maggio.

MEPI - (TA) Festa Patronale Maria SS. del Santo Rosario-Ginosa

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale Maria SS. del Santo Rosario, istituita il 6 Ottobre del 1765, si celebra la prima domenica di Ottobre a Ginosa in provincia di Taranto. L'attività annuale e plurisecolare (260 anni) della Festa parte nove giorni prima con l'inizio della novena presso la Chiesa Matrice Parrocchiale di S. Maria del Rosario, articolata successivamente nei seguenti punti: - Il venerdì precedente alla prima domenica di Ottobre a conclusione della S. Messa di Novena vi è la processione del quadro con il trasporto dell’immagine della Santa Patrona Madonna del Rosario per le vie del centro Città seguita dalla Banda locale di Ginosa e la Bassa Musica di Ginosa. Le bande, attraversano le strade principali della Città dove vi è la prima accensione ufficiale delle spettacolari e tradizionali luminarie artistiche, caratteristica emblematica dell'attività artistica locale pugliese, concludendo la serata con l'affissione del quadro sulla cassa armonica e la benedizione, atto ufficiale dell'inizio dei festeggiamenti, dei presenti in piazza. - la domenica dalle prime ore della mattina, si da inizio ai solenni festeggiamenti con spari di avviso detti colpi oscuri d'Artificio che indicano alla popolazione locale l'inizio dello svolgimento della giornata festiva. Dalle prime ore la Banda musicale da giro cura l'animazione musicale itinerante per le vie della città percorrendo le strade che non sono interessate dalla processione sino alle ore 10 circa affinché tutta la popolazione comprese le persone che non posso partecipare attivamente beneficiano di una simbolica attenzione festiva. Successivamente la medesima Banda partendo dalla sede Confraternale di C.so Vittorio Emanuele, accompagna il Comitato Feste Maria SS.ma del S. Rosario, presso la piazza Marconi antistante al Palazzo di Città ove vi sono stati i saluti con le alte autorità locali e rappresentanze militari successivamente vengono accompagnate presso la Chiesa parrocchiale per la santa messa officiata dal Vescovo. Al termine della messa segue la processione della Madonna che attraversa il centro storico e le strade del paese con grande partecipazione soprattutto nel momento della supplica in cassa armonica con l'apposizione, da parte del Sindaco, delle Chiavi della Città alla Santissima Patrona. Colpi pirotecnici scandiscono le fasi salienti della giornata, tutto il percorso processionale è animato dalla Bassa Musica e la Banda musicale da giro, la gente è invitata a partecipare anche dai propri balconi con il lancio di festoni offerti dalla Congregazione. In serata, come da programma, vi sono spettacoli pirotecnici tradizionalmente commissionati a ditte campane che hanno svolto l'esecuzione artistica a ritmo di composizioni piriche e luminescenti. - Il giorno 7 Ottobre, giorno liturgico del S. Rosario, è eseguita una diana pirotecnica che anima il risveglio mattutino della popolazione in onore della Santa Patrona e la sera con l'accensione delle tradizionali luminarie garantendo il ritrovo sociale degli ambienti festivi centrali. - La domenica successiva ai solenni festeggiamenti, detta ottava, a conclusione del periodo della festività patronale vi è la processione di rientro della Sacra Immagine patronale del S. Rosario con al seguito la Banda musicale tipicamente pugliese, la bassa musica città di Ginosa, un nutrito numero di gente e le istituzioni cittadine che percorrono sia il centro storico sia le vie urbane, al centro città vi sono le ultime accensioni musicali delle luminarie che hanno segnato la fine dei festeggiamenti. La Festa termina a mezzanotte a conclusione delle opere liriche in cassa armonica e con il rientro in Chiesa Matrice del quadro del Santo.

MEPI - (TA) Festa Patronale Beata Vergine del SS. Rosario-Montemesola

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Beata Vergine del SS. Rosario, istituita nel 1836, si celebra nel fine settimana più vicino al 22 Agosto e il 7 Ottobre a Montemesola in provincia di Taranto. La Festa inizia in ricorrenza dell’elevazione della Beata Vergine a Patrona avvenuta il 22 Agosto 1872 e si conclude con la festività liturgica e locale del 7 Ottobre. Il sabato più vicino al 22 Agosto avviene la traslazione dei simulacri della Beata Vergine, di S.Domenico e di S. Caterina dalla Chiesa del Rosario alla Chiesa Madre dove restano esposti fino al 7 Ottobre affinché tutti possano venerare la Patrona in modo più diretto e condiviso. In serata in Piazza IV Novembre avviene la prima accensione delle luminarie al cospetto della Patrona accolta dalla comunità e dal sindaco che consegna simbolicamente le chiavi della città alla Beata Vergine in segno di affidamento e devozione cittadina. Tra i momenti religiosi più significativi vi è la processione della domenica più vicina al 22 Agosto, protagonisti sono i portatori dei simulacri, dei lacci d’onore e dei ceri portati con devozione da montemesolini/e fuori sede che talvolta rientrano appositamente per vivere questo culto. Dal 30 Settembre al 7 Ottobre la Festa prosegue con il settenario di preghiera a cura di tutti i gruppi della comunità e culmina con la Festa liturgica del 7 Ottobre con la solenne processione conclusiva. Altri momenti di particolare rilevanza sono la recita della Supplica alla Madonna ; l’aggregazione dei nuovi iscritti alla Confraternita con la premiazione di coloro che hanno compiuto 50 anni di iscrizione e il riconoscimento del Munificus, conferito a coloro che donano il loro impegno e professionalità al Sodalizio. Oltre a questi aspetti religiosi le giornate sono impreziosite da un ricco programma civile. Ampio spazio è dedicato alle bande musicali che prestano servizio fin dalle prime ore del mattino con il giro del paese, il matineè, le processioni e i concerti serali. La Festa Patronale è da loro riconosciuta come palcoscenico prestigioso in quanto Montemesola è nota come "La Città della Musica". Accanto alle bande da giro sono protagoniste quelle cittadine a testimonianza di una cultura musicale viva e radicata nella comunità che vanta due scuole bandistiche che tramandano attraverso la musica la tradizione popolare della Festa. Le strade principali si trasformano in un suggestivo scenario grazie a una lunga galleria di luminarie diventando luogo di incontro per cittadini, visitatori e emigrati. I fuochi d’artificio, attesi e apprezzati da grandi e piccoli aggiungono gioia e solennità all’atmosfera festiva insieme a concerti musicali, attrazioni per i bambini, mercatini e stand gastronomici.

MEPI - (TA) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Massafra

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo a Massafra, in provincia di Taranto, si svolge annualmente nelle giornate del 27, 28 e 29 settembre. Il culto di San Michele Arcangelo a Massafra ha profonde radici storiche, religiose e identitarie, che si manifestano attraverso rituali, iconografie, leggende e pratiche comunitarie. Ebbe la sanzione ufficiale con il Decreto del 7 giugno 1721. La venerazione di San Michele, quale protettore della città, è celebrata con una festività principale il 29 settembre, e si radica in tradizioni che affondano le proprie radici almeno al XVI secolo, con testimonianze più antiche di un culto che si sviluppò in contesti arcaici, come le grotte carsiche di Varcaturo. Il culto si fonda su un complesso patrimonio simbolico e iconografico: San Michele è rappresentato come guerriero celeste, armato di spada e scettro, simboli di protezione e giustizia, e spesso associato a elementi di sovranità e difesa spirituale. La sua iconografia richiama figure di divinità guerriere di tradizioni orientali, come Mithra, e di divinità mediterranee, sottolineando l’aspetto di mediatore cosmico e combattente del bene contro il male. La presenza di affreschi, statue e mosaici, nonché l’iconografia nelle chiese locali, testimoniano una tradizione artistica e devozionale che si è tramandata nel tempo, rafforzando il senso di identità collettiva. L’elemento culturale si manifesta anche attraverso riti e pratiche comunitarie: processioni pubbliche, momenti di preghiera, eventi legati alle feste agricole e pastorali, come la transumanza, e leggende che narrano di miracoli e di legami con i culti orientali e cristiani. La venerazione si lega inoltre a un patrimonio archeologico, come le grotte di Varcaturo, che attestano riti e credenze di epoche preclassiche e cristiane, rappresentando un ponte tra passato e presente. La figura di San Michele incarna valori di protezione, giustizia, lotta tra bene e male e salvaguardia spirituale, che assumono un significato simbolico e identitario per la comunità di Massafra. La devozione si concentra nella celebrazione del 29 settembre, giorno in cui si ricorda l’equinozio autunnale e la vittoria spirituale di Michele contro le forze del male, simbolizzata anche attraverso iconografie e leggende locali. La presenza di un’antica grotta carsica dedicata a San Michele in zona Varcaturo, oggetto di studi archeologici, rafforza il legame tra il territorio e questa figura angelica, considerata protettrice della città e dei suoi abitanti. La festa principale è ancora oggi celebrata con processioni, pellegrinaggi e manifestazioni civili-religiose. Le attività principali che connotano la Festa sono: processioni, spettacoli musicali, luminarie, mostre, spettacoli pirotecnici, incontri tematici, visite guidate.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santo Stefano-Taurisano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santo Stefano si celebra il 2, 3 e 4 agosto a Taurisano, in provincia di Lecce. Non si conosce la data precisa di istituzione della Festa, la cui origine è, però, dichiarata ab immemorabili. Gli elementi principali della festa comprendono: - Triduo, Messe e Processione; - luminarie, dal 1876, a cura della ditta «Parisi», alternandosi con altre rinomate ditte; - tradizione bandistica pugliese, offrendo pagine di letteratura musicale sinfonica ed operistica; - fuochi pirotecnici, tradizione continuativa, come da testimonianze datate al1905, con spettacoli il 2 e il 4 agosto; - attività ludico-ricreative e culturali, connesse alla Festa, capaci di valorizzare la cultura musicale contemporanea e le tradizioni culturali e di artigianato della città; - promozione dell’enogastronomia, con allestimento di stand gastronomici in occasione della Festa; - attività di comunicazione e promozione dei momenti religiosi e civili in cui la Festa risulta articolata; - realizzazione di video sui social, contenenti notizie utili per la partecipazione agli eventi e per la conoscenza dei riti, con il coinvolgimento delle realtà imprenditoriali del territorio; - dispositivi di safety e security e presidio sanitario in prossimità dei luoghi della Festa.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santa Cristina Vergine e Martire-Gallipoli

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di Santa Cristina istituita nel 1867 si celebra il 23, 24 e 25 Luglio a Gallipoli in provincia di Lecce. Gli elementi principali della Festa sono: - I festeggiamenti civili della Santa da parte del comitato che iniziano nelle prime ore della giornata del 23 Luglio, in suo onore viene celebrata una Santa Messa e si offre l’olio per la lampada insieme a un omaggio floreale. Al termine della celebrazione vengono sparati degli artistici fuochi pirotecnici. Nel pomeriggio la suddetta confraternita, organizza una solenne processione che percorre le vie dell’intera Città di Gallipoli. Al termine della processione si dà inizio ai festeggiamenti civili. Nei pressi della Chiesa del Sacro Cuore, centro commerciale della Cittadina, così come anche presso Piazza Aldo Moro dove si allestisce una cassa armonica che va ad ospitare uno o più concerti eseguiti da rinomate e premiate Bande Musicali. Su tutto il corso principale vengono montate luminarie artistiche. - Il pomeriggio del 24 Luglio si svolge la tradizionale cuccagna a mare, una gara riconosciuta dal CONI, che consiste in un palo orizzontale, unto con del grasso, che dal molo foraneo in Piazza Aldo Moro si slancia sulle acque del Seno del Canneto antistante. Fa da sfondo all’evento il Castello e il suo Rivellino. All’estremità del palo sventola una bandierina che dei giocatori, improvvisando una simpatica corsa sul palo, devono cercare di prendere tra un avvicendarsi di corse che terminano la maggior parte delle volte con degli improbabili tuffi in acqua; alla fine vince il primo chi riesce a prendere la bandierina. Il tutto si svolge in una cornice pittoresca di natanti, che raggiungono il Seno del Canneto e di migliaia persone che si riuniscono intorno al molo e al ponte Secentesco intitolato a Giovanni Paolo II. - La serata del 25 luglio verso la mezzanotte inoltrata tutta la cittadinanza raggiunge la costa nord della città per assistere al suggestivo spettacolo di fuochi pirotecnici sul mare lanciati dall’estremità del porto mercantile della città. Durante la festa, si organizzano eventi culturali, spettacoli, mostre e decorazioni che valorizzano il patrimonio artistico locale.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santi Gioacchino e Anna-Vernole

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale in onore dei Santi Gioacchino e Anna, genitori della Beata Vergine Maria, si celebra annualmente il 25 e il 26 luglio a Vernole, in provincia di Lecce. Tra le attività principali che connotano la Festa si annoverano la Novena di preparazione alla Festa, la processione con le immagini dei Santi Patroni, la Santa Messa presieduta dall'Ordinario, la realizzazione del convegno Vernole Incontra e il Festival della Famiglia. La Festa risulta essere stata istituita inizialmente nel 1681. Nel 2025, le celebrazioni civili associate alla Festa includono concerti bandistici, spettacoli pirotecnici e allestimenti con luminarie nelle principali vie cittadine. La Festa è particolarmente sentita anche nei paesi limitrofi per la peculiarità del culto verso Sant'Anna, considerata protettrice di tutte le madri: passate, presenti e future. La forza del culto ha sempre inciso e incide tuttora sulla partecipazione popolare, in occasione della processione pomeridiana delle maestose statue, realizzate nella consueta cartapesta su fusto di legno (da qui la relativa pesantezza), riproposte nella loro configurazione attuale da oltre un secolo, innovando per San Gioacchino con l'affiancamento della figlia Maria, sempre presente, invece, con Sant'Anna. In particolare, tale partecipazione è più evidente la sera del 26 allorquando, dopo la benedizione finale e, quindi, al termine del rito religioso, si crea una significativa fila devozionale di madri, che dura fin quasi a mezzanotte.

MEPI - (LE) Festa Patronale San Vincenzo di Saragozza Levita e Martire-Miggiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "Consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Vincenzo di Saragozza Levita e Martire è stata istituita nel 1616 e si celebra il 22 Gennaio a Miggiano in provincia di Lecce. È organizzata dal Comitato Festa Patronale con la supervisione del parroco pro tempore e la collaborazione del Comune. È preceduta da nove giorni (novena) di preghiere e riflessioni sui cardini della vita virtuosa del Santo. La Festa è caratterizzata da una partecipata processione che si snoda per le vie del paese, addobbate per l’occasione con bandierine, coperte variopinte, lumini e torce lungo tutto il percorso processionale. Il simulacro del Santo è portato a spalla dagli affiliati alla Confraternita del Carmine e dalla Confraternita di San Francesco d’Assisi. La statua viene fatta sostare nel piazzale antistante il quartiere fieristico per la durata dello spettacolo pirotecnico e in piazza Municipio per l’accensione della ‘’FOCAREDDRA’’ (falò): sono questi momenti intensi e partecipati. La festa è accompagnata dalle note della banda ‘’Città di Miggiano’’, durante i festeggiamenti viene allestito l’albero della "cuccagna" e portata in scena la ‘’Tragedia di San Vincenzo’’, che vede protagonisti attori i ragazzi della scuola media. È anche una festa ricca di folklore, riti tramandati da generazioni, alcuni di questi risultano essere un unicum territoriale, che affascinano e aggregano la comunità. La "Focareddra’’ si svolge intorno alla medesima e all’adiacente colonna di San Vincenzo dove venivano svolte ritualità che si perdono nella notte dei tempi, molto interessanti dal punto di vista antropologico e che qui riportiamo: 1) ‘’a paparina ‘ntra lu mmili’’: da questo rito si trovano auspici individuali di una ‘’bona o triste sorte’’ a causa di questo mito i Miggianesi vengono appellati con ‘’Miscianisi mancia paparina’’; 2) ‘’li fumi della focareddra’: dalla direzione del fumo si traevano auspici comunitari de ‘’na bbona o fiacca annata’’; 3) ‘’a cinnare de la focareddra’’: era considerata sacra e perciò sparsa nei campi per sanificarli da ‘’la carestia’’; 4) ‘’i tre giri de la culonna’’: il rito consisteva nel girare per tre volte consecutive attorno alla colonna del Santo al grido di ‘’Vicenzu vince e Ronzu trionfa’’. La festa Patronale di San Vincenzo è molto sentita dai cittadini Miggianesi, soprattutto dagli anziani che, cercano di trarre buoni auspici dai riti che vengono effettuati nella giornata. Anche i più giovani vengono coinvolti nelle varie attività che si svolgono durante il periodo di festa. Si inizia con la raccolta della Paparina (pianta giovane del Papavero) nel periodo che va da dicembre al giorno della festa. In seguito, con l’aiuto degli anziani, avviene la preparazione. Con il passare del tempo è diventato un piatto tipico del paese. un altro elemento folkloristico della Festa è la "Cuccagna" una gara che coinvolge 6 squadre rappresentanti i 6 rioni del paese. Ogni squadra si compone di 5 elementi. La prova consiste nel raggiungere per primo l’estremità di un palo (Cuccagna) unto di grasso. La squadra che riesce ad arrivare per prima in cima gli verrà assegnato un premio. Molti anni fa, questo premio consisteva in generi alimentari messi a disposizione delle famiglie più benestanti del paese.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santa Maria della Lizza-Alezio

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santa Maria della Lizza è stata istituita nel 1810 e si celebra nei giorni 14,15,16 e 27 Agosto ad Alezio in provincia di Lecce. La celebrazione comprende una solenne processione, durante la quale la statua della Madonna viene portata a spalla dai devoti per le vie del paese, accompagnata dall’omonima Confraternita, autorità religiose e civili, banda musicale cittadina e numerosi fedeli. Nei giorni precedenti e successivi, si svolgono messe solenni, momenti di preghiera comunitaria, concerti bandistici, spettacoli pirotecnici e l’illuminazione artistica delle strade con luminarie tradizionali. I giorni centrali della Festa Patronale vengono preannunciati a partire dal 5 Agosto di ogni anno, da vari avvenimenti religiosi e civili, tra cui il Solenne Novenario all’alba nel Santuario e il tradizionale gruppo di bassa musica “Fischiettu e Tamburu”. Fra i vari elementi popolari, vi sono le pie pratiche devozionali, una delle più antiche è quella de “Le Centu Cruci”, ossia una preghiera popolare che si recita in famiglia il giorno 15 Agosto. Importante è anche il Patrocinio che viene festeggiato il 27 Agosto di ogni anno, in ricordo dello scampato pericolo al terremoto del 1886.

MEPI - (LE) Festa Patronale Sant'Antonio da Padova-Cutrofiano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "Consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Sant'Antonio da Padova è stata istituita nel 1755 e si celebra nei giorni 12,13 e 14 Giugno a Cutrofiano in provincia di Lecce. I festeggiamenti in onore del santo patrono, sono preparati da una tradizionale tredicina. Essi sono cosi strutturati: la vigilia (12 Giugno) giornata nella quale si accendono le luminarie nel centro storico; il servizio bandistico anima le strade della città; la messa solenne concelebrata dai sacerdoti delle due parrocchie e i ministri; la grande processione e la consegna delle chiavi della città al Santo da parte del sindaco; la Festa con le bancarelle e l’animazione musicale/bandistica; le giostre per i bambini e i ragazzi. Il 13, giorno della Festa, vi sono le sante messe celebrate nella chiesa parrocchiale con grande concorso di popolo, il servizio bandistico per le strade e, alla sera, il concerto bandistico e lo spettacolo pirotecnico con l’accensione dei fuochi artificiali. Il 14, giorno del ringraziamento, si svolge la santa messa e il concerto di un cantante/artista che si esibisce in piazza Municipio.

MEPI - (LE) Festa Patronale Madonna delle Grazie-Collepasso

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna delle Grazie, istituita, secondo la tradizione popolare nel 1851, si celebra nel giorno 8 Settembre a Collepasso in provincia di Lecce. La Patrona si onora sia con celebrazione religiose, quali la Santa Novena, Sante Messe e la Processione, che con celebrazioni civili, quali concerti bandistici, fiera-mercato, spettacoli pirotecnici e concerti con artisti di fama nazionale.

MEPI - (LE) Festa Patronale SS. Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino-Vaste

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale dei SS. Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino istituita nel 1746 si celebra nei giorni 9, 10 e 11 Maggio a Vaste una frazione del comune di Poggiardo in provincia di Lecce. La comunità cittadina aspetta e sente con devozione e senso di appartenenza i giorni della Festa. La particolarità di avere come Patroni tre santi fratelli oriundi del posto attira fedeli dalle comunità limitrofe. La Festa si svolge secondo il paradigma tradizionale delle Feste Patronali pugliesi: la vigilia è il giorno dedicato alla solenne processione cittadina con la presenza delle autorità, il giorno della Festa,10 Maggio, è dedicato ai concerti bandistici e ai fuochi notturni, infine la serata dell' 11 Maggio si alternano spettacoli di divertentismo e animazione.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santa Maria Maddalena-Uggiano la Chiesa

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santa Maria Maddalena viene celebrata nei giorni 21 e 22 Luglio da tempo immemore a Uggiano la Chiesa in provincia di Lecce. Essa rappresenta uno degli eventi più attesi dalla comunità. Il fulcro della celebrazione è la devozione alla Santa patrona, il cui culto è testimoniato fin dal 1745, anno in cui le fu attribuito ufficialmente il patrocinio del paese. La Festa si svolge con un ricco apparato di luminarie artistiche che decorano le vie principali, concerti bandistici, spettacolari fuochi d'artificio e un vivace mercato con prodotti dolciari tipici, preparati secondo antiche ricette locali. La statua della santa viene portata in solenne processione per le strade del paese, seguita da fedeli e cittadini in un momento di profonda unione spirituale e civile.

MEPI - (LE) Festa Patronale San Biagio-Corsano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Biagio, istituita nel 1898, si celebra nei giorni 3 Febbraio e 1, 2 e 3 Agosto a Corsano in provincia di Lecce. La Festa in onore del Santo Patrono, protettore della gola, è celebrata il 3 Febbraio, preceduta dalla tradizionale Focareddha nel giorno della candelora. La Festa si ripete nel periodo estivo. Elementi principali della Festa sono: - accensione della “Focareddha di San Biagio” il 2 febbraio (giorno della vigilia); - benedizione della gola; - messa e processione in onore del Santo; - fiera-mercato; - concerto bandistico; - accensione luminarie; - spettacolo pirotecnico; - festa civile con concerti, degustazioni e mercatini artigianali.

MEPI - (LE) Festa Patronale Santa Maria Assunta in cielo e San Rocco-Vitigliano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. Assunta in cielo e San Rocco, istituita nel 1700, si celebra nei giorni 20 e 21 Agosto a Vitigliano frazione di Santa Cesarea Terme in provincia di Lecce. L'evento profondamente radicato nella tradizione locale, unisce celebrazioni religiose e civili che coinvolgono l'intera comunità. La Festa si apre il 20 Agosto con le celebrazioni in onore di Maria SS. Assunta: sante messe, panegirico e processione. Seguono in serata concerti bandistici e fuochi pirotecnici. Il 21 Agosto è dedicato a San Rocco con messe e processione in mattinata e concerto serale. A mezzanotte avviene la traslazione del simulacro di San Rocco nella cappella a lui dedicata accompagnata dai tradizionale "Vai e Vei", fuochi d'artificio scintillanti che scorrono su un filo teso tra la Chiesa Madre e la cappella seguendo simbolicamente il cammino del Santo. In passato se i fuochi si interrompevano a metà significava scarso raccolto. Durante tutto il tempo in cui il simulacro è fuori dalla chiesa e mentre passa davanti alla cappella, l'antica campana della cappella di San Rocco viene suonata a mano senza sosta. Quando la statua arriva in piazza la banda intona la "Marcia Trionfale" dell'Aida e una scintilla dal tetto della chiesa annuncia l'inizio dei "Vai e Vei". Intanto San Rocco raggiunge il sagrato dove le donne intonano l'inno "Ave Roche Sanctissime", la banda accompagna l'arrivo del Santo sulle note del "Mosè".

MEPI - (LE) Festa Patronale Maria SS. delle Grazie-Andrano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna SS. delle Grazie istituita nella prima metà del 1800 si celebra nei giorni 4, 5 e 6 Agosto ad Andrano in provincia di Lecce. Durante la Festa predomina l’aspetto religioso, vissuto con la Novena, in cui si propongono tematiche bibliche, con il pellegrinaggio notturno alla Cappella dell’Attarico, la solenne Processione della Vigilia, la predicazione straordinaria e le celebrazioni eucaristiche. Altri elementi caratteristici della Festa sono: le luminarie, i concerti bandistici, la Sagra della “Puccia cu le vulie” e la Fiaccolata.

MEPI - (LE) Festa Patronale San Niceta Goto Martire-Melendugno

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore" consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Niceta Goto Martire, istituita nel 1740, si celebra nei giorni 15 e 16 Settembre a Melendugno in provincia di Lecce. Il rito religioso parte nove giorni prima della Festa, con delle celebrazioni eucaristiche presso la chiesa Madre e in forma esclusiva viene celebrata la santa messa in rito bizantino presso l’Abbazia di San Niceta situata in Melendugno sin dal 1167, riconosciuta appunto come uno dei più importanti riferimenti storici del territorio. Il giorno della vigilia della Festa, come da tradizione pluricentenaria, al termine della Santa Messa, i fedeli accompagnati da un concerto bandistico, trasportano in processione la Sacra Immagine del Santo preceduta dalla Sacra Reliquia (avambraccio sx del Goto Martire) percorrendo le principali vie della Città addobbate in festa con delle imponenti luminarie che contraddistinguono la tradizione Salentina. Al rientro della processione, vengono lanciati dei palloni aerostatici in onore al Santo offerti dai devoti. A seguire, nella piazza centrale della Città, l’intera comunità melendugnese e dei paesi vicini, si riunisce per assistere ad uno spettacolo di cabaret con artisti locali e nazionali. Il giorno della Festa, importanti e rinomati concerti bandistici si alternano sin dal mattino in “Cassarmonica” posta nella piazza centrale e per le principali vie della Città. A fine serata, uno scenografico spettacolo pirotecnico di una rinomata ditta al livello nazionale chiude i festeggiamenti.

MEPI - (LE) Festa Patronale San Lorenzo Martire-Sogliano Cavour

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Lorenzo Martire, istituita prima della metà del XX secolo, si celebra nei giorni 9 e 10 Agosto a Sogliano Cavour in provincia di Lecce. La Festa viene preceduta dalla novena, in cui alla comunità devota vengono proposte delle riflessioni che attualizzano il messaggio e il sacrificio di San Lorenzo. Momento altamente culturale è il tradizionale Concerto d’Organo Estivo. Nel giorno della vigilia, viene portata in processione per le vie del paese la statua del Santo Patrono, con il concorso del popolo e dei devoti non solo soglianesi. Il complesso bandistico “Santa Cecilia” accompagna la processione e poi si esibisce nella piazza del paese. La banda, spesso formata da giovani talenti del posto, suona un repertorio che spazia dai brani tradizionali a quelli più moderni. Elemento immancabile della festa è lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

MEPI - (LE) Festa Patronale San Trifone-Alessano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Trifone è stata istituita nel 1701 ad Alessano in provincia di Lecce. Da decenni la Festa si svolge nei 3 giorni (sabato, domenica e lunedì) dell’ultimo fine settimana del mese di Luglio, con rito religioso e civile. Il sabato vi è l'esibizione di un gruppo musicale, la domenica festeggiamenti del Santo Patrono con due concerti bandistici (di cui uno impegnato il lunedì) e processione per le vie del paese, il lunedì si svolge la "Fera Nova" con promozione dei prodotti dell’artigianato ed enogastronomici locali. Il tutto nella cornice delle luminarie ad opera di una ditta del paese. I festeggiamenti si concludono con i consueti fuochi pirotecnici. Il 10 Novembre si ripetono i festeggiamenti del Santo Patrono con concerto bandistico, processione del Santo per le vie del Paese, luminarie e fuochi pirotecnici.