Esplora la Carta
Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna del Carmine istituita nel 1651, si celebra nei giorni 15, 16 e 17 Luglio a Mesagne in provincia di Brindisi. La Festa si articola su tre giornate: - Il 15 Luglio, è dedicata alla solenne processione della statua della Madonna del Carmine che dalla Basilica del Carmine viene portata nella Chiesa Matrice. Il simulacro della Vergine Maria, adornato e trasportato dal Comitato Feste Patronali di Mesagne, è preceduto dalle confraternite dei fedeli e dalle autorità religiose, ed è seguito dalle autorità civili, dalle bande musicali e da un nutrito stuolo di fedeli che intonano canti mariani. L'aria è pervasa da un misto di devozione e attesa, con le strade illuminate a festa. La processione lungo il cammino verso la Chiesa Matrice fa tappa in Piazza Porta Grande dove sulla cassa armonica illuminata e splendente, collocata di fronte alla Colonna Votiva della Madonna in Villa Comunale, l’Arciprete e il Sindaco rivolgono il loro discorso alla cittadinanza. Successivamente avviene il rito storico della consegna delle chiavi della città da parte del Sindaco alla Protettrice. Solo a quel punto la Processione riparte e attraversa la Porta Grande per entrare nella città vecchia dirigendosi verso la Chiesa Madre. A quel punto, intronizzata la statua in Chiesa Madre, sull’artistico tosello per i riti religiosi e la venerazione dei fedeli, la serata si conclude con i tradizionali concerti bandistici, le bancarelle, le giostre, mentre una miriade di usci di casa sono illuminati dai tradizionali lampioncini votivi che trasformano le strade in uno spettacolo unico di luci e colori. - Il 16 Luglio, giorno della solennità liturgica, le celebrazioni religiose si intensificano ogni ora con Sante Messe e momenti di preghiera nella Collegiata di Tutti i Santi. È il giorno della Madonna, della sua glorificazione. La giornata si conclude con un grandioso spettacolo pirotecnico che illumina la notte di Mesagne. - Il 17 Luglio, giornata conclusiva, la statua della Madonna viene restituita in processione solenne alla Basilica del Carmine dopo aver attraversato le vie più caratteristiche del Centro Storico e della Città e il commiato dell’Arciprete e del Vescovo della Diocesi, proclamato davanti alla Basilica.
Notizie Storiche
- - Archivio Capitolare di Mesagne, 1651 e succ.;
- - Profilo S., Profilo Historico dell’antichità di Mesagne, 1734;
- - Mavaro A., La messapografia del letterato salentino Epifanio Ferdinando cresciuta e tradotta in italiano, 1810;
- - Profilo Antonio, La Messapografia ovvero memorie storiche di Mesagne, Firenzelibri, 1870;
- - Leopardi Anselmo Cosimo, Il Carmine nella realtà mesagnese, Bari, 1979.
Scheda
- Codice Modulo MEPI00000060
- Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013
- BABDI000002 - Feste Patronali
Beni Demoetnoantropologici Immateriali
- Periodo temporale Dal 2025/04/16 al 2025/07/23
- Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell'Ente Ecclesiastico Parrocchia "Tutti i Santi" di Mesagne (BR), diocesi di Brindisi - Ostuni.
- Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si
- Comunità, gruppo/i individui interessati I partecipanti alla Festa della Madonna del Carmine sono trasversali e riflettono l'intera comunità mesagnese. Si va dai devoti più anziani, profondamente radicati nella fede e nelle tradizioni, ai giovani che, pur con modalità diverse, si sentono parte di questo patrimonio. Le confraternite, il Terz’Ordine Carmelitano, le Associazioni ecclesiali mariane e il Comitato Feste Patronali giocano un ruolo centrale nell'organizzazione e nella custodia dei riti. La generosità dei cittadini, degli Enti locali e dei molti emigrati mesagnesi che tornano in città per la festa, riaffermando il loro legame con le origini, da sempre ne permettono la sua migliore riuscita. È una Festa sentita anche da chi non è strettamente praticante, che vi trova un'occasione di aggregazione sociale e di riscoperta delle proprie radici. La Festa della Madonna del Carmine è un potentissimo collante sociale. Rafforza i legami familiari e amicali, offrendo un'occasione per incontrarsi, condividere e celebrare insieme. È un momento di memoria collettiva, in cui si tramandano storie, canti e usanze di generazione in generazione, garantendo la continuità culturale. Il senso identitario per la comunità mesagnese è intrinsecamente legato a questa Festa. La Madonna del Carmine non è solo un simbolo religioso, ma anche un simbolo della città stessa, della sua storia e della sua gente. Mesagne non a caso è “Civitas Mariae”. La Novena in preparazione alla Festa, la partecipazione alla processione, il pellegrinaggio ininterrotto e le celebrazioni in Chiesa Madre, l'ammirazione delle luminarie, l'attesa dei fuochi d'artificio sono gesti che uniscono i mesagnesi, creando un forte senso di appartenenza e orgoglio. - Amministrazione comunale.
- Localizzazione Mesagne 72023 BR
- Modalità di trasmissione - Archiviazione documenti storici e spartiti musicali; - Archiviazione e riproduzione di documenti sonori e audiovisivi; - Ricorrenza annuale di manifestazioni civili e religiose.
- Misure di salvaguardia - Nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni, le celebrazioni liturgiche e le catechesi ad esse legate sono state il filo conduttore per bambini e adulti. Le tante generazioni che si sono susseguite hanno fatto della devozione mariana un fondamento di vita; in tutto questo le bibliografie, le iniziative, gli incontri, la distribuzione di immagini sacre con la storia e il significato della festa, hanno favorito una documentazione, anche storica della devozione. - La consultazione e digitalizzazione anche parziale degli Archivi di Stato, Comunali, Capitolari e Bibliotecari ha permesso la ricerca e l’identificazione di documenti risalenti anche al 1651, anno in cui la Beata Vergine del Monte Carmelo fu proclamata Protettrice di Mesagne. Materiale che ha contribuito alla preservazione della memoria storica nel passato e garantendola per il futuro. - Nel corso del tempo diverse mostre documentarie e fotografiche sono state allestite e dedicate alla storia e all’iconografia della Madonna del Carmine di Mesagne. Sono stati pubblicati libri e saggi specifici sulla devozione, le tradizioni e l’arte legata alla festa, frutto di ricerche storiche e artistiche. Sono stati organizzati convegni e incontri di studio che hanno approfondito vari aspetti della festa, coinvolgendo esperti e la cittadinanza. - Negli ultimi decenni sono stati effettuati restauri conservativi sia sul quadro miracoloso della Vergine, opera del Pulvisino del 1521, sia sulla statua della Madonna del Carmine del XVIII secolo, pregevole scultura in legno veneziano opera di un “Frate dell’Ordine nativo di Mesagne” (S.Profilo, manoscritto 1760) e portata in processione dopo il terremoto del 1743. Anche sugli arredi sacri della Basilica, legati al culto, la protezione materiale è stata sempre costante. - il Comitato Feste Patronali di Mesagne, è il motore organizzativo della Festa Patronale, garantendo continuità e attrattiva. Il Comitato, che coinvolge anche membri delle altre parrocchie, cura nel dettaglio le Processioni della Festa Patronale, e si pone in dialogo con tutte le istituzioni accogliendo le esigenze delle Autorità religiose e civili. Cura il corretto allestimento di luminarie artistiche monumentali lungo le vie principali della Festa e vicino le Chiese, l’organizzazione dei concerti bandistici e degli spettacoli musicali gratuiti di quei giorni, la pianificazione dei fuochi pirotecnici la notte del 16 Luglio. Solo queste essenziali attività ogni anno attraggono decine di migliaia di visitatori. Cura la raccolta fondi e la gestione economica trasparente, basata su offerte volontarie dei cittadini e attività commerciali locali, assicurando la sostenibilità della festa. - La comunità mesagnese, con il supporto delle istituzioni, è il vero cuore pulsante. La partecipazione popolare attiva e visibile: la massiccia partecipazione alle celebrazioni religiose e agli eventi civili è evidente nelle strade affollate, con stime di presenze che superano i 30/40.000 visitatori al giorno. Anche il tramandamento familiare nelle famiglie, il racconto delle tradizioni legate alla festa, la preparazione di piatti tipici e la trasmissione di devozioni private, contribuiscono alla preservazione della memoria. Anche l’associazionismo locale e culturale ha organizzato nel corso del tempo mostre fotografiche documentarie e convegni sulla storia della festa. Le scuole partecipano con progetti didattici sulle tradizioni locali, come la creazione di elaborati artistici o ricerche storiche, contribuendo alla documentazione e alla promozione del patrimonio immateriale.
- Aspetti di rischio per la salvaguardia Elementi di criticità che potrebbero limitare la piena sopravvivenza e continuità della Festa: - invecchiamento della popolazione devota: sebbene la partecipazione sia ancora buona, si osserva una tendenza all’invecchiamento dei devoti più assidui. È cruciale incentivare il coinvolgimento delle nuove generazioni per evitare una dispersione della memoria e della pratica religiosa. - Volontariato e ricambio generazionale: Il Comitato Feste Patronali e l’organizzazione dipendono fortemente dal volontariato. La mancanza di un ricambio generazionale e la difficoltà nel reperire nuovi volontari potrebbero nuocere alla qualità e all’ampiezza degli eventi futuri. - Globalizzazione e disinteresse giovanile: L’avanzare della globalizzazione e la maggiore esposizione a modelli culturali esterni potrebbero portare nel futuro ad un disinteresse, soprattutto tra i giovani, verso le tradizioni locali, percepite come meno "moderne" o poco attraenti. - Sostenibilità economica a lungo termine: sebbene l’investimento sia ancora alto, la sostenibilità economica futura potrebbe essere messa a rischio da una diminuzione delle donazioni private o da difficoltà nel reperire offerte delle attività commerciali locali, soprattutto in periodi di crisi economica. - Perdita di elementi distintivi: su questo aspetto non si percepiscono ad oggi motivi di preoccupazione, anche se sul territorio circostante la tendenza alla "spettacolarizzazione" di alcune feste, che privilegiano l’aspetto puramente ludico a discapito di quello religioso e tradizionale, in alcuni casi stanno portando ad una perdita dell’identità originaria, trasformandole in un mero evento di intrattenimento.

