(BA) Festa Patronale Beata Vergine Maria di Costantinopoli-Acquaviva delle Fonti

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, dedicata a Maria Santissima di Costantinopoli, si svolge annualmente nei giorni immediatamente precedenti e successivi al primo martedì di settembre, con quattro giornate di solenne vivacità che hanno il loro culmine proprio negli eventi del martedì. Nella settimana antecedente, le comunità delle sette parrocchie acquavivesi si recano in cattedrale per raggiungere l’immagine della Madonna e dare luogo a celebrazioni giornaliere chiamate “peregrinatio”. La Festa Patronale è una vera e propria sinfonia di elementi culturali: religione, storia, folklore, arte e comunità si fondono in una celebrazione che sa essere tanto solenne quanto spettacolare. Molteplici sono gli elementi culturali più caratteristici della Festa. La “conta delle mezze pezze” è un rito storico che risale al 1656, quando il comune, allora chiamato Università, fece un atto formale e irrevocabile per costituire un censo di 50 mezze pezze di argento a favore della Vergine Maria SS. di Costantinopoli. Questo atto fu compiuto per ringraziare la Vergine per aver protetto la città dalla peste del 1641. La conta, che si ripete ancora oggi, è una testimonianza della profonda devozione degli acquavivesi verso la loro protettrice. La storia di questa tradizione è legata a un evento tragico, la peste, e alla fede della comunità. Si narra che la Madonna di Costantinopoli sia intervenuta per salvare la città da un'epidemia particolarmente virulenta che si era diffusa nella zona, probabilmente nel XVII secolo. Per esprimere la loro gratitudine, gli abitanti di Acquaviva istituirono questa cerimonia che si ripete ancora oggi. La conta delle mezze pezze, quindi, non è solo una pratica religiosa, ma anche un forte simbolo dell'identità e della storia della comunità di Acquaviva delle Fonti. Il corteo storico è uno degli aspetti più scenografici e culturalmente rilevanti e rafforza la memoria storica collettiva e il senso di appartenenza della comunità. Il corteo rievoca l’arrivo dell’icona della Madonna da Costantinopoli nel 1529, secondo la tradizione, ed è costituito da oltre 300 figuranti in abiti d’epoca: nobili, cavalieri, monaci, contadini e soldati spagnoli. Altro elemento caratterizzante della Festa è il carro trainato da buoi, simbolo del pellegrinaggio mariano e della ruralità pugliese. Il forte valore identitario della Festa è testimoniato dal coinvolgimento delle scuole e delle associazioni culturali e storiche locali. Il culto religioso e i riti testimoniano la solida base devozionale. Altri elementi della Festa sono: - intronizzazione della Madonna in Cattedrale: l'icona viene esposta con grande solennità; - processione solenne: la statua della Madonna percorre le vie principali tra fiori, luci e preghiere; - pontificale in piazza: il sindaco, per il tramite del vescovo, consegna simbolicamente le chiavi della città alla Vergine; - peregrinatio Mariae delle parrocchie: crea un legame tra i vari quartieri della città; - il lancio del “pallone”: è un rituale unico nel suo genere, che fa da ponte tra religiosità e spettacolo, unendo tradizione popolare e creatività artigianale. Si tratta di una mongolfiera artigianale in carta, alta circa 21 metri, realizzata dai maestri locali, simbolo dell'innalzamento spirituale, ma anche di orgoglio artigianale e ingegno locale. Il lancio accompagna tradizionalmente la chiusura della processione solenne. Il lancio del "pallone" di Acquaviva delle Fonti è una tradizione che risale al 1848, legata ai festeggiamenti della Madonna di Costantinopoli, patrona della città. Si tratta di un grande pallone aerostatico, costruito artigianalmente, che viene fatto volare per le vie del paese. La tradizione continua ancora oggi, con il lancio che avviene tradizionalmente il primo martedì di settembre. Il primo "pallone" fu realizzato da un operaio locale, Giacomo Squicciarini, e lanciato nel 1848. Il pallone viene costruito artigianalmente, spesso con l'aiuto di artisti che lo decorano in modo elaborato, è simbolo di devozione alla patrona e costituisce un momento di festa per la comunità. La Festa Patronale è arricchita anche dalla musica bandistica. La banda non è solo contorno, è cuore pulsante della festa: bande musicali eseguono marce sinfoniche e pezzi classici, patrimonio della tradizione bandistica meridionale; concerti in villa comunale o in piazza: momenti di socializzazione collettiva. Il “giro” della banda per il paese è attesissimo: segnale dell’inizio della festa vera e propria. Altro elemento caratterizzante della Festa Patronale è rappresentato dalle luminarie e dalla "villa" in festa: la parte profana della Festa si prende la scena con luci, odori e colori. Luminarie artistiche decorano il corso principale, vera arte temporanea; bancarelle, dolciumi, giocattoli, zucchero filato: una fiera popolare in perfetto stile pugliese. La villa comunale si trasforma in salotto cittadino: punto di ritrovo, spettacoli e stand gastronomici.

Notizie Storiche

La devozione di Acquaviva delle Fonti alla Beata Vergine Maria di Costantinopoli risale al 1641, anno in cui si narra che la Vergine avrebbe protetto la città dalla peste.
Bibliografia:
  • Mastrorocco Nunzio, Il gigante di carta-Storia, cronache, curiosità, tecnica costruttiva e fasi di lancio del pallone di Acquaviva delle Fonti.
  • Mastrorocco Nunzio , La nostra storia-Cronistoria della città di Acquaviva delle Fonti.
  • Zirioni Sante, Acquaviva sacra e antica.
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Scheda

  • Codice Modulo MEPI00000078
  • Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013

  • Periodo temporale Dal 2025/04/16 al 2025/08/01
  • Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell'Ente Ecclesiastico Parrocchia "Sant'Eustachio" di Acquaviva delle Fonti (BA), diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.
  • Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si

  • Comunità, gruppo/i individui interessati La Madonna di Costantinopoli è venerata come protettrice di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. La festa è ancora oggi molto sentita dalla popolazione locale. Parrocchia "Sant'Eustachio" - concattedrale di Acquaviva delle Fonti Comitato Feste Patronali di Acquaviva delle Fonti - le sette parrocchie di Acquaviva delle Fonti - Comune di Acquaviva delle Fonti - scuole e associazioni culturali - banda musicale di Acquaviva delle Fonti
  • Localizzazione Acquaviva delle Fonti 70021 BA
  • Modalità di trasmissione - Archiviazione e riproduzione di documenti sonori e audiovisivi; - ricorrenza annuale di manifestazioni civili e religiose.

  • Misure di salvaguardia La Festa Patronale in onore di Maria SS. di Costantinopoli gode di buona vitalità grazie, soprattutto, a: - partecipazione attiva della comunità: la Festa è ancora oggi molto sentita dalla popolazione locale, che partecipa sia come pubblico che come protagonista (figuranti, volontari, devoti). - trasmissione informale: le pratiche vengono ancora tramandate in ambito familiare, parrocchiale e associativo. - coinvolgimento delle scuole e delle associazioni culturali, soprattutto nel corteo storico e nei laboratori propedeutici. - presenza sui media e sui social: le ultime edizioni sono state documentate e condivise online, aumentandone la visibilità. A salvaguardia della vitalità dell'elemento culturale, si segnala la trasmissione intergenerazionale: nonni, genitori e bambini partecipano insieme. La Festa diventa così momento di educazione alla tradizione. I racconti, i rituali e le emozioni si tramandano oralmente e nel fare (es. costruire il pallone, cucire i costumi). La Festa vive grazie alla memoria e al passaggio di saperi: - attivazione di laboratori scolastici sul corteo storico, la costruzione del “pallone”, la musica bandistica; - creazione di un “Archivio dei Saperi Viventi” con interviste a portatori di tradizione (artisti del pallone, musicisti, devoti storici); - coinvolgimento dei giovani in ruoli organizzativi, non solo esecutivi; Documentazione e archiviazione multimediale. - realizzazione del docufilm annuale della festa (prima, durante, dopo); - digitalizzazione di fotografie, manifesti, programmi d’epoca.
  • Aspetti di rischio per la salvaguardia - Rischio di folklorizzazione o spettacolarizzazione eccessiva: la necessità di attrarre pubblico e turismo può portare a semplificazioni, alterazioni simboliche o perdita di significato religioso e storico. - Invecchiamento dei detentori di saperi tradizionali: i maestri artigiani del “pallone” o i conoscitori del repertorio musicale bandistico tradizionale stanno diminuendo, con scarsa sostituzione generazionale. - Trasmissione non sistematica: l’assenza di un sistema strutturato di trasmissione (es. scuole di tradizione, laboratori permanenti) rende la conservazione dei saperi vulnerabile. - Pressione del modello “evento”: la crescente trasformazione delle feste in eventi spettacolari rischia di marginalizzare il coinvolgimento popolare e di farne un prodotto da consumare. - Carenza di riconoscimenti ufficiali e fondi stabili: l’assenza di un riconoscimento come bene culturale immateriale rende più difficile accedere a canali di tutela strutturata.