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Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Rocco, istituita nel 1787, si celebra nei giorni 15,16 e 17 Agosto a Locorotondo in provincia di Bari. La Festa si celebra dal punto di vista religioso dal 6 (inizio novena) al 17 Agosto; tra il 15 e 17 agosto si svolgono 4 processioni, tutte molto partecipate: il 15 quella della traslazione della Statua del Santo verso la chiesa Madre, il 16 una la mattina al mezzogiorno (storicamente tra le più antiche) che attraversa tutto il borgo antico e quella di gala la sera con la partecipazione di tutte le autorità civili e militari; il 17 sera la processione “aux flambeaux” con la partecipazione di tutti i gruppi associativi ecclesiali che si conclude con il rientro della Statua nella sua chiesa. Dal punto di vista civile, l’incipit della festa è l’alba del 16 Agosto, caratterizzata dal passaggio de “La Diana” per le vie del paese: le bande cittadine eseguono questa dolce nenia, che dà il tono a tutta la Festa e di cui è la vera e propria “colonna sonora”. Vi è anche una poesia in vernacolo “A’ Diènè”, che tutti i locorotondesi conoscono a memoria e che ancora oggi rappresenta uno dei tratti più identitari della Festa. Evento più atteso del 16 Agosto è la Sagra Pirotecnica della Valle d’Itria, gara di fuochi d’artificio a premio, che richiama decine di migliaia di spettatori. 16 e 17 Agosto sono animate dalle bande da giro, mentre le vie principali del paese sono addobbate da ricche luminarie. Dal 2015 è stata introdotta la “Notte bianca di San Rocco” la sera del 15 Agosto, con spettacoli itineranti, concerti musicali ed altre attività, pensate per animare la sera di Ferragosto, con spirito di rinnovamento e innovazione rispetto alle altre manifestazioni tradizionali già consolidate.
Notizie Storiche
- - Basile Franco, Il Culto di San Rocco a Locorotondo fra storia, devozione e folklore, Edito da Amministrazione Comunale di Locorotondo, 1987;
- - Carrieri Giuseppe - Simeone Silvestro, San Rocco processione di mezzodì, Edizioni Pietre Vive, 2015;
- - Murge, bollettino dell’Associazione “Gruppo Ricerca Storica” numero agosto 2007 Edizione Speciale “A’ Diènè”;
- - I Fuochi di San Rocco di Mario Gianfrate, a cura dell’Associazione Culturale Borgo Antico.
Scheda
- Codice Modulo MEPI00000074
- Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013
- BABDI000002 - Feste Patronali
Beni Demoetnoantropologici Immateriali
- Periodo temporale Dal 2025/04/16 al 2025/07/29
- Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell'Ente Ecclesiastico Parrocchia di "San Giorgio martire" di Locorotondo (BA), diocesi di Brindisi - Ostuni.
- Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si
- Comunità, gruppo/i individui interessati La Festa è vissuta dalla popolazione locorotondese con un forte senso di appartenenza e di “orgoglio identitario”; un evento partecipato e sentito dalla comunità cittadina, religiosa, civile, laica: è la Festa di tutti e per tutti, inclusiva e trasversale ed è rivolta, abbraccia e coinvolge, chi crede e chi non crede. In questa occasione inoltre i locorotondesi esprimono un grande senso di accoglienza verso i numerosi devoti, pellegrini e turisti che in quei giorni frequentano il paese. La Festa attira infatti visitatori da tutta la regione, e non solo, in modo particolare per la rinomata sagra pirotecnica della Valle d’Itria, tra le manifestazioni di fuochi d’artificio più antiche del sud Italia. Il periodo di ferie in cui ricade, da calendario, la memoria liturgica di San Rocco, attira ogni anno decine di migliaia di visitatori a cui si aggiungono pellegrini devoti soprattutto delle comunità limitrofe come Fasano, legate a San Rocco per antica consuetudine dovuta al miracolo della peste da cui fu liberata Fasano alla fine del XXVII secolo e dunque producendo benefici sostanziali per il turismo; Si riscontra una partecipazione attiva di giovani, adulti e anziani, che garantisce la trasmissione del sapere e una forma di volontariato diffuso coinvolto nell’organizzazione della Festa nelle sue molteplici manifestazioni. - Amministrazione comunale; - Pro Loco Locorotondo.
- Localizzazione Locorotondo 70010 BA
- Modalità di trasmissione - Archiviazione documenti storici e spartiti musicali; - Ricorrenza annuale di manifestazioni civili e religiose; - Realizzazione di pubblicazioni a carattere storico/scientifico.
- Misure di salvaguardia - Nel 1987, in occasione dei festeggiamenti bicentenari, su iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Locorotondo, è stato pubblicato, a cura del Prof. Franco Basile, il volume “Il Culto di San Rocco a Locorotondo fra storia, devozione e folklore”. Un lavoro di ricerca sulle origini del culto di San Rocco a Locorotondo, su come nel corso del tempo la popolazione ha manifestato la sua devozione al Santo, e sugli aspetti prettamente legati alle tradizioni popolari che identificano la Festa. - Nel 2015 due giovani fotografi artistici locali Silvestro Simeone e Giuseppe Carrieri hanno realizzato il libro illustrato “San Rocco processione di mezzodì” dedicato alla processione della mattina del 16 Agosto per le vie del borgo antico. Una raccolta di immagini, scorci delle “stradelle”, paesaggi, volti, che racconta l’essenza del rito processionale, che si alternano con i versi in vernacolo della poesia di Don Antonio Rosato. - Nel 2007 il bollettino “Murge”, a cura del locale Gruppo di Ricerca Storica, pubblica un’ edizione speciale dedicata a “La Diana” (A’ Diènè in vernacolo), la breve composizione musicale composta dall’autore locale Vincenzo Calella (1829-1912) e che da più di cento anni “musicalmente” identifica la Festa più attesa dell’anno, mantenendo intatto il suo fascino. - In anni più recenti il Prof. Mario Gianfrate ha pubblicato l’opuscolo “I Fuochi di San Rocco”, una piccola antologia di memorie delle feste della metà del ‘900, attraverso parole ed immagini. - ll Comitato ha realizzato alcune mostre a tema, tra cui quella nel 2019 “Sui passi del pellegrino: San Rocco nel mondo” - mostra iconografica dedicata al culto di San Rocco in Italia e all’estero - e quella del 2023 intitolata “San Rocco da sempre con noi”, dedicata agli aspetti tipici della devozione popolare dei locorotondesi verso San Rocco. - Nel 2019, su iniziativa della Parrocchia e del Comitato è stato vissuto un “anno giubilare” concesso da Papa Francesco in occasione del 450° anniversario dell’apertura al culto della Chiesa di San Rocco. - Da alcuni anni, inoltre, è stata avviata l’iniziativa “piccoli portatori di San Rocco” dedicata ai bambini e bambine nella fascia di età 7/14 anni circa, a cui viene offerta la possibilità di portare a spalla, durante le processioni del 16 e 17 Agosto, il reliquiario contenente parte del braccio del Santo. Un modo per coltivare la fede e la devozione anche dei più piccoli ed anche per preservare custodire e tramandare il prezioso servizio che offrono “i portatori” della Statua durante le processioni. - Da circa 10 anni inoltre, in un’ottica di rinnovamento e di innovazione, senza snaturare il senso della Festa e i suoi aspetti più tradizionali ed identitari, è stata introdotta “La Notte Bianca di San Rocco”: nella serata del 15 Agosto vi sono eventi di spettacolo itinerante per le vie del borgo e concerti musicali. - L’impegno del Comitato, oltre che agli aspetti prettamente organizzativi della Festa, è rivolto costantemente a custodire e tramandare alle giovani generazioni i valori identitari e di appartenenza, oltre che i sentimenti di fede e devozione, che la tradizione della Festa di San Rocco rappresenta. Oggi la sfida è quella di rinnovare la tradizione, senza snaturarne il senso e la storia, ma per rimanere al passo con i tempi che viviamo. Quello del Comitato vuole essere un servizio svolto con spirito ecclesiale, rivolto a tutta la comunità cittadina di Locorotondo.
- Aspetti di rischio per la salvaguardia - Dipendenza da fondi pubblici o donazioni private: la sostenibilità economica spesso è fragile; la Festa rischia di non essere autosufficiente. - Infrastrutture inadeguate: mancanza di servizi igienici, parcheggi, mobilità accessibile per disabili, sicurezza per un evento che registra la presenza di circa 60.000 visitatori annualmente; - Mancanza di innovazione organizzativa: resistenza al cambiamento, con una gestione ancora troppo “artigianale” o poco digitalizzata della Festa che se utilizzasse gli strumenti digitali in maniera più professionale potrebbe ricevere vantaggi economici per il mantenimento, nel tempo, della tradizione. - Calo demografico/migrazione giovanile: diminuzione della popolazione residente e dell’interesse delle nuove generazioni a differenza di quanto accadeva in passato in cui i residenti fuori dal Comune rientravano in famiglia appositamente in occasione della Festa Patronale. - Concorrenza con altri eventi: festival moderni o concerti a pagamento possono attrarre lo stesso pubblico, spostando l’attenzione.


