(BA) Festa Patronale San Rocco-Noci

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Rocco, istituita nel 1775, ha luogo ogni anno a Noci, in provincia di Bari, la prima domenica del mese di settembre e comprende anche il sabato precedente e il lunedì successivo. La festa è connotata dalla celebrazione di Sante Messe, da processioni, dal “passaggio del fazzoletto” sulla piaga della gamba della statua di San Rocco, dalla benedizione e distribuzione dei “pescetijdde” (pane di San Rocco). Sono, inoltre, organizzati concerti bandistici e fuochi pirotecnici e installate luminarie e giostre del luna park. Se i nocesi residenti all’estero scelgono di tornare a Noci in occasione della Festa Patronale di San Rocco, i cittadini nocesi non si allontanano da Noci in quegli stessi giorni. Vivere la Festa tra le strade e le piazze e partecipare a messe e processioni rinsalda il legame sociale dei cittadini nocesi che si riconoscono nella loro identità comune. In un certo senso, San Rocco stesso è stato reso cittadino nocese: si dice, infatti, “Sant(e) Rocch(e) di Nusc(e)” (San Rocco di Noci), che è anche il titolo di un libro del nocese Vittorio Tinelli. L’elemento culturale è particolarmente praticato, consegnato e riconsegnato dalle comunità cristiana e civile e dalle famiglie, di generazione in generazione. Anche nelle scuole (particolarmente con i più piccoli) si pratica e consegna l’elemento culturale, riprendendo il senso della festa, insegnando poesie in vernacolo locale su San Rocco e sulla Festa Patronale (in particolare, quelle del nocese Vittorio Tinelli), facendo ricerche riguardo alle edicole votive di San Rocco sparse in città e visitandole. Tra le tradizioni e i costumi che connotano il senso identitario della comunità: la Domenica di San Rocco si prepara "il primo ragù dopo l’estate” e si trascorre il pranzo della festa rigorosamente in famiglia. Anche dal punto di vista lessicale, la Festa Patronale di San Rocco ha segnato l’identità locale: si dice “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” (Dopo la festa di San Rocco). “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” non è solo un'espressione ma è una prassi, uno stile di vita cittadino: durante le ferie estive, tutto viene rimandato “dopo San Rocco”: per consuetudine, infatti, si ricomincia qualsiasi cosa sia stata interrotta durante il periodo estivo, dopo la Festa Patronale. Riguardo alle credenze legate all’elemento culturale si possono citare il passaggio del fazzoletto sulla piaga della gamba della statua di San Rocco e il conservare il fazzoletto stesso insieme al pane di San Rocco, per i periodi di malattia. Da evidenziare è anche il momento della consegna delle chiavi alla statua di San Rocco da parte del Sindaco, esperienza oggi considerevolmente rilanciata sui social, grazie alle foto che immortalano il momento, ai post e ai commenti che ne fanno un simbolo fortemente identitario, un simbolo di nocesità.

Notizie Storiche

Siamo all'inizio del '500. Circola voce che nei paesi più o meno vicini a Noci infierisce la peste. Qualcuno porta la notizia che un paese è stato salvato da San Rocco. Storicamente, Noci non subisce mai il contagio della peste. Comunque, che il miracolo si sia effettivamente compiuto o meno, la devozione per San Rocco, a Noci, una volta entrata a far parte della religiosità locale, non viene mai meno. Le prime preghiere/invocazioni a San Rocco si rintracciano in una pagina di un cartulario risalente al 1523, conservato nell'archivio della Chiesa Madre. Intorno al 1575, Don Eustachio De Lo Russo fonda, nell'ala destra della Chiesa Madre, vicino alla Sacrestia, una cappella dedicata a San Rocco. Nello stesso periodo, sempre presso la Chiesa Madre, Don Vito Tinella istituisce e intitola a San Rocco un beneficio, dotandolo di alcuni beni, la cui rendita è vincolata a favore di un fratello e di un nipote con l'obbligo, a suffragio della sua anima, della celebrazione, nella cappella di San Rocco, di due messe la settimana. Dopo un periodo in cui si era sviluppata la devozione verso altri santi, il culto di San Rocco riesplode nel 1758, quando il popolo ha ancora bisogno del suo aiuto. A partire dal 1762 - sono lunghi anni, quasi un decennio, di terribile carestia, di miseria e di varie calamità - San Rocco lo si porta in processione e si celebra la sua novena con spese a carico dell'Università. A fine '700, la festa è definitivamente istituzionalizzata: il pubblico parlamento, cioè l'assemblea dei cittadini, elegge la deputazione per la sua organizzazione. Si avverte anche il bisogno di fondare una confraternita intitolata al suo nome. Tra il 1773 ed il 1775, lo scultore Francesco Paolo Antonili di Andria intaglia la statua che ancora oggi si venera e si porta in processione. Durante il XIX secolo, San Rocco si consolida stabilmente nella identità storico-religiosa di Noci. E' ormai il Santo più implorato per allontanare o per debellare pesanti circostanze: la carestia del 1815-1817; la siccità di metà secolo; il colera del 1816, del 1835-1837, del 1854 e del 1865; il vaiolo del 1868. A fronte di tanto, sicuri della continua sua protezione, i governanti, il clero e il popolo chiedono al Vescovo di Conversano di avviare le procedure canoniche per elevare San Rocco a compatrono di Noci. La petizione è appagata da papa Pio IX. Il relativo decreto della Santa Congregazione dei riti porta la data del 2 settembre 1875. Lo stesso documento vaticano fissa, per la Chiesa di Noci, la celebrazione liturgica nella prima domenica di settembre. (Dagli scritti di storia locale di Pasquale Gentile - Noci)
Bibliografia:
  • Ai devoti di Noci nella festa di San Rocco del 1895 ricorrendo il VI centenario dalla nascita dell'inclito confessore, Noci, Stab. tipografico E. Cressati e C., 1895.
  • Notarnicola Vito, Ai buoni nocesi che con il loro concorso coadiuvano la deputazione per degnamente celebrare le feste patronali di S. Maria della Croce e di San Rocco, Noci, A. Cressati, 1930.
  • Liuzzi [et al.], Sul culto di San Rocco a Noci : appunti, Noci, [s.n.], 1995 (Noci : Carucci).
  • Ciliberti Antonio, Ave Roche : mito, storia, leggenda, Noci, Carucci, 1996.
  • Girardi M. [et al.], Il culto di San Rocco a Noci, Noci, Carucci, 1998.
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Scheda

  • Codice Modulo MEPI00000007
  • Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013

  • Periodo temporale Dal 2025/04/16 al 2025/08/21.
  • Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell'Ente Ecclesiastico Parrocchia “Maria SS. della Natività" - Chiesa Madre di Noci (BA), diocesi di Conversano-Monopoli.
  • Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si

  • Comunità, gruppo/i individui interessati La comunità nocese è molto legata alla Festa del compatrono di Noci, San Rocco. Parrocchia Maria SS. della Natività - Chiesa Madre di Noci - Comitato Feste Patronali Noci - Comune di Noci.
  • Localizzazione Noci 70015 BA
  • Modalità di trasmissione - Archiviazione documenti storici e spartiti musicali; - ricorrenza annuale di manifestazioni civili e religiose; - realizzazione di pubblicazioni a carattere storico/scientifico.

  • Misure di salvaguardia Continuano ad essere valorizzate le esperienze che fanno parte della tradizione del culto di San Rocco in Noci: - passaggio del fazzoletto sulla piaga della gamba della statua (Domenica dell’Ottava); - benedizione e distribuzione dei “pescetijdde” (Pane di San Rocco) nell’Ottava di San Rocco; - produzione (avvenuta più volte almeno dall’800 – l’ultima edizione 2020) di statuette votive (molte famiglie le conservano in casa); - edicole votive dedicate al Compatrono. Altre iniziative a livello culturale e cultuale sono: - grande celebrazione del 7° centenario della nascita di San Rocco – 1995; - conferenza (Pietro Sisto e Mariella Intini): San Rocco, la peste e le feste – 2002; - conversazione storica (Nicola Montesano, Michele Iannuzzi e Mariella Intini): L’oro di San Rocco. Storia, culto religioso e devozione popolare tra Puglia e Basilicata” – 2004; - conversazione storica (“Settembre in Santa Chiara”): San Rocco nell’iconografia statuaria – 2019; - restauro della Statua di San Rocco – 2020 (ed eventi connessi); - composizione Inno locale a San Rocco – 2022; - scrittura dell’Icona di San Rocco, compatrono di Noci – 2025 (in fase di realizzazione). Più volte, negli ultimi anni, abbiamo ripercorso la storia di San Rocco, in particolare con i ragazzi e i giovani, e li abbiamo resi protagonisti di eventi volti alla trasmissione dei valori legati al Compatrono e alla valorizzazione delle tradizioni locali: - Peregrinatio Rochi – 2018 (Pellegrinaggio della reliquia di San Rocco verso le case degli anziani e degli ammalati); - San Rocco contemporaneo – 2020 (Testi, danze e animazione di piazze e strade); - Da erranti a pellegrini – 2021 (a cura del gruppo famiglia – esperienza di introspezione e spiritualità); - Dopp(e) Sant(e) Rocch(e) – 2023 (giornate per i ragazzi e serate per gli adulti attorno ai valori legati a San Rocco). In fase di organizzazione: - PassRocch(e) – 1-7 settembre 2025 (giornate per i ragazzi in occasione dei centenari “nocesi” di San Rocco – 150 anni di compatronato e 250 anni dalla realizzazione della statua lignea).
  • Aspetti di rischio per la salvaguardia Diminuzione dei membri del Comitato organizzatore; Riduzione dei portatori e delle portatrici della Statua; Disaffezione delle nuove generazioni (se non coinvolte); Sostenibilità economica; Crescente attenzione alle sagre rispetto alle feste patronali.