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Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "Consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Vincenzo di Saragozza Levita e Martire è stata istituita nel 1616 e si celebra il 22 Gennaio a Miggiano in provincia di Lecce. È organizzata dal Comitato Festa Patronale con la supervisione del parroco pro tempore e la collaborazione del Comune. È preceduta da nove giorni (novena) di preghiere e riflessioni sui cardini della vita virtuosa del Santo. La Festa è caratterizzata da una partecipata processione che si snoda per le vie del paese, addobbate per l’occasione con bandierine, coperte variopinte, lumini e torce lungo tutto il percorso processionale. Il simulacro del Santo è portato a spalla dagli affiliati alla Confraternita del Carmine e dalla Confraternita di San Francesco d’Assisi. La statua viene fatta sostare nel piazzale antistante il quartiere fieristico per la durata dello spettacolo pirotecnico e in piazza Municipio per l’accensione della ‘’FOCAREDDRA’’ (falò): sono questi momenti intensi e partecipati. La festa è accompagnata dalle note della banda ‘’Città di Miggiano’’, durante i festeggiamenti viene allestito l’albero della "cuccagna" e portata in scena la ‘’Tragedia di San Vincenzo’’, che vede protagonisti attori i ragazzi della scuola media. È anche una festa ricca di folklore, riti tramandati da generazioni, alcuni di questi risultano essere un unicum territoriale, che affascinano e aggregano la comunità. La "Focareddra’’ si svolge intorno alla medesima e all’adiacente colonna di San Vincenzo dove venivano svolte ritualità che si perdono nella notte dei tempi, molto interessanti dal punto di vista antropologico e che qui riportiamo: 1) ‘’a paparina ‘ntra lu mmili’’: da questo rito si trovano auspici individuali di una ‘’bona o triste sorte’’ a causa di questo mito i Miggianesi vengono appellati con ‘’Miscianisi mancia paparina’’; 2) ‘’li fumi della focareddra’: dalla direzione del fumo si traevano auspici comunitari de ‘’na bbona o fiacca annata’’; 3) ‘’a cinnare de la focareddra’’: era considerata sacra e perciò sparsa nei campi per sanificarli da ‘’la carestia’’; 4) ‘’i tre giri de la culonna’’: il rito consisteva nel girare per tre volte consecutive attorno alla colonna del Santo al grido di ‘’Vicenzu vince e Ronzu trionfa’’. La festa Patronale di San Vincenzo è molto sentita dai cittadini Miggianesi, soprattutto dagli anziani che, cercano di trarre buoni auspici dai riti che vengono effettuati nella giornata. Anche i più giovani vengono coinvolti nelle varie attività che si svolgono durante il periodo di festa. Si inizia con la raccolta della Paparina (pianta giovane del Papavero) nel periodo che va da dicembre al giorno della festa. In seguito, con l’aiuto degli anziani, avviene la preparazione. Con il passare del tempo è diventato un piatto tipico del paese. un altro elemento folkloristico della Festa è la "Cuccagna" una gara che coinvolge 6 squadre rappresentanti i 6 rioni del paese. Ogni squadra si compone di 5 elementi. La prova consiste nel raggiungere per primo l’estremità di un palo (Cuccagna) unto di grasso. La squadra che riesce ad arrivare per prima in cima gli verrà assegnato un premio. Molti anni fa, questo premio consisteva in generi alimentari messi a disposizione delle famiglie più benestanti del paese.
Notizie Storiche
- - Carbone Luigi, Il culto dei Sette Elementi Cosmici e la rutta di Miggiano, edizioni Dell'iride, 2011.
- - San Vincenzo e Santa Maria Maddalena. Drammi Religiosi Teatrali
Scheda
- Codice Modulo MEPI00000033
- Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013
- BABDI000002 - Feste Patronali
Beni Demoetnoantropologici Immateriali
- Periodo temporale Dal 2025/04/16 al 2025/07/14
- Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell'Ente Ecclesiastico Parrocchia "San Vincenzo Levita e Martire" di Miggiano (LE), diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca
- Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si
- Comunità, gruppo/i individui interessati La Festa è organizzata dal Comitato Festa Patronale con la supervisione del Parroco pro tempore, è molto sentita dai cittadini di Miggiano, tutte le generazioni vengono coinvolte. - Confraternita del Carmine; - Confraternita di San Francesco d'Assisi; - Scuole; - Amministrazione comunale; - Azione Cattolica di Miggiano con gruppi di catechesi parrocchiale; - Comitato Festa Patronale.
- Localizzazione Miggiano 73035 LE
- Modalità di trasmissione - Ricorrenza annuale di manifestazioni civili e religiose; - Altro: tramandare la tradizione del rito della Focareddra e la Sagra della Paparina come simbolo culturale Miggianese.
- Misure di salvaguardia Il Comitato Festa Patronale ha in animo di far rivivere questo particolare Patrimonio Immateriale, figurandolo, anche al fine di generare relazioni intergenerazionali e quindi costruire legami, tessere reti sociali e di convivenza, aspetti questi fondamentali della vita umana. Dopo il periodo della pandemia, si è cercato di dare sempre più visibilità alla Festa coinvolgendo i giovani con iniziative che si tramandano da generazioni soprattutto con il riconoscimento, la raccolta, la pulizia, la cottura della Paparina e la preparazione finale con l’aggiunta di condimenti prodotti localmente (olio, olive, peperoncino) sotto lo sguardo degli anziani. La Parrocchia, insieme all’Azione Cattolica di Miggiano e i gruppi di catechesi locali, organizzano la ‘’Tragedia di San Vincenzo’’. Questo evento fa sì che venga portato a conoscenza dei più piccoli la vita e le vicende che hanno portato il Santo al martirio. Questo coinvolgimento ha impresso nei più piccoli un entusiasmo fuori da ogni previsione. Allo stato attuale l’implementazione di queste attività, ha portato a una buona visibilità a livello locale e di zona. Purtroppo, a causa del periodo, l’affluenza di turisti stranieri è molto scarsa e pertanto si sta tentando di far conoscere la realtà della Festa nelle zone limitrofe, organizzando per l’occasione, la ‘’sagra della paparina’’, la cuccagna e dei piccoli concerti con bande musicali locali. Inoltre, data la pericolosità a livello di sicurezza (spazi ristretti), la ‘’Focareddra’’ è stata spostata presso i parcheggi del quartiere fieristico lasciando, come simbolo, un braciere ai piedi della colonna dove è situato il Santo, che al passaggio della processione, viene acceso.
- Aspetti di rischio per la salvaguardia A causa della data in cui si svolge, il meteo non è sempre favorevole, pertanto la festa, spesso, non viene svolta nel pieno della sua organizzazione inoltre vi è poca affluenza dal punto di vista turistico.




