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C1 - Feste patronali

La Regione Puglia, in base alla legge regionale n. 17/2013, riconosce e sostiene le feste patronali come espressione del patrimonio culturale immateriale, attribuendo loro un valore culturale, sociale e identitario, oltre che una funzione di valorizzazione territoriale anche in chiave turistica. Nel 2025 è stata avviata la procedura per l’iscrizione delle feste nell’Inventario regionale del patrimonio immateriale. Le feste patronali sono intese come celebrazioni liturgiche legate alla pietà popolare, dedicate ai santi patroni e co-patroni venerati nei comuni pugliesi e approvate dall’autorità ecclesiastica.

Secondo la Treccani, il santo patrono è un santo canonizzato scelto da una comunità come speciale intercessore presso Dio, spesso per ragioni storiche legate al territorio, anche se talvolta la scelta si fonda su tradizioni o leggende. Il “giorno del Santo”, come ricorda il Direttorio su pietà popolare e Liturgia, possiede un forte valore religioso e antropologico: è tempo di festa, di interruzione della quotidianità, di espressione della gioia collettiva, di rafforzamento dei legami familiari e comunitari, oltre che manifestazione del patrimonio culturale e folklorico di un popolo.

Già alla fine dell’Ottocento, Giuseppe Pitrè definiva la festa patronale come la principale celebrazione di un paese, frutto di antiche consuetudini e ricca di elementi sacri e profani. Egli collegava l’uso di eleggere un patrono a un bisogno umano universale di protezione, presente già nel mondo greco e romano, poi disciplinato dalla Chiesa nel Seicento. Studi successivi, come quelli di Alessandro Falassi e Franco Cardini, hanno evidenziato come molte feste cristiane abbiano assorbito strutture rituali precedenti, pur introducendo una visione nuova del tempo e del ruolo dei santi come mediatori tra Dio e i fedeli.

In ambito pugliese, Giovanni Battista Bronzini osservava già nel 1987, in occasione del convegno regionale svoltosi ad Adelfia, come le feste patronali stessero vivendo un processo di trasformazione: da celebrazioni spontanee e circoscritte alla dimensione paesana a eventi sempre più organizzati e strutturati, capaci di generare sviluppo economico e attrattività turistica. In questa evoluzione, elementi tradizionali e religiosi convivono con musica, luminarie, fuochi e fiere, facendo della festa un momento in cui spiritualità, identità collettiva e dinamiche moderne si intrecciano in modo sempre più consapevole.

MEPI - (FG) Festa Patronale Maria Santissima Incoronata-Apricena

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria Santissima Incoronata, istituita il 10 Maggio 1940, si celebra nello stesso giorno ad Apricena in provincia di Foggia. La Festa si svolge sempre tra l’ultima domenica di Maggio e la prima domenica di Giugno e sin dal lontano 1940, anno in cui la Madonna fu dichiarata Patrona della Città insieme ai Santi Martino e Michele, i quali, subito dopo il terribile terremoto che rase parzialmente al suolo la Città nel Seicento, la protessero. La Festa vera propria si svolge nell’ultima domenica di Maggio. Il venerdì precedente, nel pomeriggio, la statua è portata per alcune strade del paese, e durante la processione si accendono diversi fuochi d’artificio, e così avviene anche durante la processione del mattino della domenica. La Festa termina il lunedì sera, quando la statua della Madonna torna al santuario di origine. Sono cinque giorni di feste religiose, musica, folklore e gastronomia. L’ultima domenica di Aprile, la statua della Madonna lascia la sua casa del santuario per iniziare a percorrere le strade della città, è un momento di grande partecipazione religiosa e culturale. Gli eventi principali che connotano la Festa sono: il concerto bandistico con musica sacra e popolare che accompagna le celebrazioni, spettacoli folkloristici e danze tradizionali, spettacoli pirotecnici che chiudono la Festa con un grande spettacolo di luci e colori, accensione delle luminarie artistiche, che illuminano le strade del paese creando un’atmosfera suggestiva, stand gastronomici con piatti tipici tra taralli e altre prelibatezze locali, mercatini artigianali con prodotti tipici, souvenir e oggetti fatti a mano e infine vi sono anche attività per bambini, giostre e giochi popolari per coinvolgere tutta la famiglia.

MEPI - (FG) Festa Patronale Santi Michele e Cataldo-Cagnano Varano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La novena del Compatrono San Michele, oggi come nell’800, ha inizio il 29 aprile e termine il 7 maggio mentre quella del principale Patrono, San Cataldo, inizia il 1° maggio e si conclude il 9 maggio. Fin dai tempi antichi, la novena di San Cataldo si tiene nell’omonima Chiesa; poi, il 9 maggio sera, al termine del novenario, la statua del Patrono viene traslata in Chiesa Madre, accompagnata “dal sacerdote, dalla Confraternita, dal popolo di Dio e dall’Amministrazione Comunale”. Le novene del compatrono San Michele, invece, sono celebrate nella Parrocchia di Santa Maria della Pietà (Chiesa Madre), in quanto non sarebbe materialmente possibile celebrare tale messa nella Chiesa di San Cataldo, presentando, quest’ultima, dimensioni troppo modeste per riuscire ad accogliere tutta la gente che ogni anno presenzia a tale evento. La traslazione della statua del Santo Patrono Cataldo ha sempre rappresentato un momento importante per Cagnano, perché poi, il 10 maggio, usando un’espressione evocativa della cospicua partecipazione dei fedeli che accorrono da ogni parte d’Italia (e non solo), si celebra la "Messa Granna" (Messa Grande). Al termine della Messa Granna, ha inizio la consueta processione, alla testa della quale viene portata la statua di San Cataldo, seguita da quella dell’Arcangelo San Michele, da quella della Madonna delle Grazie, e, infine, da quella di Sant’Antonio da Padova. La Confraternita di San Cataldo, l’amministrazione, la banda municipale, il padre spirituale (negli ultimi anni, il parroco titolare della Parrocchia di Santa Maria della Pietà), il parroco titolare della Parrocchia di San Francesco e il popolo percorrono il borgo antico del paese (transitando per le zone Cavuto e Casale) e la via principale (Corso Giannone) il 10 maggio mattina, scortando le statue di San Michele e San Cataldo alla testa del corteo. In particolare, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, seguiti dalla banda, si recano dal Municipio alla Chiesa Matrice per assistere alla Messa Granna e, al termine della celebrazione, si effettua la processione di rito, che termina con lo sparo di batteria (càl’càss’) e i fuochi pirotecnici. La processione principale è preceduta da quella che si svolge nella mattinata dell’8 maggio con la sola statua di San Michele (Processione di San Michele) e da quella che ha luogo presso la Grotta dedicata al medesimo Santo (8 maggio pomeriggio). Nello specifico, alla processione dell’8 maggio segue la Santa Messa, celebrata dal parroco titolare presso la Parrocchia di San Francesco e i fuochi d’artificio di rito. Le principali attività che connotano la Festa sono: fuochi pirotecnici, esibizione bandistica, fiera del bestiame (8 maggio), processione per le vie del paese e alla Grotta di San Michele.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Giorgio Martire-Chieuti

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Giorgio Martire si celebra annualmente il 22 e il 23 aprile a Chieuti, in provincia di Foggia. Questa ricorrenza non è solo un momento di devozione religiosa ma un'espressione autentica del legame storico, culturale e sociale tra il popolo di Chieuti e il proprio Patrono. San Giorgio, venerato come cavaliere e martire, è simbolo di coraggio, fede e protezione. Secondo la leggenda, la sua figura incarna la lotta contro il male, simboleggiata dal celebre episodio del drago. Questa immagine potente è fortemente impressa nell'immaginario collettivo della comunità, che la celebra ogni anno con una devozione che unisce rito, folklore e identità. L'elemento culturale più distintivo della Festa è senza dubbio la Corsa dei Buoi, un evento unico nel suo genere, che affonda le radici nella tradizione agropastorale del territorio. I carri votivi, trainati da coppie di buoi e decorati con cura, sfilano lungo un percorso campestre, accompagnati dai loro conduttori e da numerosi fedeli a cavallo. Il corteo parte all'alba dalla campagna e si dirige verso il paese, dove confluisce nella celebrazione religiosa con la messa solenne e la processione del simulacro del Santo. Questo rituale, tramandato da generazioni, unisce sacro e profano in una sintesi perfetta, testimoniando l'antico legame tra la terra, il lavoro dei campi e la protezione del Santo. Tra le principali attività che connotano la Festa, si evidenziano: Novena al Santo Patrono; offerta dell'alloro e del tarallo; benedizione dei bambini vestiti da San Giorgio; corsa dei carri; processione con il simulacro del Santo Patrono; eventi folkloristici; spettacolo pirotecnico; addobbo della città a festa con i colori dei carri; accoglienza degli emigrati; partecipazione della comunità arbëreshë.

MEPI - (FG) Festa Patronale Maria SS. Addolorata-San Marco in Lamis

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di Maria SS. Addolorata, "Patrona particolare della Città", si celebra ogni anno dal 19 al 21 settembre, con il culmine liturgico il giorno 21. Nei tre giorni di festa si alternano momenti religiosi, civili e culturali che coinvolgono attivamente l'intera comunità cittadina. Negli ultimi giorni del settenario religioso ha luogo anche la storica Fiera di San Matteo, evento di origine antichissima, legato al commercio e alla socializzazione pubblica. Il programma prevede celebrazioni religiose, momenti comunitari e tre serate musicali. Il cuore della celebrazione è rappresentato dai riti religiosi in onore della Madonna Addolorata: celebrazioni eucaristiche, settenario e la solenne processione con la statua della "Patrona particolare della Città", accompagnata da fedeli, confraternite, autorità civili e religiose, anche dei paesi vicini. Parallelamente, si svolgono eventi musicali serali: la prima serata è dedicata alla musica popolare e alla valorizzazione di gruppi locali; la seconda serata propone cover band di artisti nazionali, spesso provenienti dal territorio provinciale; la terza serata, il 21 settembre, ospita artisti noti del panorama musicale italiano, scelti in base ai gusti della cittadinanza. La città è ornata da luminarie artistiche e l’evento è supportato da associazioni locali come Pro Loco e Protezione Civile, che garantiscono logistica, accoglienza e sicurezza. La Festa Patronale è un momento centrale per la coesione sociale e per la riaffermazione dell’identità culturale della comunità. Rappresenta un’occasione di ritorno e ritrovo per i sammarchesi emigrati, un tempo di memoria condivisa e di trasmissione dei valori alle nuove generazioni. La pluralità delle attività – religiose, musicali, culturali – favorisce un coinvolgimento trasversale e rafforza il senso di appartenenza, continuità e valorizzazione del territorio.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Liberato Martire-San Marco La Catola

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Liberato Martire è una celebrazione religiosa e popolare in onore del Santo Patrono di San Marco la Catola (FG), che si tiene ogni anno il 19 agosto. La Festa si innesta in un clima di tradizione popolare, con il ritorno degli emigrati nel paese d'origine. La Festa risulta istituita dal 14 maggio 1754. I portatori delle statue nella processione indossano abiti medievali. Oltre alla messa e alla processione, sono previsti giochi popolari, giochi cavallereschi e sfilate con abiti medievali. La giostra cavalleresca, denominata "Giostra della Jaletta", coinvolge tutta la comunità, pur se in competizione in base ai rioni di appartenenza. Altri elementi che completano la Festa sono una fiera, il corteo storico, la presenza della banda e i fuochi pirotecnici.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Potito Martire-Ascoli Satriano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Potito Martire è stata istituita il 22 Dicembre del 1873 e viene celebrata in due momenti diversi dell'anno, il 14 Gennaio e durante la seconda decade di Agosto ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia. E' un evento religioso con forte radicamento nella tradizione e nella cultura cittadina. In essa, alle celebrazioni a connotazione propriamente religiosa con vespri solenni, messa pontificale, processione del busto argenteo del santo e bacio del reliquario; si affiancano riti tradizionali e attività conviviali civili come luminarie artistiche nel centro cittadino, sparo dei mortaretti all’alba, esecuzioni musicali in marcia del concerto bandistico locale e fuochi pirotecnici. Durante i festeggiamenti in piazza viene svolto uno spettacolo del fuoco denominato “Sparo del Ciuccio”, durante il quale un simulacro di asino, costituito da un telaio in ferro battuto, ricoperto di cartapesta e imbottito di mortaretti, viene portato in rassegna tra la folla e poi incendiato fino a consunzione.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Rocco-Rignano Garganico

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Rocco, istituita nel 1763 si celebra il 16 Agosto a Rignano Garganico in provincia di Foggia. La Festa inizia con la Novena di preparazione nei giorni precedenti. Il 16 Agosto si tiene la tradizionale processione per le vie del paese e la solenne celebrazione Eucaristica nell’omonima piazza. Durante la processione vi è una numerosa partecipazione del popolo anche con la presenza di molti emigranti. Il percorso della processione si snoda per le viuzze del tradizionale centro storico medioevale che risulta al quanto suggestivo. Nella serata si tiene il tradizionale spettacolo musicale e i fuochi pirotecnici.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Orsara di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo istituita già nell'Alto Medioevo si celebra nei giorni 8 Maggio e 29 Settembre ad Orsara di Puglia in provincia di Foggia. Le due date di celebrazione hanno origini diverse ma complementari: - 8 Maggio: questa data è legata all'apparizione dell'Arcangelo guerriero a Monte Sant'Angelo, evento di rilevanza sovraregionale per il culto micaelico. A Orsara, in questo giorno, la statua di San Michele viene esposta sull'altare della Grotta, precedentemente custodita nella Chiesa Madre - 29 Settembre: Questa celebrazione è tradizionalmente associata alla transumanza e segna la Festa Patronale principale. È in questa occasione che Orsara si anima di tutte le manifestazioni più sentite. Le tradizioni della Festa Patronale di San Michele Arcangelo a Orsara di Puglia sono un intreccio vibrante di riti religiosi e manifestazioni folkloristiche che coinvolgono l'intera comunità: - Processioni Solenni: Il culmine dei festeggiamenti è rappresentato dalla processione della statua di San Michele Arcangelo. Uno dei momenti più suggestivi è l'incontro tra il simulacro del Santo patrono e quello della Madonna della Neve, davanti alla Chiesa Madre di San Nicola di Bari. Successivamente, la statua della Madonna si unisce al corteo processionale. La processione attraversa le vie del paese, accompagnata da canti liturgici, preghiere e lamusica del Gran Concerto Bandistico. - "Tamburi di San Michele": Una tradizione particolarmente affascinante e unica. Alcuni giovani del paese, svegliandosi prima dell'alba (dalle 4 alle 6 del mattino), attraversano le strade suonando tamburi, un'antica usanza che precede le celebrazioni ufficiali e che si ritiene abbia lo scopo di annunciare la festa e risvegliare la comunità. - Spettacoli e animazione: La festa non è solo devozione, ma anche celebrazione collettiva. Vengono organizzati spettacoli musicali, concerti, e non mancano stand gastronomici con prodotti tipici locali. - Le luminarie artistiche adornano il paese, creando un'atmosfera festosa e suggestiva. I festeggiamenti si concludono tradizionalmente con spettacoli pirotecnici. - Sparo dei mortaretti: Un elemento tradizionale che accompagna i momenti salienti della Festa è lo sparo dei mortaretti, che scandisce i ritmi delle celebrazioni e crea un'atmosfera di festa.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Valentino-Vico del Gargano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Valentino, istituita nel 1847, si celebra il 14 Febbraio a Vico del Gargano in provincia di Foggia. E' uno degli eventi religiosi e culturali più sentiti della provincia di Foggia. San Valentino è venerato come patrono del paese, degli innamorati e degli agrumeti, questi ultimi simbolo economico e culturale del territorio. Il momento centrale della Festa è la realizzazione del trono, con circa 3 quintali di agrumi, e la processione della statua del Santo lungo le vie del borgo, addobbate con agrumi e alloro, creando un’atmosfera unica. Suggestivo è il “Vicolo del Bacio”, legato alla fortuna in amore e alle promesse dei fidanzati. La Festa, che cade in un periodo invernale povero di eventi nel territorio, diventa un atteso appuntamento di svago e cultura.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Primiano Martire-Lesina

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Primiano Martire, istituita, come dimostrano le prime testimonianze scritte, nel 1102, si celebra nei giorni 14, 15 e 16 Maggio a Lesina in Provincia di Foggia. La celebrazione si articola in diversi momenti: la traslazione del simulacro del santo dalla chiesa omonima alla Chiesa Madre, le celebrazioni liturgiche solenni, la processione per le vie cittadine, e la suggestiva processione lacustre sul Lago di Lesina, in cui il santo viene portato in barca per la benedizione delle acque e dei pescatori. Vi sono spettacoli musicali e di intrattenimento, concerti bandistici e giri per le strade delle bande, batterie alla bolognese, alla san severese e spettacoli pirotecnici, accensione delle luminarie artistiche, corsa dei sandali (imbarcazioni tipiche lagunari) e attività per tutti: mostre, giostre e giochi per bambini, concerti e spettacoli di artisti di calibro nazionale.

MEPI - (FG) Festa Patronale San Sabino-Torremaggiore

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Sabino, istituita nel 1216, si celebra la prima domenica di Giugno a Torremaggiore in provincia di Foggia. Da quasi due secoli, Torremaggiore onora il suo santo patrono con una solenne Festa religiosa, accompagnata da una fiera agroalimentare tra le più rilevanti della Capitanata e da spettacoli collaterali come: luminarie, concerti, fuochi d’artificio. La Parrocchia Santa Maria della Strada, guidata dal parroco, coordina le celebrazioni liturgiche e le processioni, coinvolgendo catechisti, coro parrocchiale e giovani nella preparazione delle messe e dei momenti di preghiera. Il Comitato Feste Patronali, composto da un direttivo (presidente, vicepresidente, consiglieri e membri), si occupa dell’organizzazione logistica, della sicurezza e degli aspetti ricreativi, garantendo il regolare svolgimento della Festa.

MEPI - (BAT) Festa Patronale San Ferdinando Re-San Ferdinando di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore " consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Ferdinando Re, istituita nel 1847 viene celebrata ogni anno l’ultima domenica di Agosto nella cittadina di San Ferdinando di Puglia, è l’evento religioso e civile più importante del calendario locale. L’elemento centrale della Festa è la solenne processione del simulacro del Santo Patrono per le vie della città, accompagnato da autorità religiose, civili e militari, bande musicali, confraternite in abito rituale, associazioni di volontariato e una grande partecipazione popolare. La giornata si apre con la celebrazione della messa solenne e si arricchisce di eventi collaterali: spettacoli musicali, fuochi pirotecnici, luminarie artistiche e momenti aggregativi di carattere popolare.

MEPI - (BAT) Festa Patronale SS. Crocifisso di Colonna-Trani

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale del SS. Crocifisso di Colonna si celebra il 3 Maggio e la data di istituzione è ab immemorabili. La Festa inizia con il trasporto via mare del Crocifisso dal Santuario, situato sulla penisola di Colonna, fino al porto di Trani. Questo rito suggestivo, con il Crocifisso issato su un peschereccio decorato e seguito da un'intera flotta di imbarcazioni, è un momento di grande emozione. Una volta giunto in porto, accolto da uno spettacolo pirotecnico, il Crocifisso viene accolto dall’Arcivescovo, dal Sindaco della Città, dal Capitolo Cattedrale, dalla Confraternita di San Nicola il Pellegrino e dalla Congrega ospitante, fino a giungere ogni anno in una Parrocchia diversa. Qui rimane esposto per alcuni giorni, permettendo ai fedeli di venerarlo e partecipare a messe solenni. La festa si conclude con una seconda processione, che riporta il Crocifisso al Santuario di Colonna.

MEPI - (BAT) Festa Patronale San Nicola il Pellegrino-Trani

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Nicola il Pellegrino, morto a Trani nel 1094 è stata istituita nel 1894 e si celebra il primo sabato, domenica e lunedì di Agosto a Trani nella Provincia di Barletta - Andria - Trani. La Festa si articola in tre momenti principali, divisi nei tre giorni: - Il sabato sera l’effigie lignea di San Nicola, venerata presso il Santuario di Santa Maria di Colonna, giunge via mare su un’imbarcazione addobbata, dalla penisola di Colonna, al porto, accolta da fuochi pirotecnici e da un concerto bandistico, da dove poi si snoda una processione che, con l’intervento del Capitolo Cattedrale e della Confraternita titolare del culto, giunge in una piazza della Città, dove l’effigie viene posta nella cosiddetta “macchina”, un altare all’aperto composto di luminarie e relativo addobbo. - La domenica si svolgono diverse celebrazioni eucaristiche al mattino, in ricordo del Santo. Durante la mattinata si svolge un giro bandistico per annunciare la dimensione della festa in città. Il momento principale è nel tardo pomeriggio con il Solenne Pontificale presieduto nella Cattedrale dall’Arcivescovo e concelebrato da tutto il clero cittadino. Alla messa fa seguito la processione di gala con l’urna argentea delle reliquie e il mezzobusto argenteo di San Nicola il Pellegrino, nella quale sfilano tutte le 14 confraternite e arciconfraternite della Città con le loro insegne, con l’intervento del Capitolo Cattedrale e della Civica amministrazione. Il Santo riceve la Chiave della Città come affidamento civile alla sua protezione. Al rientro della processione si svolge una gara pirotecnica tra i migliori maestri del sud Italia. - Il lunedì sera l’effigie lignea viene ricondotta in processione al porto e imbarcata verso la penisola di Colonna, dove una piccola processione via terra conduce l’effigie del santo nel Santuario che lo custodisce tutto l’anno. Viene salutata al suo imbarco da uno spettacolo pirotecnico e accolta alla penisola di Colonna da associazioni di volontari, di marinai e di gente di mare, e di fedeli.

MEPI - (BAT) Festa patronale San Sabino-Canosa di Puglia

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Sabino, istituita nel 1929, si celebra il 1 Agosto a Canosa di Puglia in provincia di Barletta-Andria-Trani. La Festa rievoca la traslazione del corpo di San Sabino dalla Basilica di San Pietro alla Basilica Concattedrale dedicata al Santo Patrono. Accanto ai riti religiosi la Festa è arricchita con luminarie, luna park e spettacoli pirotecnici.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Rocco-Valenzano

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Rocco si celebra il 15, 16 e 17 agosto a Valenzano, in provincia di Bari. La Festa è legata alle vicende storiche del culto verso il Patrono San Rocco. I documenti di archivio fanno risalire l'inizio del culto patronale al XVI secolo. Dal 2002, la Festa Patronale si è notevolmente arricchita grazie al Corteo Storico Barocco, il quale rievoca fedelmente la vicenda accaduta durante il terribile flagello che spopolò il Regno di Napoli e che portò i cittadini di Valenzano a votarsi al Santo Protettore contro la peste, il 27 ottobre 1656. Il Corteo offre una accurata ricostruzione della vicenda storica. I figuranti sono scelti in base all'età e al sesso dei protagonisti delle vicende dell'epoca. La lettura del testo autentico del Voto, fatta dal banditore, unico attore professionista, costituisce il presupposto, il fondamento e l'elemento centrale del Corteo. Il Corteo di Valenzano è barocco e ciò lo distingue da molti altri cortei storici, per lo più medievali o rinascimentali. Attualmente, la composizione del Corteo Storico Barocco prevede venticinque figuranti, oltre ai musici. I preziosi abiti sono stati confezionati da prestigiose sartorie teatrali di Roma e di Bari, con un'accurata scelta dei modelli, dei tessuti e dei colori, frutto di una rigorosa ricerca storica e filologica, effettuata da esperti del settore a livello nazionale.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Rocco-Noci

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa di San Rocco, istituita nel 1775, ha luogo ogni anno a Noci, in provincia di Bari, la prima domenica del mese di settembre e comprende anche il sabato precedente e il lunedì successivo. La festa è connotata dalla celebrazione di Sante Messe, da processioni, dal “passaggio del fazzoletto” sulla piaga della gamba della statua di San Rocco, dalla benedizione e distribuzione dei “pescetijdde” (pane di San Rocco). Sono, inoltre, organizzati concerti bandistici e fuochi pirotecnici e installate luminarie e giostre del luna park. Se i nocesi residenti all’estero scelgono di tornare a Noci in occasione della Festa Patronale di San Rocco, i cittadini nocesi non si allontanano da Noci in quegli stessi giorni. Vivere la Festa tra le strade e le piazze e partecipare a messe e processioni rinsalda il legame sociale dei cittadini nocesi che si riconoscono nella loro identità comune. In un certo senso, San Rocco stesso è stato reso cittadino nocese: si dice, infatti, “Sant(e) Rocch(e) di Nusc(e)” (San Rocco di Noci), che è anche il titolo di un libro del nocese Vittorio Tinelli. L’elemento culturale è particolarmente praticato, consegnato e riconsegnato dalle comunità cristiana e civile e dalle famiglie, di generazione in generazione. Anche nelle scuole (particolarmente con i più piccoli) si pratica e consegna l’elemento culturale, riprendendo il senso della festa, insegnando poesie in vernacolo locale su San Rocco e sulla Festa Patronale (in particolare, quelle del nocese Vittorio Tinelli), facendo ricerche riguardo alle edicole votive di San Rocco sparse in città e visitandole. Tra le tradizioni e i costumi che connotano il senso identitario della comunità: la Domenica di San Rocco si prepara "il primo ragù dopo l’estate” e si trascorre il pranzo della festa rigorosamente in famiglia. Anche dal punto di vista lessicale, la Festa Patronale di San Rocco ha segnato l’identità locale: si dice “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” (Dopo la festa di San Rocco). “Dopp(e) Sant(e) Rocch(e)” non è solo un'espressione ma è una prassi, uno stile di vita cittadino: durante le ferie estive, tutto viene rimandato “dopo San Rocco”: per consuetudine, infatti, si ricomincia qualsiasi cosa sia stata interrotta durante il periodo estivo, dopo la Festa Patronale. Riguardo alle credenze legate all’elemento culturale si possono citare il passaggio del fazzoletto sulla piaga della gamba della statua di San Rocco e il conservare il fazzoletto stesso insieme al pane di San Rocco, per i periodi di malattia. Da evidenziare è anche il momento della consegna delle chiavi alla statua di San Rocco da parte del Sindaco, esperienza oggi considerevolmente rilanciata sui social, grazie alle foto che immortalano il momento, ai post e ai commenti che ne fanno un simbolo fortemente identitario, un simbolo di nocesità.

MEPI - (BA) Festa Patronale San Michele Arcangelo-Bari Palese

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di San Michele Arcangelo, istituita nel 1837, si celebra nei giorni tra il 3 e il 12 Agosto in maniera variabile, a Palese, Comune di Bari. La Festa rappresenta un evento centrale per la vita religiosa e sociale del territorio. Le celebrazioni includono momenti liturgici come messe solenni e la processione dell'effige del Santo che attraversa le vie principali, accompagnata da confraternite, autorità civili e religiose, e numerosi fedeli. A questi si affiancano eventi civili e/o culturali come il corteo storico, i concerti bandistici e gli spettacoli musicali, le conferenze, le gallerie di luminarie, i fuochi d’artificio, la cena in bianco ed una fiera locale, che trasformano l’evento in una festa collettiva molto sentita.

MEPI -(BA) Festa Patronale Maria SS. di Costantinopoli-Bitritto

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale in onore di S. Maria di Costantinopoli, che risulta istituita nel 1656, ha luogo ogni anno a Bitritto, in provincia di Bari, il primo martedì di marzo. La Festa rappresenta l’evento più importante per la comunità di Bitritto, un appuntamento che da secoli unisce la popolazione in celebrazioni religiose e civili. Oltre alle novene e alle processioni, la Festa è connotata dalla presenza di spettacoli musicali, fuochi d'artificio, luminarie, musica in cassa armonica, distribuzione del pane, fiera, attività culturali, corteo storico, luna park. Il legame tra la comunità e il culto della Madonna di Costantinopoli si è mantenuto vivo nel tempo, anche attraverso la “Messa della Madonna” celebrata ogni martedì in passato. Oggi, nonostante i cambiamenti sociali, la Festa Patronale conserva un forte valore identitario.

MEPI - (BA) Festa Patronale Madonna degli Angeli-Cassano delle Murge

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna degli Angeli è stata istituita nel 1830 e si celebra dal 1 al 4 Agosto a Cassano delle Murge in provincia di Bari. La Festa viene chiamata "Festa Granne", per distinguerla dalla Festa della terza domenica di Maggio, nella quale si ricorda il secondo ritrovamento nella grotta dell' immagine della Madonna, avvenuta il 19 Maggio 1855 dopo decenni di oblio, denominata “La Madonne de basce” ovvero “di giù, della grotta”. Gli elementi principali della Festa sono: - la discesa dal convento dell'immagine della Madonna; - la "ripartenza" dell'immagine della Madonna l'ultimo giorno di Festa; - Processione con Carro Trionfale; - Fiera di "merci varie"; - Esibizione Bande da giro.

MEPI - (BA) Festa Patronale Maria Santissima Addolorata-Mola di Bari

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Maria SS. Addolorata, istituita, secondo la documentazione attestante, probabilmente già tra il 1725 e il 1734, si celebra la seconda domenica di Settembre a Mola di Bari, in provincia di Bari. La Festa, chiamata anche "Festa Grande", è un inno alla fede, alla tradizione e all'identità di una comunità da ben 290 anni. I preparativi iniziano già a fine Luglio, con un'antica e suggestiva tradizione: i 21 colpi pirotecnici che scandiscono i sette giovedì precedenti la festa, richiamando i 7 dolori di Maria, un momento di riflessione e devozione che prepara all'evento culminante. Con l'avvicinarsi della Festa, uno dei momenti più sentiti è il cambio d'abito della statua della Madonna. Questo rito è in evoluzione progressiva, con la statua che diventa sempre più adornata e sontuosa, fino a raggiungere il suo massimo splendore nel giorno della tradizionale processione di gala. Accanto ai riti religiosi, la Festa Patronale è arricchita da un programma di eventi civili: spettacoli e iniziative culturali che coinvolgono le realtà culturali locali e i siti storici di Mola di Bari. Non mancano momenti dedicati a temi di rilevanza sociale. il gran finale è un vero spettacolo: tradizionali spettacoli pirotecnici e musicali in mare illuminano la costa creando un'atmosfera magica. A chiudere i festeggiamenti, nella notte, il tradizionale giro della banda nella piazza monumentale, un momento di festa e condivisione.

MEPI - (BA) Festa Patronale S. Irene-Altamura

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di S. Irene, istituita nel 1728, si celebra il 5 Maggio ad Altamura in provincia di Bari. Oltre alle celebrazioni religiose con la Processione e le Messe solenni, ci sono eventi civili correlati come "U Puén Nest", un'iniziativa che valorizza il pane di Altamura e le tradizioni locali. In tale circostanza, oltre a momenti culturali e di degustazione dei prodotti locali, viene anche allestita una mostra di attrezzi, che richiamano la coltivazione del grano e la preparazione del pane. La Festa è accompagnata da Luminarie, dai concerti della Banda musicale e si conclude con spettacoli di fuochi pirotecnici.

MEPI - (BA) Festa Patronale Santa Maria del Carmine-Noicattaro

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Santa Maria del Carmine, istituita probabilmente nella seconda metà del cinquecento, si celebra il 16 Luglio e il fine settimana successivo a Noicattaro in provincia di Bari. L'elemento culturale principale della festa è costituito dalle tre processioni che scandiscono le giornate del sabato, della domenica e del lunedì e che coinvolgono migliaia di fedeli, con la statua della Madonna del Carmine portata per le strade del paese. Accanto alle processioni, la festa include eventi folkloristici come spettacoli teatrali, musica tradizionale e luminarie che decorano il centro cittadino, creando un'atmosfera di festa e devozione. Un altro aspetto distintivo sono la fiera, gli spettacoli pirotecnici e le giostre, che rendono l'evento una celebrazione vibrante di tradizioni locali.

MEPI - (BA) Festa Patronale Madonna Maria SS. Addolorata-Poggiorsini

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale della Madonna Maria SS. Addolorata, istituita secondo fonti orali nella prima metà del '900, si celebra nei giorni 9, 10 e 11 Agosto a Poggiorsini in provincia di Bari. Gli aspetti religiosi sono alla base dell'intera Festa e sono caratterizzati sia dai momenti di preghiera più canonici che partono da Luglio, sia nei giorni più vicini alla celebrazione vera e propria che consiste, nei momenti della vestizione della Madonna (da parte delle sole donne del paese), nella processione ad essa dedicata che avviene per le vie di Poggiorsini, all’apertura fuori orario della chiesa ad essa dedicata che permette ai fedeli di raccogliersi in preghiera. Tale culto si conclude con il cosiddetto riposizionamento della Madonna, quando cioè il nuovo comitato succede a quello precedente riposiziona la Madonna nella nicchia ad essa dedicata fino alla processione nella Settimana Santa, quando la Vergine verrà vestita a lutto e portata in processione assieme al Cristo. I festeggiamenti civili riguardano animazioni e intrattenimenti consistenti in banda di giro accompagnati dal gruppo di majorettes locale, area giochi per bambini, luminarie e fuochi d’artificio nella serata principale, l’11 Agosto. Durante le tre serate poi è tradizione organizzare tre concerti di musica dal vivo con protagonisti della scena musicale locale, nazionale o internazionale.

MEPI - (BA) Festa Patronale SS. Crocifisso di Auricarro-Palo del Colle

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale del SS. Crocifisso di Auricarro, istituita nel 1853, si celebra in due momenti diversi, il 3 Maggio e la terza settimana di Settembre a Palo del Colle in provincia di Bari. L’evento si sviluppa in due componenti: una componente liturgica, composta da messe solenni e tre processioni con il simulacro del Crocifisso lungo le vie storiche del paese, e una componente comunitaria e culturale con spettacoli, percorsi enogastronomici, attività per bambini e momenti di Festa collettiva. L’intero centro storico viene trasformato in un percorso tematico che valorizza i luoghi simbolo della città (Piazza Santa Croce, Palazzo del Principe, Cattedrale, centro storico) e coinvolge residenti, turisti e pellegrini in un’esperienza immersiva che unisce spiritualità e tradizione.

MEPI - (BA) Festa Patronale Sant'Erasmo-Santeramo in Colle

Ai sensi dell'articolo 2 della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l'elemento culturale si inserisce nel settore "consuetudini sociali, eventi rituali e festivi". La Festa Patronale di Sant'Erasmo si celebra il 2 Giugno a Santeramo in Colle in provincia di Bari. In tale giorno sono previste iniziative che si sviluppano nell'arco dell'intera giornata. Più in particolare: - nella prima mattina la Solenne celebrazione religiosa con la presenza del Vescovo e la partecipazione delle autorità civili e militari; - rito della consegna delle chiavi al Santo Patrono e successiva processione solenne dell'immagine del Santo con la partecipazione di tutte le sei confraternite ciascuna con la propria specifica livrea per le principali vie della città accompagnata da servizio bandistico; - sbandieratori e lancio di palloni aerostatici; - accensione delle luminarie lungo l'intero corso principale (circa 1 Km di luminarie) e della Cassa armonica nella piazza principale; - discesa del carro trionfale con l'immagine del santo accompagnato dalla cavalcata con cavalieri e dame in vestiti d'epoca; - momenti musicali tramite i diversi servizi d'orchestra; - fuochi pirotecnici. - Lunapark e degustazione del "panino con la salsiccia" tipico della ricorrenza. Oltre alle molteplici iniziative, in precedenza descritte, nella giornata del 2 Giugno, la ricorrenza è corredata da eventi nei giorni precedenti e seguenti: - l'apertura della Festa la domenica precedente l'inizio della novena del Santo; - tutte le celebrazioni religiose della novena presiedute dal parroco e da altri sacerdoti invitati per la ricorrenza sottolineano i tratti di fede e testimonianza del Santo Patrono; - mostra fotografica ed iniziative con le scuole sulla figura storica di Sant’Erasmo con incontri e concorsi oltre a collaborazioni con altre associazioni costituiscono eventi di accompagnamento alla Festa; - nelle sere deII'antivigiIia e vigilia ed il giorno 3 Giugno sono previsti altri momenti a corredo della solennità: processioni sempre nella massima solennità e serate musicali (band o sevizi orchestrali).