Esplora la Carta
Sotto l'abside della Chiesa di San Francesco da Paola è situata una cripta, che fu dedicata a Sant'Antonio Abate fino alla seconda metà del IX secolo e poi a San Barsanofio intorno all'878 per volere del vescovo Teodosio, il quale vi fece in questa deporre le reliquie di san Barsanofio, che giunsero ad Oria, da Villanova di Ostuni, così come attestato dall'epigrafe collocata sulla porta dell'architrave: “THEODOSIUS EPISCOPUS S.CTI BARSANOPHII AB HIC CONDIDIT ET DEDICABIT”. In seguito al saccheggio di Oria avvenuto per mano dei saraceni nel 977, la cripta fu abbandonata e solo il 30 agosto del 1170, con l'arcivescovo Lupone, le reliquie di san Barsanofio, furono trasferite nella cattedrale. Intorno al 1306, il Capitolo della Cattedrale fece innalzare una chiesetta, ristrutturata poi nel XVI secolo. Nel 1582 fu iniziata la costruzione di una nuova chiesa più grande, a opera dei frati minimi di San Francesco da Paola, detti “Paolotti”, dedicata a san Francesco da Paola e la cripta rimase intitolata a san Barsanofio protettore di Oria. Nel 1750, a causa delle continue infiltrazioni d'acqua nella cripta, il Capitolo decise di murare l'ingresso; 30 anni dopo il vescovo Kalefati la fece riaprire e restaurare, facendovi apporre la seguente l'epigrafe “AEDEM HANC DEO SACRAM IN QUA B. THEODOSIUS EPISCOPUS URITANUS SAECULO VIII CORPUS S. BARSANUPHII AB TAUMATURGI SAECULO VI DEFUNCTI HYEROSOLIMA A SARACENIS VASTATA ALLATUM CONDIDIT TEMPORUM INIURIA ET CLAUSAM ALEXANDER MARIA KALEPHATUS ITEM EPISCOPUS URITANUS RECLUSIT LAXATIS FINIBUS IN AMPLIOREM FORMAM RESTITUIT OPERE PLASTICO PICTURISQUE ORNAVIT ORAQUE CONSTITUTA RITE DICAVIT DIE XIII AUGUSTI CIDDCCLXXII, PRAESULATUS SUI AN. II”. Ulteriori restauri furono realizzati dapprima per merito del vescovo Teodosio Maria Gargiulo e successivamente, in seguito ai gravi danni causati dal ciclone del 21 settembre del 1897, grazie al vescovo Gargiulo, come è attestato dall'epigrafe: “LOCULUM IN QUO LABENTE SÆCULO IX SANCTI BARSANUPHII ABB. LYPSANA, A PALESTINA EVECTA S. THEODOSIUS EPISCOPUS URITANUS PRIMUM CONDIDIT UNDE ANNO MCLXX LUPUS EPUS INVENTA TRANSTULIT TEMPORUM VARIETATE LAPIDIBUS OBRUTM ET NEGLECTUM THEODOSIUS MARIA GARGIULO ITEM EPUS URITANUS DETEXIT TOTAQUE CRYPTA RENOVATA ALTARI MARMOREO DECORAVIT ANNO MDCCCXCIX, PRAESULATUS SUI, ANNO V”.
- Chionna A., Chionna A. a cura di, Gli insediamenti rupestri della provincia di Brindisi, Gli insediamenti rupestri della provincia di Brindisi, , Fasano: Schena Editore, 2001
Scheda
- BRBIU000542
Tipologia del bene
Tipo: Cripta
Funzione:
- Sacra/religiosa/culto
Condizione Giuridica
Proprietà Ente religioso cattolico
-
Tipo: Soprintendenze ambito archeologico
Ente: Sop. Archeologia Puglia
Ruolo: Tutela e valorizzazione
-
Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio
Ente: Sop. Belle Arti BR-LE
Ruolo: Tutela e valorizzazione
-
Bene composto [è riutilizzato da] - Unità Topografica
Complesso della chiesa e del convento dei Frati minori - chiesa - BRBIU000541
-
Luogo di collocazione/localizzazione [è contenuto in] - Complesso Topografico
Complesso della chiesa e del convento dei Frati minori - chiesa - BRBIC000036
-
Luogo di collocazione/localizzazione [è contenuto in] - Sito
-
elemento contenuto in - Sito
Periodo:
- Alto Medioevo (VII-X secolo)
Motivazione:
- Bibliografia
Cronologia specifica:
Dal: IX d.C.
- Restaurato