Complesso della Cattedrale di Santa Maria Assunta in cielo - chiesa

L'impianto planimetrico della Cattedrale di Santa Maria è stato profondamente alterato dai numerosi rimaneggiamenti effettuati nel corso dei secoli, che hanno coinvolto anche la facciata dell'edificio, progettata dall'architetto Federico Santacroce e realizzata, nella sua parte inferiore, nel 1844 (la parte superiore fu ultimata nel corso del Novecento). Alla fondazione normanna - per volere del signore Goffredo d'Altavilla - corrisponde l'impianto originario, a tre navate su pilastri con transetto, collocato grossomodo nell'area corrispondente oggi al transetto e sovrastante la cripta di San Pietro, preesistente all'edificio. Nel 1414 l'impianto della chiesa superiore fu allungato con l'aggiunta di un corpo longitudinale oltre il transetto e l'apertura di un grande arcone presbiteriale, opera di Alessandro Guadagno. Durante tutto il XV secolo, inoltre, il duomo fu arricchito con la presenza di nuove cappelle. In particolare, a partire dal 1438, per intervento del duca Francesco II Del Balzo, fu realizzata la Cappella del patrono San Riccardo, a sinistra del presbiterio, poi ingrandita nel 1503 dal vescovo Florio. Nel 1473 il vescovo Martino de Soto edificò diverse cappelle lungo le navate laterali, cinque per lato. In questo periodo fu realizzato anche il Cappellone del SS. Crocifisso, mentre sul lato destro del presbiterio fu aggiunta un'altra Cappella dedicato alla Sacra Spina della corona di Cristo, preziosissima reliquia donata alla chiesa andriese, secondo la tradizione, da Beatrice d'Angiò e Bertrando Del Balzo nel 1308, in occasione del loro ingresso in città. Un incendio del 1916 ha distrutto l'antico coro ligneo, poi sostituito con quello attuale, risalente al XVI secolo e un tempo collocato nella chiesa di San Domenico. Anche l'altare maggiore, realizzato da Giacomo Colombo, è andato distrutto nell'incendio. I comunichini e le acquasantiere appartengono invece alla chiesa delle Benedettine, oggi non più esistente. Sull'altare principale della chiesa un tempo era esposta l'icona della Madonna, oggi custodita nel Museo Diocesano.

Definizione Ambito Culturale:

  • Dato non disponibile
Bibliografia:
  • Cazzato V., Fagiolo M., Pasculli Ferrara M., Atlante del Barocco in Italia, Terra di Bari e Capitanata, , Roma: , 1996
  • Merra E., Monografie andriesi, Monografie andriesi, , Bologna: , 1906
  • D'Urso R., Storia della città di Andria dalla sua origine fino al corrente anno 1841, Storia della città di Andria dalla sua origine fino al corrente anno 1841, , Napoli: , 1841
  • F. Lorizzo, La cattedrale di Andria, La cattedrale di Andria, , Andria: , 2000
  • Morgigni D., La Cattedrale di Andria e le sue antichità: frammenti, La Cattedrale di Andria e le sue antichità: frammenti, , Andria: , 1907
  • AA. VV., La cattedrale di Andria, La cattedrale di Andria, , Andria: , 2009
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • BTBIU000286

Tipologia del bene

Tipo: Chiesa

Funzione: 

  • Sacra/religiosa/culto

Condizione Giuridica

Proprietà Ente religioso cattolico

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)
  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)

Motivazione: 

  • Bibliografia

Cronologia specifica:

Dal: XI secolo Al: XXI secolo

Stato di conservazione
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Perimetrazione effettuata sulla base dell'ingombro

Tipo Fruibilità: Edificio di culto