Complesso della concattedrale di Santa Maria Assunta (da età medievale a contemporanea)

Il complesso della cattedrale di Santa Maria Assunta a Ruvo, che comprende la chiesa romanica, la torre campanaria e i resti archeologici della cattedrale paleocristiana recuperati al di sotto del piano di calpestio della chiesa medievale, sorge nel cuore del centro storico. L'impianto e la struttura della chiesa romanica sono il frutto di un tormentato e lungo iter costruttivo, avviato nel tardo XII secolo (un cinquantennio dopo l'abbattimento della antica cattedrale paleocristiana) e completato all'incirca un secolo dopo. Impostata sul modello delle cattedrali di Bari e di Trani, la chiesa doveva essere strutturata come una basilica trinave priva di matroneo e con transetto non espanso, con absidi a vista e con cripta a sala. Lo schema fu poi mutato in corso d'opera con la progettazione dei matronei, impostati e mai conclusi e sostituiti da un ballatoio pensile, e con la conseguente anomala estensione degli spioventi laterali di copertura in una ardita spinta diagonale. Tale diagonale, piuttosto che mirare - come alcune volte indicato - a verticismi gotici è in realtà funzionale a coprire il dislivello tra l'altezza delle navatelle e l'altezza della navata maggiore, denunciando l'urgenza di concludere una fabbrica che aveva destato non pochi problemi costruttivi. Nell'insieme l'edificio mantiene comunque una suo armonioso equilibrio interno ed esterno, collocandosi a cavallo tra gli esiti più maturi del romanico e le iniziali sperimentazioni gotiche pugliesi, visibili nelle cattedrali soprattuto nei corredi decorativi scultorei dei portali. Degne di nota sono le celebri teste mensole che coronano la fiancata sud, ispirate alle antefisse dei templi classici certamente pescate tra le copiose restituzioni della Ruvo romana conservate in buona parte nel Museo Jatta. Il campanile, staccato dal corpo di fabbrica della chiesa, si affianca al prospetto meridionale. La chiesa è stata interessata nel tempo da numerosi restauri conservativi e integrativi, ormai storicizzati: in primis, quelli di Ettore Bernich (1897-1899), autore tra l'altro del ciborio, completamente ricostruito su modello di quello nicolaiano di bari; in secundis, quelli di Mauro Civita (1977-1982), ai quali si deve in particolare l'allora innovativo percorso archeologico ipogeo che consentiva il camminamento tra i resti degli scavi archeologici, nel cosiddetto "succorpo" della cattedrale.

Bibliografia:
  • Belli D'Elia P., Puglia romanica : EDIPUGLIA, 2003
  • Gelao C., Jacobitti G.M., Castelli e cattedrali di Puglia a cent’anni dall’Esposizione Nazionale di Torino, catalogo della mostra, , Bari: , 1999
  • Civita, M., Stagioni di una cattedrale, Stagioni di una cattedrale, , Fasano: Schena Editore, 1993

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • BABIC000221

Tipologia del bene

Tipo: complesso - cattedrale

Criterio Identificazione: Il complesso comprende la cattedrale medievale, il succorpo con i resti della cattedrale paleocristiana e il campanile

Funzione: 

  • Sacra/religiosa/culto

Condizione Giuridica

Proprietà Ente religioso cattolico

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito archeologico

    Ente: SABAP-BA (Archeologia)

    Ruolo: tutela e valorizzazione

  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: SABAP-BA (Archite-BA-Pae)

    Ruolo: tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età tardoantica (IV -VI sec. d.C.)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)
  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Età medievale (generico)

Motivazione: 

  • Analisi della stratigrafia
  • Analisi delle strutture
  • Analisi tipologica
  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Perimetrazione dell'ingombro delle strutture