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Il complesso della cattedrale palatina di Altamura, imponente palinsesto architettonico pluristratificato nei secoli, è costituito dal nucleo principale dell'edificio originario, duecentesco, individuabile nelle navate laterali e centrale e nell'area dei matronei federiciani (dove si possono scorgere gli originari capitelli medievali), al quale si addossa l'area del coro cinquecentesco. All'esterno, la facciata principale è racchiusa tra due torri, la torre campanaria settentrionale e quella meridionale; infine, alla fiancata meridionale viene aggiunta nel XIX secolo la Torre dell'Orologio. La cattedrale di Altamura sorge per volere di Federico II di Svevia come Cappella Palatina nel 1232, nel contesto di un più generale riassetto urbanistico della città e soprattutto del tentativo di recupero di un diretto potere regio su un’area murgiana con forti potenzialità di sviluppo dell’economia agro-pastorale. Caso quasi unico nel contesto delle committenze sacre imperiali, l'edificio rivestirebbe un'importanza rilevante negli studi sull'architettura federiciana, se non fosse stato segnato da travagliatissime vicissitudini costruttive successive alla fondazione, riconducibili ad almeno tre momenti di fondamentale trasformazione: la fase angioina, avviata intorno al 1316, la fase quattro-cinquecentesca cui si deve l'ampliamento delle navate con la creazione del nuovo coro, e infine la fase ottocentesca, che riveste completamente la struttura con pesanti decori di gusto neogotico. Un nodo critico non ancora pienamente sciolto dagli studiosi, e ancora oggetto di dispute accademiche in corso, riguarda la presunta operazione di ribaltamento dell'orientamento dell'edificio con conseguente spostamento della facciata, avvenuto secondo gli studiosi ottocenteschi - che hanno avviato tale tradizione critica - a seguito dell'allungamento dell'edificio con il nuovo coro nel tardo XV secolo. La cattedrale di Altamura conserva in facciata uno dei portali più maestosi, raffinati e meglio conservati del Medioevo pugliese: una straordinaria macchina lapidea incastonata sulla parete della facciata, che con finezza espressiva ormai pienamente gotica eredita la forte inclinazione dei portali romanici pugliesi all'uso dei complessi programmi iconografici, per lasciare spazio non tanto al decoro quanto al racconto, in questo caso alla narrazione dei fatti della vita e dei miracoli di Cristo. Il portale ospita nel timpano due stemmi che legano inequivocabilmente la committenza alla famiglia regia angioina, confermando con motivazioni araldiche le ragioni stilistiche di una datazione afferente al maturo XIV secolo.
Notizie storico-critiche:
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La Cattedrale palatina di Santa Maria Assunta di Altamura fu commissionata da Federico II, contemporaneamente alla fondazione della città, a lui particolarmente fedele come si evince dal motto civico <
>, nel 1232. - Nel 1485, il titolo della Cattedrale fu elevato a Collegiata Insigne: tale elevazione rese necessario l'ampliamento sul versante occidentale.
- L'arciprete Salazar (1550-1557) eresse il secondo campanile.
- Intorno al 1560 si aggiunge un campanile simmetrico sulla nuova facciata.
- Il sacerdote Niccolò Sapio commissionò i leoni a sostegno delle colonnine del protiro al magister Antonio da Andria, nel 1533.
- Il vescovo Giandomenico Falconi (1848-1862) commissionò il monumentale apparato decorativo in stile neo-gotico che definisce lo status quo della navata centrale.
- Nel 1729, le simmetriche torri campanaria vengono dotate del coronamento rocalille a cipolla. Alla facies tardo-barocca appartengono anche le statue in mazzaro della Madonna dell’Assunta e dei santi Pietro e Paolo poste sul coronamento della facciata 'a loggetta'.
- Nel 1858, su disegno dell’architetto Corradino de Iudicibus fu costruita la torre dell'orologio in stile neogotico.
- Il chronicon della chiesa è strettamente legato alla storia civica. Federico II dopo la solenne fondazione della città volle farla abitare, invitando le genti villiche che abitavano a macchia di leopardo i paghi rurali, ma anche ceppi etnici ebraici e greci provenienti da diversi contesti geografici del glorioso regno svevo. Il processo di popolamento fu facilitato ed accelerato grazie alle copiose e generose franchigie e privilegi speciali concessi a coloro che si apprestavano ad abitare la città: in primis quello che permetteva di coltivare la terra e ricostruire le case senza pagare tassa alcuna. In concomitanza con la restauratio della città progressivamente si svuotarono i villaggi plebani altomedievali. Nell'ideologia neo-augustea dell'imperatore svevo la civitas doveva identificarsi nel duplice polo del palatium e dell'ecclesia.
- Nel 1534, fu invertito l’orientamento originario: al posto dell'abside duecentesca fu elevata la nuova facciata. L'area occupata della facciata medievale fu prolungata per permettere l'innesto del moderno presbiterio con l'ampio coro.
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Gran parte dell'edificio federiciano crollò durante il terremoto del 1316. I lavori di restauro eseguiti nel corso del XIV secolo furono diretti da un certo protomagister Consiglio di Bitonto, maestro d'arte, come attesta la lunga epigrafe dedicatoria issata in asse sul portale angioino: <
>. Anche Roberto I d'Angiò confermò i privilegi precedenti come si evince dall'iscrizione dedicatoria posta sull'archivolto della Porta Angioina, detto anche 'delle Spezie', in quanto si affacciava sulla piazza del pubblico mercato.
- Berloco T., Le chiese di Altamura, Altamura, 29-30, : , 1987/1988
- V.M. Barozzi, M. Centoducati, D.Franchini, G. Martines, B. Tragni, B. Tragni a cura di, La cattedrale di Altamura fra restauri scoperte interpretazioni, La cattedrale di Altamura fra restauri scoperte interpretazioni, , Bari: Adda Editore, 2009
- Rossi M. C., Paone S. a cura di, Il portale della cattedrale di Altamura. La scultura nel contesto del Trecento pugliese, Conversano nel Medioevo. Storia, arte e cultura del territorio tra IX e XIV secolo, , Roma: Campisano, 2018
- Pepe A., Gambardella A. a cura di, La cattedrale di Altamura dalla fondazione federiciana al cantiere angioino, Cultura artistica, città e architettura nell’età federiciana, 6, Roma: , 2000
- Belli D'Elia P., La facciata e il portale della cattedrale di Altamura. Riletture e riflessioni, Altamura, 36, Bari: , 1995
- Pepe A., Calò Mariani M.S., Cassano M.R. a cura di, La cattedrale di Altamura, Federico II. Immagine e potere, , Venezia: Marsilio Editore, 1995
- Giaconella F., Approfondimenti sulla scultura altamurana. Il coro ligneo della cattedrale e il contributo di Colantonio Bonafide, Teodoro di Marzano e Candilera di Fanello, Altamura, 55-57, Bari: , 2016
Scheda
- BABIC000129
Tipologia del bene
Tipo: complesso - cattedrale
Criterio Identificazione: Intero bene
Funzione:
- Sacra/religiosa/culto
Condizione Giuridica
Proprietà Ente religioso cattolico
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Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio
Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG
Ruolo: Tutela e valorizzazione
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Bene composto [è riutilizzato da] - Sito
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Bene composto [è riutilizzato da] - Sito
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elemento contenuto in - Sito
Periodo:
- Basso Medioevo (XI-XV secolo)
- Età moderna (XVI -XVIII secolo)
- Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
Motivazione:
- Analisi dei materiali
- Analisi delle strutture
- Analisi stilistica
- Bibliografia
- Dati epigrafici
- Fonte archivistica
Cronologia specifica:
Dal: 1232 Al: XX secolo
- Restaurato
Criterio di perimetrazione: Ingombro
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