Museo della Preistoria di Nardò

Il Museo della Preistoria di Nardò (Le) è stato istituito nel 2017 con l’obiettivo di contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica della comunità salentina. Per il raggiungimento di tale scopo, in accordo con gli enti preposti, agisce in tutte le attività coinvolte nella gestione dei luoghi e nella pianificazione degli interventi che riguardano il patrimonio preistorico conservato all’interno del territorio neretino e particolarmente nel Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. In questi primi anni di lavoro, partendo dalla lettura del paesaggio quale risultato delle relazioni che le diverse culture hanno intessuto con l’ambiente circostante nel corso del tempo, è stato avviato il processo di riconoscimento diffuso del valore posseduto dal patrimonio territoriale locale, articolato e promosso in maniera differenziata in base agli interlocutori (dalle scuole alle amministrazioni). L'identificazione di un Contesto Territoriale Stratificato, un vero e proprio Distretto delle Preistoria, investe ora la programmazione degli interventi di tutela, conservazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio preistorico neretino, all’interno di un quadro di gestione integrata e sostenibile delle risorse territoriali. Il Museo della Preistoria di Nardò (Le) è sito in Piazza S. Antonio a Nardò ed è accolto all’interno dell’ex Convento di Sant’Antonio di Padova. Il convento, con l’annessa chiesa, fu edificato tra la fine del XV e gli inizi del XVI sec. grazie all’interessamento dell’Università Neretina e al sostegno del duca Belisario Acquaviva d’Aragona, che ottennero l’autorizzazione con un atto pontificio nel 1497. Dopo il suo completamento l’edificio fu affidato all’Ordine conventuale dei Francescani Osservanti. Il complesso si trova all’interno dello storico quartiere ebraico, la Giudecca, e venne probabilmente eretto al posto di una preesistente sinagoga. All’interno del chiostro principale è parzialmente conservato un ciclo pittorico eseguito nel 1662 da Giuseppe da Gravina con il contributo dei nobili della città. L’artista sintetizza “le glorie del francescanesimo”, ritraendo alcuni episodi significativi della vita di San Francesco e di altri importanti Santi appartenuti all’Ordine. Dopo la soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose furono apportate sostanziali modifiche alla configurazione originale dell’edificio, trasformandolo dapprima in asilo e successivamente in ospedale. Nel 2009 un intervento di restauro curato dall'architetto Luca Zevi riconsegna alla comunità neretina un importante contenitore in cui oggi, grazie al progetto promosso dal Comune di Nardò e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Taranto e Lecce, è ospitato il Museo della Preistoria di Nardò. L'alta concentrazione di grotte frequentate dall'uomo nel Paleolitico (Grotte e ripari di Capelvenere, Marcello Zei, Torre dell’Alto, Cavallo, Uluzzo C, Uluzzo, Bernardini e Serra Cicora A), insieme al sito neolitico di Serra Cicora e ai resti di fortificazioni risalenti all’Età del Bronzo, rendono il Parco un contesto unico per la ricchezza dei paesaggi e la storia dell'Uomo, ora studiata e raccontata nel Museo. La narrazione abbraccia un arco cronologico che inizia circa 75 milioni di anni fa, evidenziando i cambiamenti ambientali e culturali avvenuti nel corso del tempo così come la trasformazione dei paesaggi organizzati da Homo neanderthalensis prima e da Homo sapiens poi. Lungo il percorso è possibile osservare i reperti antropici riferibili alla più antica diffusione di Homo sapiens nel continente europeo, risalenti a circa 45.000 anni fa. Vengono inoltre affrontate tematiche relative all'evoluzione del territorio costiero, all'evoluzione e alla diffusione dell'Uomo nei continenti, alla conoscenza e allo sfruttamento consapevole del territorio e delle sue risorse naturali, alla capacità di astrazione e progettazione dell’uomo preistorico, alla sua cultura materiale e alla storia delle ricerche sul territorio.

Tipologia prevalente: Museo, galleria non a scopo di lucro e/o raccolta

Dal: 2024-10-01 Al: 2025-05-15

Dal giorno: Giovedì Al giorno: Martedì

Dalle ore: 16:30 Alle ore: 19:30

Tipo Pianificazione: Apertura

Motivazione: Orario apertura invernale

Dal: 2024-10-01 Al: 2025-05-15

Dal giorno: Giovedì Al giorno: Martedì

Dalle ore: 09:30 Alle ore: 12:30

Tipo Pianificazione: Apertura

Motivazione: Orario apertura invernale

Dal: 2024-10-01 Al: 2025-05-15

Dal giorno: Mercoledì

Tipo Pianificazione: Chiusura

Dal: 2025-05-16 Al: 2025-09-30

Dal giorno: Giovedì Al giorno: Martedì

Dalle ore: 09:30 Alle ore: 12:30

Tipo Pianificazione: Apertura

Motivazione: Orario estivo

Dal: 2025-05-16 Al: 2025-09-30

Dal giorno: Giovedì Al giorno: Martedì

Dalle ore: 17:00 Alle ore: 20:00

Tipo Pianificazione: Apertura

Motivazione: Orario estivo

Dal: 2025-05-16 Al: 2025-09-30

Dal giorno: Mercoledì

Tipo Pianificazione: Chiusura

  • Biglietto intero: € 5,00

    Biglietto ridotto: € 3,50

    Note: Per le visite ai siti del Distretto della preistoria di Nardò fare riferimento ai contatti del Museo della Preistoria di Nardò

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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • LELDC000048

Condizione Giuridica:  Detenzione Ente pubblico territoriale

  • Tipo: Soprintendenze ambito archeologico

    Ente: SABAP-LE (Archeologia)

    Ruolo: Tutela

  • Tipo: Privato

    Ente: Museo della Preis. Nardò

    Ruolo: Conservazione

  • Tipo: Comune

    Ente: Comune di Nardò

    Ruolo: Valorizzazione

  • Tipo: Privato

    Ente: Museo della Preis. Nardò

    Ruolo: Proprietario

  • Tipo: Brochure

    Denominazione: Porto Selvaggio e Palude del Capitano - Parco Naturale Regionale

    Descrizione: Sede di rinvenimento dei reperti esposti nel museo

    Modalità acquisizione: L'utente lo acquisisce all'ingresso del museo