Gravina in Puglia (età medievale)

Lo sviluppo topografico all'interno del complesso contesto rupestre, quello caveoso che lambisce l'area del torrente Gravina, ha determinato la formazione della città altomedievale, in seguito all'abbandono dell'insediamento peuceta-romano di Silvium sul colle di Botromagno. L'evoluzione urbanistica di Gravina medievale consente di distinguere due grandi macrofasi urbanistiche: quella altomedievale, determinata dall'habitat rupestre dei rioni Piaggio e Fondovico, e quella bassomedievale, caratterizzata dall'evergetismo normanno e dalla committenza federiciana del castello nel parco per l'uccellagione. I quartieri altomedievali si sono costituiti attraverso il popolamento del versante sinistro della gravina, area dominata dalla Basilica Cattedrale, restaurata in toto in epoca rinascimentale. Il sistema viario è determinato da una fitta intelaiatura di archi e case turrite che si susseguono, addossandosi fra loro a guisa di cinta muraria. Trattandosi di un habitat rupestre caratterizzato da ripidi e frequenti cambiamenti di quote del piano di calpestio, i rioni presentano numerose scalinate tufacee che collegano le diverse altitudini, intervallate da pianerottoli, vere e proprie piazzette familiari. Il rione di Piaggio è sorto contemporaneamente a quello di Fondovico tra VIII e IX secolo: un periodo contraddistinto dalla bipolare contesa tra longobardi e bizantini per il controllo del territorio. Il toponimo deriva termine latino pagus, ossia villaggio, borgo. A partire dal XV secolo, sia Piaggio che Fondovico cominciarono a diventare socialmente e culturalmente marginali rispetto al raffinato rinascimentale quartiere orsiniano. Il polo devozionale del rione Piaggio è costituito dalla chiesa rupestre di santa Lucia, la cui icnografia, realizzata per sottrazione di banchi tufacei, presenta tre nicchie che emulano le consuete tre absidi degli edifici di culto subdiali. Il rione Fondovico è situato a sud-ovest rispetto alla città moderna. Il titolo parrocchiale che insiste in questo quartiere è costituito dalla chiesa di san Giovanni Battista. L'agglomerato urbano s'installa sul versante opposto della gravina. Il toponimo fundus-vicus indica l'ubicazione a bassa quota del quartiere che, similmente all'etimo di Piaggio, si configura come un insediamento limitato tanto nell'estensione urbana quanto nel numero degli abitanti. L'habitat rupestre del rione consta di abitazioni cavesose scavate nella roccia. L'infeudazione normanna della città segna la nuova fase architettonica di Gravina in Puglia oltre i rioni rupestri altomedievali, che continueranno ad essere ancora abitati nel corso del bassomedioevo e dell'età moderna. L'emblema della nuova urbanizzazione è dovuto all'infeudazione normanna, periodo in cui si ascrive la costruzione della Cattedrale di Santa Maria Assunta. Nell’anno 1092 il Conte di Gravina, Umfrido d’Altavilla, della stirpe di Roberto il Guiscardo, dispone l'edificazione della basilica, la cui elevazione avrebbe restituito dignità episcopale alla città. Nonostante la distruzione dell'originario edificio normanno avvenuta in due fasi, dapprima nel 1447 a causa di un incendio e successivamente nel 1456 per un terremoto, è ancora possibile scorgere l'impianto romanico-pugliese a triplice nave preceduto dalla facciata tripartita in salienti. L'ulteriore momento architettonico della fase bassomedievale di Gravina in Puglia riconduce all'epoca sveva. Il castello venne commissionato nel 1231 dall'imperatore Federico II di Svevia all'architetto e scultore di corte Fuccio: il locus si configurava quale vero e proprio parco per l'uccellagione, adibito alla caccia. Lo stesso imperatore, pregno della cultura normanno-palermitana legata ai loca solaciorum, ritenne l'agro di Gravina in Puglia vivido e fiorente giardino di delizie. L'area campale della città nel Duecento era ricoperta da immensi e vasti boschi, ricchi di selvaggina e armenti, abbondante di grano e uliveti. Il maniero federiciano constava di tre piani, di cui oggi restano soltanto parte dei muri perimetrali e del basamento tufaceo. A partire dal XV secolo si avvia il processo d'espansione urbanistica della città oltre i borghi rupestri grazie alla committenza degli Orsini, che finanzieranno il restauro della Cattedrale e la costruzione del rinascimentale 'braccio orsiniano'.

Definizione Ambito Culturale:

  • Dato non disponibile
Bibliografia:
  • Navedoro G., Le chiese rupestri di Gravina in Puglia. Considerazioni prliminari su alcuni ambienti conosciuti o ancora inediti : Il Grillo Editore, 2006
  • Fonseca C.D., La civiltà rupestre in Puglia, La Puglia tra Bisanzio e l'Occidente,1980

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • BABIS001781

Tipologia del bene

Tipo: Città

Funzione: 

  • Sacra/religiosa/culto
  • Frequentazione
  • Produttiva/lavorazione/artigianale
  • Viaria/confine
  • Abitativa/residenziale
  • Pubblica

Condizione Giuridica

Proprietà mista

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG

    Ruolo: tutela

Periodo:

  • Alto Medioevo (VII-X secolo)
  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)

Motivazione: 

  • Analisi dei materiali
  • Analisi delle strutture
  • Analisi stilistica
  • Analisi tipologica
  • Bibliografia

Cronologia specifica:

Dal: VII secolo d.C. Al: XV secolo d.C.

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente
  • Danno grave
  • Restaurato
  • Danno lieve
  • Immediato pericolo

Criterio di perimetrazione: Ingombro

Tipo Fruibilità: Aperto al pubblico