Teatro (età romana)

Il teatro romano di Lecce risulta scavato nel banco di roccia soltanto nella sua parte inferiore, con un dislivello di circa 3 metri rispetto alla quota esterna della città antica, mentre la parte superiore della cavea, la gradinata, doveva essere sostenuta da un sistema di sostruzioni a volte e ad archi. La cavea era divisa in sei cunei da cinque scalette radiali; è probabile che si concludesse nella parte superiore con un portico coperto (porticus in summa cavea). Della parte più bassa delle gradinate (ima cavea), la sola che si sia conservata, restano dodici fila di gradini, con il balteus (basso muretto) che li separava da tre larghi gradoni corrispondenti alla proedria (i primi tre gradini) in cui erano collocati i seggi in legno delle autorità. L’orchestra semicircolare ha un diametro di m 13,20 ed è pavimentata con grandi lastre di calcare; vi si accede dai due ingressi laterali (aditus), larghi due metri, in origine coperti da una volta a botte. Al centro dell’orchestra è presente un incasso quadrato probabilmente per collocare un altare riferibile al culto imperiale. Un canale, in cui veniva riavvolto il sipario, è ricavato nel banco roccioso ai piedi del palcoscenico. Del grande edificio scenico resta il palcoscenico (pulpitum - 6,15x31,80 m), alto m 0,70 sul livello dell’orchestra dalla quale vi si accedeva tramite due scale laterali; esso è scavato nel banco roccioso e non presenta ambienti sottostanti praticabili. La superficie è inoltre segnata da una serie di incassi che dovevano servire a sostenere la pedana lignea del palcoscenico essenziale per migliorare l’acustica dell’edificio (altri tagli sono relativi a interventi posteriori di estrazione della pietra). Sul palcoscenico si aprivano le tre porte della frontescena (alta parete decorata con nicchie e statue) e due larghi ingressi laterali che portavano alle basiliche collocate ai fianchi dell’edificio scenico. Per quest’ultimo i dati a disposizione, quali le dimensioni del palcoscenico e la straordinaria ricchezza delle statue marmoree qui rinvenute, fanno pensare a un edificio di grandi dimensioni e di notevole complessità; per il frontescena si è ipotizzata una struttura a tre ordini, alta circa 20 metri, articolata in tre esedre in cui si aprivano la "porta regia" al centro e le due porte laterali (valves hospitales) laterali. Il palcoscenico era coperto da un tetto di tegole fittili che nella parte anteriore terminava con lastre fittili decorate a rilievo. Le lastre presentano una decorazione costituita da ghirlande a globetti terminanti con nastri frangiati che nella parte superiore formano una linea sinuosa; nello spazio semicircolare delimitato dai festoni sono collocate piccole teste con capelli cinti da una benda legata con un nodo dietro la nuca, le cui estremità si dispongono ai lati del volto. Lo stile decorativo permette di datare questi rinvenimenti ad età augustea. All'edificio era probabilmente annessa un’area porticata (porticus post scaenam), coincidente con l’attuale Piazzetta Orsini, cancellata dalle trasformazioni urbane posteriori. La decorazione della frontescena era completata dalla presenza di statue in marmo, databili tra l’età giulio-claudia e quella adrianea, rinvenute nel corso degli scavi e conservate presso il Museo Provinciale e in parte presso il MUST. L’analisi delle sculture rinvenute nell'area della scena e dell’orchestra nonché la presenza, nella parte posteriore di alcuni esemplari, di fori per l’alloggiamento di grappe di bronzo funzionali all'ancoraggio delle statue, ha permesso di formulare un’ipotesi circa la loro collocazione nei singoli ordini della facciata dell’edificio scenico. Le sculture recuperate si distinguono in tre gruppi: le statue ideali, le statue-ritratto dei membri della famiglia imperiale e i rilievi. Per quanto riguarda le prime si tratta repliche o rielaborazioni di capolavori della plastica greca. Le statue rinvenute negli scavi alte circa due metri sono tutte acefale e prive di parte delle braccia e delle gambe. Sono state identificate alcune divinità (Atena, Artemide, Eracle, Ares), personaggi pertinenti alla sfera del mito (Amazzone ferita, una testa che presenta le caratteristiche del volto idealizzato di Alessandro Magno, probabilmente abbinata ad una seconda testa raffigurante il padre Filippo II). Tra le statue di personaggi di rango imperiale si distingue un loricato (statua con lorica, corazza) delle dimensioni superiori al naturale di cui si conservano parte delle gambe e del torso coperto dalla corazza con decorazione a rilievo, raffigurante il carro guidato dal Sole che emerge dalle onde in corrispondenza dei pettorali e mostri marini che trasportano le Nereidi con le armi di Achille. L’analisi dei rilievi della corazza suggerisce una datazione della statua in età giulio-claudia e di riconoscere nel personaggio rappresentato Augusto. Il frammento di un’altra statua loricata, abbandonata a lungo nell'orchestra del teatro, è stata recentemente datata tra la fine dell’età flavia e la prima età traianea, interpretata come Traiano o Adriano. Di una statua femminile che indossa un chitone a fitte pieghe con mantello sovrapposto, raffigurante un personaggio imperiale, forse Marciana, sorella di Traiano, resta la parte inferiore del corpo. Della decorazione della frontescena facevano parte due rilievi classificabili come imagines clipeatae (ritratti inseriti in una cornice tonda simile ad uno scudo), raffiguranti Atena con la testa lavorata a tutto tondo coperta da elmo attico, e una testa maschile interpretabile come Asclepio. Per questi elementi, probabilmente collocati nel primo ordine del frontescena, è stata proposta una datazione alla seconda metà del II secolo d.C. Le statue collocate nel frontescena non avevano una funzione esclusivamente ornamentale, ma sottolineavano il ruolo politico, religioso e culturale dell’edificio, polo di attrazione e di incontro dei cittadini. L’immagine di Augusto doveva essere collocata al centro del frontescena, all'interno di un complesso programma iconografico incentrato sulla figura del Princeps come manifesto ideologico del Principato rivolto agli spettatori seduti nella cavea. La costruzione del teatro, che poteva ospitare circa 6000 spettatori va quindi inserita all'interno di quel periodo di grande fervore edilizio che Lupiae visse in età augustea, in una fase di vera e propria monumentalizzazione della città attraverso la costruzione di edifici templari, strutture teatrali ed edifici pubblici. Come anche per l’anfiteatro, gli elementi decorativi sembrano testimoniare interventi successivi, almeno sull'apparato decorativo, alla fine del I secolo e nella seconda metà del II secolo d.C.

Notizie storico-critiche:

  • Costruzione del teatro romano
  • L'analisi dell'apparato decorativo superstite porta a collocare alcune fasi di ridecorazione dell'edificio tra l'età traianea e adrianea.
  • La scoperta del teatro romano di Lecce avvenne nel maggio del 1929 durante lavori alle fondazioni di una casa collocata in vico dei Marescallo, l’attuale via Arte della Cartapesta. Alla profondità di oltre 5 metri vennero rinvenute le strutture dell’edificio teatrale, oltre ad alcuni elementi decorativi come parti e frammenti di statue, parte di una colonna e numerosi frammenti di lastre di marmo. Dopo una interruzione di una decina di anni i lavori di scavo del teatro ripresero nel 1938, in occasione del Bimillenario della nascita di Augusto, all’interno dell’opera propagandistica del Regime Fascista. In quest’occasione vennero effettuato una serie di interventi di restauro e consolidamento.
  • Nel 1997, a seguito dell’acquisto del Palazzo dei Conti Romano, poi diventato Museo del Teatro Romano, l’edificio che insiste sul settore occidentale della scena teatrale, da parte della Fondazione Memmo, si è avviato un nuovo restauro dell’edificio, che dagli anni ’50 aveva iniziato una lenta rovina, (i tubi di una fognatura passavano all’interno dell’ingresso orientale dell’orchestra) e attività di valorizzazione del teatro. Ai lavori è corrisposta una ripresa delle indagini scientifiche che hanno portato ad una più attenta lettura del monumento.

Definizione Ambito Culturale:

  • Età traianeo-adrianea
Bibliografia:
  • Bernardini, M., Lupiae, Lupiae, Lecce, 1959
  • D'Andria F., Lecce romana e il suo teatro : Congedo Editore, 1999
  • AA. VV., Mannino K. a cura di, L'imperatore torna sulla scena. La statua loricata riscoperta nel teatro romano di Lecce Monteroni di Lecce: , 2014
  • Ciongoli G.P., Il teatro romano di Lecce, Taras, XIX, 1, Taranto: , 1999, 82
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • LEBIU002082

Tipologia del bene

Tipo: Teatro

Funzione: 

  • Pubblica

Condizione Giuridica

Proprietà Stato

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito archeologico

    Ente: SABAP-LE (Archeologia)

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età romano imperiale (I-III sec. d.C.)

Motivazione: 

  • Analisi delle strutture
  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente

Criterio di perimetrazione: Si perimetra l'area occupata dalle strutture messe in luce.

Tipo Fruibilità: Aperto al pubblico