Complesso della chiesa e del convento di San Francesco

La chiesa ed il convento di San Francesco sorgono all'estrema punta dell'omonimo promontorio, ossia nella zona in cui il paese più si protrae nel mare Adriatico. Questo fa sì che essi siano visibili dalla maggior parte dei luoghi limitrofi, sia da terra che dal mare e proprio tale ragione fece si che la chiesa, durante il periodo delle incursioni saracene, venisse inglobata nelle mura difensive della città, visibili ancor oggi. La chiesa ha tre dei suoi lati circondati dal mare, mentre il quarto lato, sul quale si apre la facciata, è rivolto verso il borgo antico. Il manufatto risale circa al 1438, ma a quel tempo, era denominato Chiesa di Santa Caterina ed ospitava un monastero di monache. Questo monastero venne distrutto ed incendiato durante l'invasione di Dragut Rais, così sulle rovine di quel luogo, nel Seicento fu ricostruito dai Frati Conventuali l'attuale complesso. La chiesa è costituita da una sola navata e termina con un'abside quadrangolare con copertura a vela. Sulle pareti laterali si aprono sei cappelle, alcune delle quali corredate di altari lignei e tele del Settecento. La chiesa e il monastero annesso, furono fondate dalle Clarisse, chiamate qui nel 1438 da un nobile benefattore locale, il contestabile Algrazio e da sua moglie Narda, per curare le fanciulle di Vieste e avviarle ad una onesta e feconda economia domestica. Le Clarisse non ebbero vita facile, perché a distanza di poco più di 40 anni, alla fine dell'agosto del 1480 dovettero subire la ferocia dei saraceni guidati da Acmer Pascià. La chiesa subì, in seguito gravi danni con il terremoto del 1646, ma conserva ancora la sua antica struttura. La facciata esterna è semplice e presenta un timpano triangolare che racchiude un rosone circolare caratterizzato dall'apertura delle ali di un angolo e da un lunotto al disopra della porta d'ingresso, mentre fra il tempio e il monastero si erige il campanile. All'interno, sulla parte centrale dell'unica navata, domina la tela di Castagnedo del 1589 raffigurante la deposizione di Cristo dalla croce, tenuto sulle ginocchia della Vergine Maria, mentre a sinistra si erige la rigida e costernata figura di S. Francesco d'Assisi in piedi. Sulle pareti laterali si aprono due cappelle per parte. La prima, a sinistra entrando, è detta della Madonna di Pompei per la presenza del moderno gruppo scultoreo. L'altare è ornato, invece, da un magnifico paliotto riccamente scolpito con nuovi arabeschi. Nella seconda domina la pala secentesca del Suffragio: al centro vi sono la Madonna con il Cristo e sui lati S. Michele Arcangelo e S. Giuseppe. Nella terza, posta a nicchia, vi è la statua lignea di S. Antonio di Padova, scolpita a quanto pare a Ragusa da Marino Lorenzo Dobricevic per conto di Cola Paolo di Vieste. Nel 1921 il Monastero, dopo un periodo di abbandono, venne affidato alle Suore Riparatrici del Sacro Cuore dall'Amministrazione Comunale, istituendovi un Orfanotrofio intitolato a Lorenzo Fazzini.

Bibliografia:
  • Siena M., Storia e Folklore di Vieste, Storia e Folklore di Vieste, , VIeste: , 1978
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • FGBIC000077

Tipologia del bene

Tipo: Convento (ambito urbano)

Criterio Identificazione: Complesso architettonico costituito da diversi corpi di fabbrica posti in relazione diretta.

Funzione: 

  • Abitativa/residenziale
  • Assistenziale/ospitaliera
  • Difensiva/militare
  • Sacra/religiosa/culto

Condizione Giuridica

Proprietà Ente religioso cattolico

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG

    Ruolo: Tutela e Valorizzazione

Periodo:

  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)
  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)

Motivazione: 

  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente
  • Ricostruito
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Evidenze da ortofoto