Cattedrale di San Cataldo

La cattedrale di Taranto è ubicata in via Duomo, il principale asse di attraversamento dell’isola su cui sorge la Città Vecchia di Taranto,, in posizione centrale rispetto all’abitato antico e presenta orientamento E-W con abside ad W; è dedicata a Santa Maria, a cui in un secondo momento è stata aggiunta la dedicazione a San Cataldo (uno dei primi vescovi della città, secondo la tradizione di origine irlandese). Scavi archeologici recenti hanno permesso di rileggere la complessa sovrapposizione di strutture che è culminata nella costruzione della cattedrale normanna, tuttora visibile. Il primo edificio di culto presente in quest’area (attestato dagli scavi archeologici) consisteva in un impianto basilicale a tre navate con abside centrale semicircolare posto sul lato orientale, costruito tra la seconda metà il VI ed il VII secolo a.C. ed in uso verosimilmente fino al X. Alla fine del X secolo viene realizzato il capocroce della Cattedrale, (costruito insieme alla sottostante cripta), che si addossa alla facciata dell’edificio precedente. L’evidenza archeologica ha permesso di accantonare l’ipotesi, finora in auge, del capocroce quale parte di un edificio a pianta cruciforme con tre bracci voltati a botta e cupola nell’intersezione, preesistente al corpo di fabbrica normanno, la cui costruzione avrebbe reso necessaria la demolizione del braccio longitudinale dell’edificio preesistente: di tale ipotetico quarto braccio infatti non è stata trovata traccia. Più semplicemente, il capocroce dell’edificio di X secolo è stato addossato alla facciata dell’edificio basilicale più antico, contestualmente alla demolizione dell’abside centrale di questo; viene così cambiato l’orientamento della chiesa (mantenuto poi nel definitivo assetto di XI secolo), che risultava essere quindi a tre navate con abside ad ovest. Questo edificio, la cui realizzazione va letta nel quadro della ricostruzione della città seguita alla riconquista bizantina di Taranto, avvenuta nel 967 ad opera di Niceforo Foca, non fu probabilmente mai terminato e nell’XI secolo (tra gli episcopati di Drogone e Alberto, tra il 1071 ed il 1094) i Normanni costruirono una navata basilicale allungata che si addossa al capocroce, smantellando le murature esistenti e inglobando i tratti murari più solidi, perché fondati sulla roccia, ma estendendo il nuovo edificio in direzione est. Il corpo di fabbrica definitivo della cattedrale risale pertanto ad età normanna ma l’edificio attualmente visibile è il risultato di tutta una serie di aggiunte effettuate nel corso dei secoli. Le murature esterne della chiesa sono animate da una serie di archetti e specchiature, risalenti all’originaria fabbrica normanna che presumibilmente proseguivano anche sulla facciata originaria. La facciata attuale, ad una sola porta, risale al 1713 ed è in stile barocco, opera dell’artista leccese Mauro Manieri. L’interno è preceduto da un vestibolo quattrocentesco, sul cui lato meridionale si dispongono tre cappelle: la cappella di San Giuliano, il Battistero e la cappella di San Giacomo, di origine medievale ma rifatte tra il XIV ed il XVI secolo d.C. All’interno del Battistero (che costituisce la cappella mediana) si trova il fonte battesimale, costituito da una vasca monolitica bizantina (riferibile quindi all’edificio di X secolo e poi riscalpellata in età barocca) sormontata da un baldacchino realizzato nel ‘500 con componenti medievali. L’interno del Duomo presenta un impianto basilicale a tre navate, suddivise da una duplice fila di nove colonne, sormontate da capitelli di diversa fattura; alcuni di questi sono sicuramente di reimpiego e provenienti quasi certamente da edifici di età classica, altri sono realizzati ex-novo in età normanna; due portali si aprono lungo le pareti laterali. La navata centrale è coperta da un soffitto a cappelloni ligneo del XVII secolo, dorato nel 1713 con figure di San Cataldo e dell’Immacolata a rilievo, mentre la navate originarie hanno un tetto in legno con le travature scoperte. Il pavimento della chiesa di XI secolo era costituito da un mosaico, databile intorno al 1160, di cui rimangono in posto pochi lacerti, tra cui quello posto all’ingresso della navata che raffigura Alessandro Magno portato in cielo da due grifoni. Rimangono pochissime tracce anche degli affreschi che decoravano le pareti interne della chiesa, lungo le quali, a partire dal XIII secolo, erano state aperte numerose cappelle gentilizie, cancellate dal radicale restauro effettuato negli anni ’50. Il transetto, risalente sempre all’originario impianto normanno, è voltato a botte e percorso, lungo la testata e la parete di fondo dei bracci, da arcate cieche e su di esso si imposta la cupola. Nel transetto si aprono due cappelle, parallele all’abside: il cappellone di San Cataldo (a destra dell’abside, per la quale vedi la relativa scheda di UT) e la cappella del Sacramento, originariamente dedicata a Sant’Agnese: entrambe le cappelle risalgono ad età medievale (anche se non sono riferibile all’impianto originario della chiesa normanna), ma sono state rifatte nel XVIII secolo. Il ricchissimo altare maggiore custodisce le reliquie di San Cataldo; per la scala posta davanti ad esso si accede alla cripta. All’esterno, lungo il lato nord è visibile il Campanile, ricostruito nel 1953 dopo la demolizione di quello originario risalente al XII secolo.

Notizie storico-critiche:

  • Abbattimento del campanile, della sagrestia quattrocentesca, le cappelledi S. Nicola e di S. Sebastiano, a seguito dei danneggiamenti provocati dai bombardamenti del 1943.
  • Il soffitto viene ricostruito a spese dell'arcivescovo Albernoz, portatoa termine all'epoca del suo successore, l'arcivescovo Caracciolo, e fatto decorare da mons. Stella.
  • Il soffitto della cattedrale viene distrutto da un incendio.
  • L'arcivescovo De Corigio fa ricostruire le navate laterali.
  • Crollo della chiesa "in cornu epistolae".
  • L'interno della cattedrale viene decorato con affreschi.
  • Il vescovo Giraldo commissiona il pavimento musivo a Petroius.
  • La Cattedrale fu costruita per iniziativa del vescovo normanno Drogone probabilmente al posto di una chiesa bizantina a croce greca, di cui si utilizzano tre bracci come presbiterio e transetto e vi si aggiunge una navata basilicale lunga e stretta divisa da colonnati.
Bibliografia:
  • D'Angela C., Taranto medievale, Taranto medievale, , Taranto: , 2002
  • De Luca P., Il centro storico di Taranto. L’Isola, Il centro storico di Taranto. L’Isola, , Taranto: , 2001
  • Biffino A., Angelelli C. a cura di, Il cantiere della cattedrale di Taranto e la posa in opera del mosaico pavimentale: primi risultati dell'analisi archeologica, Atti del X colloquio dell'Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (Lecce, 18 -21 febbraio 2004), , Roma: , 2005
  • Belli D'Elia P., AA. VV. a cura di, Taranto. La cattedrale, Alle sorgenti del Romanico. Puglia XI secolo, , Bari: , 1975
  • D'Auria C., Taranto. La città dei due mari, Taranto. La città dei due mari, , Mottola: , 2019

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • TABIC000025

Tipologia del bene

Tipo: complesso - cattedrale

Criterio Identificazione: Dati Bibliografici

Funzione: 

  • Sacra/religiosa/culto

Condizione Giuridica

Proprietà Ente religioso cattolico

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: SABAP-LE (Archite-BA-Pae)

    Ruolo: Tutela

Periodo:

  • Alto Medioevo (VII-X secolo)
  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)
  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Età tardoantica (IV -VI sec. d.C.)

Motivazione: 

  • Bibliografia

Cronologia specifica:

Dal: VI d.C. Al: XX d.C.

Stato di conservazione
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Il bene è stato perimetrato sulla base dell'ortofoto