Torre e Ninfeo di Belloluogo

Il complesso della Torre di Belloluogo, comprendente la torre con il fossato e il ninfeo annesso, sorge fuori dal centro storico di Lecce, in un'area extraurbana a nord della città, oltre Porta Napoli, realizzata da maestranze angioine per volere dei Duchi di Brienne a cavallo tra XIII e XIV secolo. Il toponimo "Belloloco", già attestato in documenti del 1120 e del 1269, denuncia la vocazione paradisiaca del sito, presto virato a belvedere e giardino di delizie dai successivi dominatori, i Principi di Taranto. Il complesso degli edifici viene infatti scelto dalla regina Maria d'Enghien, moglie di Raimongello Del Balzo Orsini e madre di Giovanni Antonio, come luogo per il riposo e la cura del corpo, grazie alla possibilità di effettuare bagni nel ninfeo sottostante, senza trascurare la cura spirituale, come conferma la presenza della Cappellina della Maddalena, un minuto gioiellino completamente affrescato realizzato all'interno del piano nobile della Torre alla fine del XIV secolo, probabilmente già commissionato dai Brienne qualche decennio prima che la regina di Napoli vi si stabilisse. Nel 1419 Giovanni Antonio fa realizzare la gemella Torre del Parco, all'opposto della Torre di Belloluogo ma in ideale dialogo urbanistico con essa, fuori Porta San Biagio. Entrambe le torri con i loro annessi giardini e luoghi di delizie - le fonti scritte parlano con dovizia di particolari di ninfei, grotte, serragli, fontane, piscine, colombaie, roseti, pergolati di vite e frutteti - restano a lungo protagonisti della vita effimera e festosa dei leccesi, a partire dal Cinquecento e fino a tutto l'Ottocento. Il ninfeo si trova a poca distanza dalla Torre. Secondo la tradizione, Maria d'Enghien, attratta dal verde naturale e dal fresco assicurati dalla presenza delle acque, frequentava spesso la vicina grotta e gli altri ambienti ipogei del ninfeo: tra questi si distingue una camera quadrangolare, voltata, sulle cui pareti, scavate nella roccia, si imposta una copertura ribassata, a conci regolari e quadrangolari, scandita, nel senso della lunghezza, da una serie di archi che poggiano su eleganti capitelli a foglie d'acqua. Ad una fase successiva bisogna inoltre riferire l'utilizzo di alcuni vani in funzione produttiva, come indicano i resti del frantoio ipogeo e in particolare la presenza di una vasca per la molitura.

Notizie storico-critiche:

  • Il ninfeo sorge poco distante dalla Torre di Belloluogo voluta dalla Regina Maria d'Enghien nel 1383 come dimora di riposo.

Definizione Ambito Culturale:

  • maestranze locali
Bibliografia:
  • Paone M., Lecce. Elegia del Barocco Galatina: Congedo Editore, 1999
  • M. Fagiolo, F. Cazzato, Lecce, Lecce. Le città nella storia d'Italia, , Roma, Bari: , 1984
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • LEBIS001845

Tipologia del bene

Tipo: Non definibile

Funzione: 

  • Altro

Condizione Giuridica

Proprietà Ente pubblico territoriale

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BR-LE

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)

Motivazione: 

  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente

Criterio di perimetrazione: Si effettua la perimetrazione dell'area occupata dall'edificio.