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La cripta dei Santi Stefani rientra oggi nel Sistema Museale di Vaste e Poggiardo, rappresentando, insieme alla vicina e precedente basilica paleocristiana con necropoli, la fase medievale del popolamento dell’area. La denominazione proviene dalla triplice raffigurazione, all'interno della cripta, della figura di Santo Stefano, particolarmente venerato in età medievale. L’intitolazione al santo appare confermata da una delle numerose iscrizioni votive dipinte presso le immagini affrescate dei committenti degli affreschi, raffigurati ai piedi dei santi: è rappresentato un esponente del clero, di nome Giorgio, in ginocchio ai piedi di una Vergine con Bambino (terzo pilastro a sinistra), dove il personaggio è indicato come “servitore di Santo Stefano”. La chiesa presenta un impianto basilicale ed è divisa in tre navate da grossi pilastri quadrangolari, con orientamento est-ovest e absidi ad est. Ogni navata termina infatti in una piccola abside, mentre le navate laterali sono scandite da nicchie di forma irregolare non molto profonde. Subito a sinistra dell’ingresso interventi successivi alla costruzione, forse in corrispondenza della ridecorazione pittorica del XIV secolo, hanno portato alla chiusura dell’intercolumnio e alla conseguenza distruzione dei dipinti originari. È stato inoltre abbassato il piano di calpestio di circa 60 cm. Il sito fu sicuramente frequentato a lungo come attestano varie stagioni pittoriche che hanno rinnovato e aggiornato il programma decorativo, che ricopre tutte le pareti, le facce dei pilastri, le absidi e le nicchie, dal tardo X alla fine del XIV secolo. All'interno e immediatamente all'esterno della chiesa rupestre, sono state rinvenute alcune sepolture, a sottolineare la funzione principalmente funeraria e privata di questo tipo di strutture di culto, come indicano anche le iscrizioni funerarie e i ritratti dei donatori effigiati ai piedi delle immagini dei santi. I dipinti più antichi, di fine X-inizi XI secolo, si possono forse riconoscere nelle figure dei Santi Apostoli Andrea e Filippo, accompagnati dal loro nome in greco, entrambi con un rotulo chiuso stretto nella mano sinistra e benedicenti con la destra. La decorazione delle absidi laterali potrebbe essere collocata nel corso dell’XI secolo: a destra troviamo la raffigurazione di Cristo fra due angeli in adorazione, a sinistra le immagini di tre vescovi: San Nicola al centro, San Giovanni Crisostomo a destra e San Basilio a sinistra. A questa stessa fase si legano forse figure di santi che si trovano sui pilastri, come l’immagine di Sant'Antonio con cartiglio iscritto, e le figure nelle nicchie che si aprono nella parete destra. Anche Sant'Antonio compare altre due volte nella cripta attestando, qui come in tutto il Salento, il culto profondo per il fondatore dell'eremitismo. Nella faccia interna del pilastro destro presso l’abside troviamo una immagine del Santo Pantaleone, che regge una sorta di bisturi nella mano sinistra e nella destra una cassettina per unguenti. Altre immagini risultano molto danneggiate e di difficile interpretazione. Ad una fase di pieno XI o di prima del XII appartiene ancora la figura di un santo militare, forse San Giorgio, di cui si riconosce la corazza e la figura di San Michele Arcangelo, molto danneggiata, nella nicchia nella parete settentrionale, oltre ad altre rappresentazioni sulle facce dei pilastri e intorno all'abside centrale. Alla fine del XIV secolo ci fu sicuramente un imponente intervento che portò ad una ridecorazione quasi totale della cripta e che riconosciamo soprattutto nel dipinto absidale che rappresenta una scena di contenuto apocalittico, un unicum nel territorio, datato da una iscrizione in greco al 1379/80. Si riconoscono anche le immagini dei committenti in basso a destra, una famiglia composta da padre, madre e figlia. A questa campagna pittorica si collegano numerosi affreschi campiti sulle pareti laterali e su alcuni pilastri, come la monumentale figura di San Nicola che occupa una nicchia sulla parete meridionale, S. Stefano, S. Antonio, S. Caterina, la Vergine con Bambino; in alcuni casi troviamo i committenti, menzionati anche nelle iscrizioni votive.
Definizione Ambito Culturale:
- Dato non disponibile
- Medea A., Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi, , II, : , 1939
- Fonseca et alii, Gli insediamenti rupestri medioevali nel Basso Salento : Congedo Editore, 1979
- Falla Castelfranchi M., Mastronuzzi G. a cura di, La chiesa rupestre dei Santi Stefani, Sistema Museale di Vaste e Poggiardo. Guida, , Maglie: , 2015
Scheda
- LEBIS001383
Tipologia del bene
Tipo: Luogo di culto rupestre
Funzione:
- Sacra/religiosa/culto
- Funeraria
Condizione Giuridica
Proprietà Ente pubblico territoriale
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Tipo: Soprintendenze ambito archeologico
Ente: SABAP-LE (Archeologia)
Ruolo: Tutela
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Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio
Ente: SABAP-LE (Archite-BA-Pae)
Ruolo: Tutela e valorizzazione
Periodo:
- Alto Medioevo (VII-X secolo)
- Basso Medioevo (XI-XV secolo)
Motivazione:
- Bibliografia
- Restaurato
Criterio di perimetrazione: Si perimetra l'edificio costruito per salvaguardare la cripta.
Tipo Fruibilità: Area archeologica