Masseria Mangiato

Documentata dal 1567, la masseria subì interventi di ammodernamento sin dall’inizio del Settecento, essendo entrata a far parte delle proprietà della famiglia Blasi nel secolo precedente. Vito Antonio Blasi, agente generale del ducato di Martina, modernizzò le strutture esistenti ingrandendo i corpi di fabbrica esistenti e costruendone di nuovi. In particolare, per ingrandire la chiesa cinquecentesca intitolata a Santa Maria, vi annesse un nuovo presbiterio nel 1708. La data è incisa sull’architrave della porta d’ingresso: «DI NUOVO AMPLIATA DA TENENTE SIGNOR / VITO ANTONIO BLASI IN ANNO 1708». Insieme agli affreschi preesistenti, l’interno fu decorato con un ciclo pittorico attribuito al pittore bitontino Generoso Cavallo, già attivo in altri edifici religiosi martinesi. Il centro della volta è occupato dallo stemma dei Blasi: ermellino in campo azzurro con l’iscrizione M. M. Q. F. (Malo mori quam foedari), impresa dell’Ordine dell’Ermellino istituito da Ferdinando d’Aragona nel 1460

Bibliografia:
  • Mongiello luigi, Le masserie di Puglia. Organismi architettonici ed ambiente territoriale : Adda Editore, 1984
  • Laboratorio di Storia, Rappresentazione e Rilievo dell'Architettura dei centri urbani - Università di Lecce,

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • TABIS000449

Tipologia del bene

Tipo: Masseria

Funzione: 

  • Abitativa/residenziale

Condizione Giuridica

Proprietà privata

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BR-LE

    Ruolo: Tutela

Periodo:

  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)

Motivazione: 

  • Analisi delle strutture
  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Integro

Criterio di perimetrazione: Si perimetra l'area occupata dalla masseria secondo quanto già perimetrato in ICCD