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Il consistente deposito archeologico di Punta della Penna occupa una superficie di circa 11 ettari e raggiunge, specie nella parte sud, spessori di 8-9 metri; l'area costituisce la parte residua di una più vasta area intensamente frequentata nel corso dei millenni e parzialmente distrutta, nel corso degli ultimi due decenni soprattutto, da un'intensa speculazione edilizia che ha aggredito la fascia costiera fino a pochissimi metri dal mare, immediatamente a ridosso dell'area archeologica. Le testimonianze relative all'occupazione del sito di Punta della Penna nell'ambito dell'Età del Bronzo sono rappresentate da alcuni frammenti ceramici d'impasto, riferibili a ciotole carenate con manici a nastro verticale, caratteristiche di contesti protoappenninici. Questi elementi anche se scarsi e sporadici dimostrano come nella prima metà del II millennio a.C. anche l'abitato di Punta della Penna fosse partecipe di un significativo fenomeno di insediamento lungo la costa adriatica, con caratteristiche tali da facilitare le attività dello scambio. L'area di Punta della Penna a Torre a Mare continua ad essere occupata nel corso dell'Età del ferro, parallelamente a quanto avviene ad altri siti, posti a poca distanza, sulla costa e nell'entroterra, con una successione di impianti fino ai periodi storici. Tra le strutture evidenziate nel corso delle indagini del 1974 (biancofiore-Coppola) è da segnalare una massiccia opera di fondazione più tarda (III-IV sec. A.C.) frequentata durante l'Età del Ferro, com'è documentato dal rinvenimento di lembi di acciottolato, di un battuto di capanna e di parte di un focolare riferibili ad un abitato. Interessante è l'individuazione verso il margine Est del vespaio, di una sepoltura ad enchytrismos con l'utilizzazione di un olla a corpo quasi globulare posta all'interno di una cista litica coperta da una spessa lastra calcarea, che conteneva i resti di un bambino di circa due anni. Da un terriccio compatto biancastro che individua un ulteriore zona di battuto sono da riferire i frammenti di ceramica geometrica peuceta. Frequenti ed evidenti testimonianze dell'antica frequentazione antropica del sito è possibile coglierli lungo la scogliera, dove l'azione erosiva del mare dilava in maniera continuativa e sempre più aggressiva il terreno archeologico: in molti tratti l'azione marina permette di leggere perfettamente la stratigrafia del sito. Gli scavi degli anni '50 condotti da F. Biancofiore hanno permesso di puntualizzare le varie fasi della frequentazione antica, a partire da quella più remota, riferibile al Neolitico. I reperti meglio attestati fanno riferimento a ceramiche decorate ad impressioni.
Notizie storico-critiche:
- L'antico abitato di Punta della Penna è conosciuto già dalla fine del XVIII secolo quando venne segnalato il ritrovamento di ricchi corredi tombali (1796). E' l'archelogo barese E. Mola che segnala tali evidenze e sucessivamente l'area è indagata nel 1921. Lo studioso ipotizzò sulla base dei numerosi frammenti raccolti in superficie un esteso
Scheda
- BABIS000290
Tipologia del bene
Tipo: Villaggio
Funzione:
- Funeraria
- Abitativa/residenziale
Condizione Giuridica
Dato non disponibile
Periodo:
- Bronzo (generico)
- Età Arcaica (VII-VI sec. a.C.)
- Neolitico (generico)
Cronologia specifica:
Dal: 6500 a.C. Al: 700 a.C.
- Indeterminabile