Complesso degli Agostiniani - convento (età moderna)

Il convento degli Agostiniani, collocato alle spalle e a sinistra della chiesa del Carmine, con il fronte arretrato rispetto alla facciata della chiesa stessa, si presenta come una complessa stratificazione di elementi architettonici eterogenei. La fabbrica, che possedeva in origine due piani, presenta oggi solo il piano terra e alcuni brandelli delle costruzioni superiori. Tra queste l’elegante loggia che fa da contrappunto al ricco prospetto della chiesa, rispetto a questo arretrato fino alla parte terminale dell’edificio ecclesiastico. Nella parte superiore il prospetto è definito da una loggia è composta da otto luci; quasi completamente perdute sono le colonnine della balaustra, su cui si impostano le arcatelle a tutto sesto con colonnine dai capitelli corinzi ed una cornice. Il convento si sviluppa attorno ad un chiostro quadrato ricco di incisioni in latino e con un pozzo centrale, di cui sopravvivono solo alcune colonne e porzioni di volta a botte, che reca il simbolo della famiglia Castriota Scanderberg, l’aquila bicipite. I locali perimetrali, integri al solo piano terra, si estendono sul lato destro collegandosi al retro della chiesa. Il convento ebbe probabilmente due fasi costruttive: la prima, avvenuta poco dopo l’insediamento dell’Ordine a Melpignano nella seconda metà del XVI secolo, ed una seconda fase di ricostruzione nella prima metà del XVII. Alla prima fase viene fatta risalire la parte posta in corrispondenza del retro della Chiesa, in quanto quasi tutti gli elementi architettonici (finestre, portali, decorazioni) presentano un linguaggio e stilemi di chiara connotazione cinquecentesca. Potrebbe però trattarsi anche di un attardamento e del permanere di un linguaggio artistico e architettonico più antico, anche perché lo stesso stile, sintetico e asciutto, sembra caratterizzare anche altri parti dell’edificio quali le murature perimetrali, quasi del tutto prive di ornamenti, ad eccezione della suggestiva loggia al primo piano. I locali forse più antichi, insieme all’abside della chiesa, occupano in pianta una superficie rettangolare regolare a cui sembrano essere state addossate le restanti parti del convento, e sono costituiti da due ampie sale a pianta rettangolare, una a pianta quadrata e due altre piccole stanzette. Lo spazio rettangolare è poi diviso da un corridoio attualmente coperto con volta a botte che proseguiva, prima del crollo, anche perimetralmente al chiostro seicentesco. I due ambienti maggiori presentano entrambi copertura con volta a squadro lunettata, seppure uno dei due parzialmente sostituito da una copertura lignea piana. La sala a pianta quadrata, con un sistema di pilastri e ampie arcate perimetrali, potrebbe essere stata in precedenza un chiostro, chiusa da un successivo intervento, come potrebbe dimostrare l’incisione, su uno dei conci di tamponamento delle arcate, della data del 19 maggio 1610. Nel 1650 il monastero era terminato, come è confermato da un documento conservato nell’Archivio Generale dell’ordine. Il documento dice che la struttura aveva un chiostro con colonne, al centro del quale era collocata una fontana, ed un’altra mezza ala porticata dove erano la sagrestia e la foresteria con un giardino di agrumi contiguo. Vi erano inoltre un refettorio, una cucina, una cantina con giardino di frutti, tre camere fuori dalla clausura e un dormitorio composto da sedici camere. Il convento fu soppresso nel 1809 e consegnato al demanio. Versava in pessime condizioni. Restò di proprietà dello Stato fino al 1879, anno in cui fu acquistato dal Comune di Melpignano con l’intento di trasformarlo in ricovero per indigenti, cosa mai realizzata per gli alti costi del restauro. Il mancato intervento portò al crollo del chiostro, di quasi tutto il primo piano e di alcuni altri locali. Solo negli anni Ottanta del Novecento l’amministrazione ha condotto un intervento di restauro degli ambienti e di conservazione dei ruderi.

Notizie storico-critiche:

  • Il convento venne costruito nella seconda metà del XVI secolo, al momento dell'insediamento dell'ordine degli Agostiniani.
  • Nel XVII secolo la struttura venne ristrutturata e ampliata.
  • Il convento fu soppresso nel 1809 e consegnato al Demanio. Restò di proprietà dello Stato fino al 1879, anno in cui fu acquistato dal Comune di Melpignano con l’intento di trasformarlo in ricovero per indigenti, cosa mai realizzata per gli alti costi del restauro.

Definizione Ambito Culturale:

  • Dato non disponibile
Bibliografia:
  • Cazzato M., Melpignano indagine su un centro minore : Congedo Editore, 1986
  • Cazzato M., Lecce e il Salento 1, Atlante del Barocco in Italia, , Roma: De Luca Editori d'Arte, 2015

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • LEBIU002136

Tipologia del bene

Tipo: Convento

Funzione: 

  • Abitativa/residenziale

Condizione Giuridica

Proprietà Ente pubblico territoriale

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: SABAP-LE (Archite-BA-Pae)

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)

Motivazione: 

  • Analisi delle strutture
  • Bibliografia

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Si perimetra l'area occupata dalla struttura.

Tipo Fruibilità: Aperto al pubblico