Frantoio ipogeo

Il frantoio è scavato nel banco tufaceo locale, caratteristica che accomuna buona parte dei frantoi ipogei del Salento fino al XVIII secolo. Tali strutture costituiscono un pregevole esempio di architettura bioclimatica, infatti utilizzando al meglio le risorse naturali disponibili, sfruttavano il calore accumulato dalla roccia nella stagione estiva per immagazzinarlo e riutilizzarlo nei periodi più freddi dell'anno. Oltre al risparmio energetico conseguito, era quindi possibile contenere le escursioni termiche stagionali, con notevoli vantaggi per la fluidità dei liquidi derivanti dalla spremitura. Il vano centrale, con volta a cupola interamente ricavata nel banco tufaceo, ospita la mola e le strutture destinate alla macinazione e alla spremitura. Attorno ad esso si articolano altri spazi (sciave) entro cui venivano depositate le olive in attesa della molitura e vani di servizio (cucina etc.).

Notizie storico-critiche:

  • La data di realizzazione del frantoio si può far risalire al XVIII secolo.

Definizione Ambito Culturale:

  • maestranze salentine
Bibliografia:
  • Monte A., Monte A. a cura di, Frantoi ipogei del Salento, Frantoi ipogei del Salento, , 1995: , 1995
  • Cassiano A., Sanarica, Sanarica, , Galatina: Congedo Editore, 2001
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • LEBIU001808

Tipologia del bene

Tipo: Frantoio ipogeo

Funzione: 

  • Produttiva/lavorazione/artigianale

Condizione Giuridica

Proprietà privata

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BR-LE

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)

Motivazione: 

  • Analisi delle strutture

Cronologia specifica:

Dal: XVIII Al: XX

Stato di conservazione
  • Conservato parzialmente