Complesso della chiesa e del monastero delle Clarisse - chiesa

La chiesa di Santa Chiara, appartenente alla Congrega di San Giovanni, si configura come chiesa conventuale: fu edificata, infatti, per conto delle religiose dell'ordine delle Clarisse nel XVIII secolo, per le esigenze di culto del loro convento. Realizzata su progetto dell'architetto Vincenzo Ruffo, i lavori cominciarono nel 1723 e furono completati nel 1778. L’architettura della chiesa è di stile classico. La facciata, tripartita nell’ordine inferiore da semicolonne ornate di capitelli ionici, su cui posa pesante e severo l’epistilio, presenta un aspetto maestoso e solenne. Il portale con stipiti cordonati è sormontato da un archivolto. Negli scomparti laterali si aprono due grandi nicchie vuote semicircolari con catino, contornate da cornici a diversi ordini. Nel fregio della trabeazione, sormontata da timpano triangolare a forte aggetto, è incisa a caratteri capitali l’iscrizione dedicatoria. Il frontone è abbellito da una finestra circolare articolata entro un triplice ordine di cornici, con sovrarco ornato da elegante festone. Il prospetto è concluso da larga cornice lineare. Ad entrambe le fiancate è addossata la costruzione dell’ex convento delle Clarisse, che ha due ingressi, con portali sormontati da timpano cuspidale. La pianta è ad una navata (mt 23,20x9,90) e risulta particolarmente armonica per le slanciate colonne corinzie, la ricca trabeazione, le scanalate colonnine ioniche e l’imponente volta. All’ingresso quattro colonne ioniche su basi a doppio toro sorreggono la piattaforma della cantoria, formando una specie di pronao interno con volta a botte. La cantoria è coperta da grande rosta a graticcio dorato e curvata a pancia. Le pareti della navata sono divise in tre scomparti da paraste e semiparaste addossate, con capitelli corinzi. Sul cornicione si affacciano coretti chiusi da grate dorate e bombate, fiancheggiate da piccole piatte paraste con sottostanti riquadri abbelliti da festone ad altorilievo. Sulle lesene ricorre una ricca trabeazione con aggettante cornicione ornato da mensole e rosette e da sottostante dentellatura. La volta è a botte lunettata nei cui vani si aprono finestre rettangolari centinate.

Notizie storico-critiche:

  • La chiesa fu consacrata da monsignor Alessandro Calefati, vescovo di Oria il 22 giugno 1778.
  • Le religiose dell'ordine delle Clarisse affidarono all'architetto Ruffo la progettazione e la direzione dei lavori della nuova chiesa.
Bibliografia:
  • Uva N., Saggio storico su Mola di Bari, ,1964
  • Mancini A., Mola di Bari e le sue Chiese, ,1975
  • Milano N., Le chiese della diocesi di Bari. Note storiche e artistiche, Volume unico, , Bari: Levante Editore, 1982
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Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • BABIU000997

Tipologia del bene

Tipo: Chiesa

Funzione: 

  • Sacra/religiosa/culto

Condizione Giuridica

Proprietà Ente religioso cattolico

Ente competente
  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)

Motivazione: 

  • Bibliografia

Cronologia specifica:

Dal: XVIII secolo Al: XXI secolo

Datazione Assoluta: 

- 1723

Stato di conservazione
  • Integro
  • Restaurato

Criterio di perimetrazione: Perimetrazione dell'ingombro delle strutture.

Tipo Fruibilità: Edificio di culto