(FG) Banda-Complesso Bandistico Città di Ascoli Satriano

Il Complesso Bandistico Città di Ascoli Satriano rappresenta una delle più autentiche espressioni della tradizione bandistica pugliese, profondamente radicata nel tessuto sociale e culturale locale. Composto da fiati e percussioni, il complesso svolge un ruolo centrale nelle celebrazioni religiose, civili e folkloristiche del territorio, offrendo un repertorio variegato che spazia dalla musica popolare a quella colta. La banda si configura come un’importante scuola di vita e cittadinanza e trasmette valori di disciplina, cooperazione e inclusione tra generazioni diverse di musicisti, professionisti e dilettanti. Nata nella seconda metà dell’Ottocento, la banda ha accompagnato l’evoluzione storica e sociale di Ascoli Satriano, divenendo simbolo di memoria e identità collettiva. L’attività educativa, svolta attraverso la scuola musicale comunale, assicura il costante ricambio generazionale e la salvaguardia della tradizione. Le numerose iniziative promosse dall’associazione “Arte, Cultura e Musica A. Sarni”, insieme al sostegno dell’amministrazione comunale, hanno favorito la ricerca e la documentazione storica, la formazione musicale e la valorizzazione del patrimonio bandistico. La banda di Ascoli Satriano si conferma così un elemento del patrimonio culturale immateriale vivo e vitale, fondante l’identità locale, che continua a rafforzare il senso di comunità e partecipazione attraverso la musica e la cultura.

Il Complesso Bandistico Città di Ascoli Satriano rappresenta una delle più autentiche espressioni della tradizione bandistica pugliese, radicata profondamente nel tessuto sociale e culturale del territorio. Questo complesso strumentale, composto da fiati e percussioni, nasce come formazione popolare e itinerante, con la missione di accompagnare momenti solenni della vita collettiva, come processioni religiose, feste patronali, ricorrenze civili e concerti pubblici. La Banda non si limita all’esecuzione di marce e brani religiosi: il suo repertorio spazia dall’opera lirica alla musica sinfonica, offrendo al pubblico, locale e non solo, l’accesso a una forma di spettacolo che, storicamente, ha rappresentato l’unico contatto diretto con la grande musica colta per le comunità rurali del Sud Italia. La pratica bandistica coinvolge musicisti di età e formazione diverse. Accanto a professionisti diplomati nei conservatori, operano numerosi dilettanti di talento, molti dei quali formati grazie a percorsi musicali a carattere bandistico attivati dall'associazione stessa, in collaborazione con il Comune. È proprio questa trasmissione diretta di competenze e valori tra generazioni a rendere la banda una vera scuola di vita e di cittadinanza. I giovani apprendisti imparano non solo a suonare uno strumento ma anche a far parte di un organismo collettivo in cui disciplina, rispetto e cooperazione sono elementi fondamentali. La banda di Ascoli Satriano affonda le sue radici nella seconda metà dell’Ottocento, periodo in cui molte comunità pugliesi istituirono complessi bandistici come segno di emancipazione culturale e orgoglio civico. Nel corso dei decenni, la banda ha accompagnato l’evoluzione della società locale, mantenendo un ruolo centrale nei riti collettivi e diventando un simbolo della memoria storica del paese. La sua presenza costante nelle manifestazioni pubbliche ha reso la banda non solo presidio musicale ma anche identitario. I valori sociali e culturali che la banda incarna sono molteplici: inclusione, partecipazione, trasmissione del sapere, educazione civica. In un’epoca in cui il senso di comunità rischia di dissolversi, la banda rappresenta un luogo in cui le persone si ritrovano, collaborano e si riconoscono in una tradizione condivisa. Il suono della banda, che attraversa le strade del paese durante le feste o accompagna i momenti di raccoglimento collettivo, è parte integrante dell’identità di Ascoli Satriano. Essa è, a tutti gli effetti, un elemento del patrimonio culturale immateriale da tutelare, valorizzare e tramandare alle future generazioni.

Notizie Storiche

La nascita della banda di Ascoli Satriano non è documentata con precisione, ma numerosi atti comunali testimoniano il fondamentale impegno e i sacrifici economici di alcune figure di spicco quali Carlo Capozzi, Michele Visciola e Michele Roselli, che contribuirono alla costituzione della banda e all’istituzione di una scuola musicale. La banda, nel corso della sua storia, ha vissuto fasi alterne di attività intensa e di crisi, riflettendo le difficoltà organizzative e disciplinari proprie di molte realtà musicali dell’epoca. L’istituzione ufficiale della banda ad Ascoli Satriano coincide con l’arrivo del Maestro Prof. Ludovico Cesi da Benevento e viene formalmente riconosciuta con la deliberazione del Consiglio comunale del 25 novembre 1861. Tale deliberazione aggregò la banda al Corpo della Guardia Nazionale, stabilendo uno stipendio mensile per il maestro e inserendo le spese relative alla banda tra le opere pubbliche sotto la vigilanza del Municipio e dei suoi istitutori. Nel periodo compreso tra il 1863 e il 1870, la banda affrontò significative difficoltà, caratterizzate da mancanza di disciplina e disorganizzazione, al punto che il Consiglio comunale, nel 1870, istituì una commissione per la banda musicale e nominò nuovi direttori per affiancare quelli storici, al fine di ristabilire ordine e dedizione. Nonostante tali interventi, persistettero problemi di disciplina che portarono a scioperi prolungati dei musicisti e a un dibattito, tenutosi il 19 giugno 1873, circa la possibile soppressione della banda stessa. Il consigliere Capozzi, tra i fondatori, si fece portavoce di un ultimo tentativo di salvataggio mediante una gratificazione annuale ai bandisti; tale proposta venne approvata e la banda continuò la sua attività sotto una nuova commissione direttiva. Tuttavia, le difficoltà proseguirono negli anni successivi: nel 1877, ad esempio, un bandista richiese un compenso per la copiatura degli spartiti e un sostegno economico per gli studi musicali mentre nel 1878 la Giunta municipale prospettò il licenziamento del Maestro Cesi e lo scioglimento della banda, ipotesi poi revocata dal Consiglio comunale. In seguito, il Maestro Vincenzo Gallo subentrò a Cesi, ma anche il suo mandato fu caratterizzato da incompatibilità con i musicisti, culminando nello scioglimento della banda nel 1883 e nella decisione di ricostituirla con elementi più disciplinati. Il Capo musica Beniamino Sinagra si adoperò nel frattempo per mantenere l’attività didattica e la direzione della banda, ricevendo nel 1884 un’indennità straordinaria per il lavoro svolto. Sempre nel 1884, i vecchi componenti chiesero la ricostituzione della banda, con il ritorno del Maestro Cesi che rimase in carica fino alla sua morte, avvenuta nel 1886. Nel 1887 il Consiglio Comunale deliberò l’indizione di un concorso pubblico per la nomina del nuovo maestro della banda, prevedendo anche la valutazione dei titoli posseduti dai candidati da parte di una commissione tecnica. A seguito della selezione, venne nominato Pasquale Arzone, che diresse la banda dal 1889 al 1894. Nel 1895, a causa di difficoltà economiche, il Comune si impegnò a garantire lo stipendio al Maestro, ma la situazione finanziaria precaria portò alla soppressione della banda a partire dal 1° gennaio 1896. Dalle discussioni relative alla deliberazione del 1895 emerge un acceso dibattito tra i consiglieri comunali: alcuni sottolinearono l’importanza storica e culturale della banda e il ruolo educativo per i giovani musicisti; altri evidenziarono le numerose difficoltà e delusioni che avevano caratterizzato la sua storia. Tuttavia, fu unanimemente riconosciuto il merito del Maestro Ludovico Cesi per la preparazione tecnica dei musicisti. La banda di Ascoli Satriano ha rappresentato per diversi decenni un importante presidio culturale e sociale, attraversando fasi di grande fervore, alternatesi a periodi di crisi e inattività. Dopo una lunga sospensione, nel 1968 tornò all’attenzione dell’amministrazione comunale la proposta di riattivare la scuola musicale con finalità bandistiche. L’anno successivo, nel 1969, fu conferito l’incarico al Maestro Antonio Sarni, con un compenso forfettario mensile di 40.000 lire, per la direzione della scuola. L’iniziativa registrò un significativo successo, con oltre settanta allievi iscritti. Nel 1997, la responsabilità della scuola musicale con indirizzo bandistico fu affidata, mediante apposita convenzione, al professore Michele Perrino, il cui incarico venne rinnovato con continuità fino al 2006. Sotto la sua guida, l’attività didattica conobbe un ulteriore sviluppo, contribuendo alla formazione di numerosi giovani musicisti e al consolidamento del ruolo educativo della banda all’interno del tessuto sociale e culturale di Ascoli Satriano.
Bibliografia:
  • Gallo Cosimo e Melillo Donato, "Storia della Banda Musicale Città di Ascoli Satriano"
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Scheda

  • Codice Modulo MEPI00000032
  • Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013

  • Periodo temporale Dal 2024/11/29 al 2025/10/27
  • Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell' Associazione Arte Cultura e Musica A. Sarni A.P.S., di Ascoli Satriano (FG).
  • Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si

  • Comunità, gruppo/i individui interessati Banda composta da 37strumentisti in divisa, di cui 6 percussioni e 31 fiati. Nel 2025, 6 musicisti sono diplomati in conservatori pugliesi e 11 sono iscritti in conservatori pugliesi. Sono presenti 10 componenti femminili e 27 maschili. 18 musicisti hanno meno di 35 anni.
  • Localizzazione Il complesso bandistico effettua la propria attività sul territorio regionale.
  • Modalità di trasmissione La banda di Ascoli Satriano rappresenta un elemento vivo e vitale del patrimonio culturale locale. Nonostante le trasformazioni sociali e culturali che hanno interessato il territorio negli ultimi decenni, l’attività della banda continua grazie all’impegno dei suoi musicisti. Il cuore pulsante di questa vitalità è costituito dalla scuola musicale comunale, che forma costantemente nuovi musicisti, garantendo così un ricambio generazionale fondamentale per la sopravvivenza della tradizione. Il ruolo della banda si manifesta concretamente durante le festività religiose, le celebrazioni civili e gli eventi pubblici, in cui la sua presenza diventa momento collettivo di memoria e coesione. La partecipazione attiva della cittadinanza, l’interesse delle nuove generazioni e il legame affettivo che lega il paese alla sua banda dimostrano quanto quest’elemento culturale sia ancora radicato nel territorio. La trasmissione del valore culturale della banda avviene anche attraverso un’attenta attività di archiviazione di documenti storici e spartiti musicali, fondamentali per preservarne la memoria.

  • Misure di salvaguardia L’associazione (Arte, Cultura e Musica “A. Sarni”) dedicata alla figura del Maestro Antonio Sarni, che ha diretto per 50 anni la banda, ha promosso nel tempo numerose iniziative volte alla salvaguardia e valorizzazione di questo importante elemento del patrimonio culturale immateriale. Tra le attività passate e attuali si annoverano: - documentazione storica della banda, attraverso la raccolta di fotografie, spartiti, testimonianze orali e materiale d’archivio, con l’obiettivo di preservarne la memoria storica e musicale; - ricerca e pubblicazioni, anche in collaborazione con studiosi locali e istituzioni culturali, per approfondire il ruolo della banda nella storia sociale e religiosa della città; - attività di educazione musicale formale e informale, rivolte ai giovani del territorio, con corsi di strumenti a fiato e percussioni organizzati direttamente dalla banda stessa, al fine di garantire il ricambio generazionale e la trasmissione dei saperi musicali; - partecipazione a eventi religiosi, civili e folkloristici, non solo locali ma anche a livello regionale e nazionale, mantenendo vivo il repertorio tradizionale e favorendo il ravvivamento di pratiche musicali condivise; - organizzazione di concerti e rassegne bandistiche, che rappresentano occasioni di promozione culturale e di scambio con altre realtà musicali; - progetti intergenerazionali e inclusivi, che coinvolgono giovani e anziani, rafforzando il senso di appartenenza e continuità della comunità nei confronti della banda. Il Comune ha, inoltre, sostenuto in diverse occasioni la banda con contributi e spazi per le prove, riconoscendone il valore sociale e culturale. Tutte queste azioni hanno garantito non solo la conservazione del patrimonio musicale, ma anche la sua continua rigenerazione, rendendo la banda un simbolo vivo e attuale dell’identità di Ascoli Satriano.
  • Aspetti di rischio per la salvaguardia La memoria storica legata alla banda è a rischio se non si interviene con azioni di salvaguardia attiva. L’importante lavoro di documentazione storica, svolto da figure come Cosimo Gallo, ad esempio, rappresenta una base su cui costruire una narrazione condivisa ma necessita di essere sistematizzato, valorizzato e diffuso, anche attraverso strumenti digitali e progettualità culturali mirate. I punti di forza principali della banda sono la sua tradizione consolidata, la presenza di giovani motivati e l’esistenza di una struttura formativa. Le debolezze, invece, riguardano la precarietà economica e la necessità di rafforzare ulteriormente l’organico e la rete di supporto. Le opportunità future includono la possibilità di accedere a fondi regionali, nazionali ed europei, nonché di collaborare con altre realtà culturali e musicali del territorio. Le minacce principali, infine, restano il disinteresse giovanile e la perdita progressiva della memoria storica.