(BR) Banda-Banda/Ensemble Teodoro e Vito Bagnulo

L’Istituzione Musicale di Carovigno nasce nel 1740 con la formazione del Gran Concerto Bandistico “Città di Carovigno”, complesso fra i più prestigiosi d’Italia. Alla fine del XVIII secolo, per volontà del Maestro Bagnulo, venne fondata la scuola musicale che ne avrebbe raccolto l’eredità e promosso la formazione dei giovani musicisti. Divenuta comunale nel 1914, l’Istituzione continua ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento e un centro di eccellenza per la formazione musicale. Rinata negli anni ’90, l’Istituzione opera oggi attraverso la Scuola di Musica e l’Istituto concertistico "De-Armonika", in convenzione con il Conservatorio “Tito Schipa”, offrendo corsi pre-accademici e percorsi formativi legati agli strumenti bandistici. Promuove attivamente la cultura musicale attraverso festival e rassegne, tra cui “Carbina Musica”, giunta alla XXVIII edizione, ospitata nel Castello Dentice di Frasso. L’Istituzione collabora stabilmente con il Comune, la Pro Loco e altre realtà locali, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio musicale e culturale del territorio.

L’origine dell'Istituto concertistico scuola di musica De Armonika di Carovigno risale alla fine del XVIII secolo, per volontà del Maestro Bagnulo. Divenuta comunale nel 1914, essa ha rappresentato un polo formativo di eccellenza, contribuendo alla crescita artistica di numerosi musicisti di rilievo nazionale e internazionale. Dall’Istituto è nato il primo complesso bandistico cittadino, tra i più prestigiosi in Italia, diretto nel tempo da figure eminenti come F. Patanè, G. Piantoni, Reino, Centofanti e altri ancora. Rinato agli inizi degli anni ’90, l’Istituto è oggi riconosciuto come un punto di riferimento culturale e didattico a livello provinciale. L’organizzazione delle attività musicali si è articolata sin da subito lungo due direttrici complementari: la riapertura della storica scuola di musica; l’avvio di rassegne e festival concertistici, con l’obiettivo di promuovere la cultura musicale bandistica. Oggi, il complesso strumentale della Banda è composto da 36 elementi, suddivisi in due grandi famiglie strumentali: fiati e percussioni. La famiglia dei fiati è strutturata in due sezioni: legni ed ottoni. L'ensemble della sezione legni è formata da 3 flauti, 10 clarinetti e 6 sassofoni, mentre nella sezione ottoni sono inseriti 3 trombe, 1 flicorno soprano, 1 flicorno tenore, 2 tromboni, 2 corni e 1 bassotuba. La famiglia delle percussioni è composta da una coppia di timpani, cassa, piatti, tamburo, batteria e glockenspiel.

Notizie Storiche

Carovigno ha una lunga e prestigiosa tradizione legata alle bande che risale al 1740, quando i fratelli Castorini organizzarono un complesso bandistico. Dalla testimonianza di Alessandro Zaccaria sappiamo che a partire dal 1868, il Maestro Teodoro Bagnulo, ottimo suonatore di clarinetto, formatosi alla Scuola Musicale di Napoli sotto la guida dei professori Gatti e Dell'Orefice, aveva creato una Scuola di Musica con numerosi allievi, tra i quali il figlio Vito, grazie alla disponibilità del nobile carovignese don Raffaele Azzariti. IL MAESTRO VITO BAGNULO. A partire dal 1904, l'attività del Maestro Teodoro fu continuata dal figlio. Nel 1913, il Comune, grazie all'intervento dell'arciprete Giosuè Lanzilotti, finanziò la Scuola Musicale e ne affidò la direzione, per un quinquennio, a Vito Bagnulo. Il 29 ottobre dello stesso anno, fu approvato un regolamento, composto da 10 articoli, che disciplinava i periodi e i modi d'insegnamento. La Scuola Musicale era così pronta ad operare quando, nel 1915, il Maestro venne chiamato alle armi ed assegnato al 149° Battaglione della Milizia Territoriale; si trasferì a Brindisi, dove organizzò la Banda del Presidio. Alla fine del 1918, ritornato a Carovigno, il Maestro Vito Bagnulo non poté più usufruire, a causa della sua assenza, della somma di £. 400, precedentemente stanziata per la Scuola. Dopo un periodo di inattività, il concerto bandistico si riformò. A tale proposito, il sig. Alessandro Zaccaria ricorda che un gruppo di suonatori, con un concerto in piazza, eseguì musiche di Verdi e di Puccini. Il successo dell'iniziativa e l' entusiasmo dimostrato dalla cittadinanza fu tale che la Banda riprese la sua attività, riscuotendo grande successo a Bari, con un concerto in piazza Mercantile e in piazza della Prefettura, a Lecce e in altri centri pugliesi. Sulla scia di tale entusiasmo, nel 1927, la Banda si diede un proprio regolamento interno. Il maestro Vito Bagnulo si è occupato con passione della Banda di Carovigno fino al 1959, e sino alla fine è stato sempre prodigo di consigli e suggerimenti a chi volesse avvicinarsi alla musica. Egli ha lasciato numerose e preziose trascrizioni di opere con partiture di grande valore. IL MAESTRO ORESTE STEFANELLI. Nacque il 7 febbraio 1896 e, a 12 anni, cominciò a studiare con vera passione la musica, prima sotto la guida del padre, celebre suonatore di bombardino e bravo maestro di banda, poi seguendo le lezioni del Maestro Armando Mercuri e, infine, studiando in modo autonomo. A 14 anni, fu premiato con la medaglia d'argento per una composizione inviata ad un concorso musicale a Perugia e, a 17 anni, assunse la direzione del Concerto Musicale di Vernole. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, fondò e diresse la Banda di Grottaminarda (Avellino) e poi quella di Mirabella Eclano. Nel 1925, fondò il Gran Concerto Musicale di Martano. Fu a Carovigno dal 1928 al 1930. Nel 1935 partì per l'Africa orientale. L'11 gennaio del 1941, per una malattia contratta durante il servizio militare, concluse la sua breve ma feconda esistenza. Nel 1934, la Banda riprese la sua attività ad opera del Federale della Provincia di Brindisi, che volle organizzare la Fanfara G.I.L. a Carovigno. Nel 1942, la Fanfara venne incorporata nella Banda Comunale. Finita la guerra, pian piano crebbe la voglia e l'orgoglio di avere una propria Banda, che si ricompose sotto la guida del maestro Vito Bagnulo. Ma poi, forse a causa dell'età, gli subentrò il maestro Giuseppe Piantoni, di origine bolognese, che già dirigeva il Concerto di Conversano. IL MAESTRO GIUSEPPE PIANTONI. Piantoni si presentò a Carovigno il giorno dopo aver ricevuto l'invito e assistette all'esibizione della Banda ad Ostuni. Resosi conto del valore di tutti i componenti, diede il suo assenso. I concittadini Vito Perrino e Antonio Tamborrino diedero la loro disponibilità economica. Il giorno dopo cominciò le prove, e fu così che il secondo concerto bandistico di Carovigno riprese alla grande e coinvolse i paesi limitrofi, perché era un grande onore poter ascoltare le esecuzioni della Banda di Carovigno nelle feste patronali. Piantoni rimase a Carovigno per due anni, dal 1944 al 1946. IL MAESTRO FILIPPO ALBERGHI. Il maestro Filippo Alberghi nacque a Nocera Inferiore l'8 agosto 1894 e morì a Salerno il 14 aprile 1964. Da piccolo visse a Capri, dove il padre Attilio, maestro di musica, dirigeva la banda locale. Il lavoro lo portò in diverse parti d'Italia. Fu a Merano nel 1918 con la banda reggimentale. Diresse diversi complessi bandistici, soprattutto al Sud. Si diplomò brillantemente al Conservatorio di Bologna. Fu a Carovigno nel 1947. IL MAESTRO FRANCO PATANÈ. Il Maestro Patanè fu contattato direttamente dal sig. Zaccaria che, dopo aver ascoltato alla radio opere da lui dirette come direttore del San Carlo di Napoli, ebbe "l'idea pazza" di contattarlo. Così come aveva fatto col maestro Piantoni, scrisse una lettera a Patanè e, contemporaneamente, al maestro Oliviero De Fabritiis, direttore del Teatro dell'Opera di Roma. Quest'ultimo rispose gentilmente che non poteva accettare a causa di precedenti impegni, ringraziando del cortese invito e augurando grande successo al Concerto di Carovigno. Il sig. Zaccaria, malgrado lo scetticismo di tutti, decise di contattare personalmente Patanè, sperando di convincerlo. Il Maestro, conoscendo di fama la Banda di Carovigno, accettò. Per il suo arrivo fu organizzato un grande ricevimento e il Maestro fu accolto alla stazione ferroviaria dal sindaco Raffaele Gioffredi, dal cav. Del Prete, dall'avv. Russo, da Antonio Tamborrino e da Vito Perrino. Arrivato al Comune, il maestro fu presentato al pubblico e l'accoglienza fu tale che Patanè si emozionò. Rimase a Carovigno due anni (il 1948 e il 1949), poi continuò la sua attività a livello internazionale.
Bibliografia:
  • Filomena Enzo, La Banda Musicale di Carovigno ed i Protagonisti della sua Storia i Maestri Teodoro e Figlio Vito Bagnulo, edizioni Giuseppe Bagnulo.
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Scheda

  • Codice Modulo MEPI00000021
  • Istituzione referente Regione Puglia - Legge regionale 17/2013

  • Periodo temporale Dal 2024/11/29 al 2025/08/09
  • Partecipazione e consenso della comunità Istanza di candidatura per l'iscrizione nell'inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, presentata dal Legale Rappresentante dell' Istituto Concertistico Scuola di Musica De Armonika, di Carovigno (BR).
  • Consenso della comunità all'aggiornamento dell'inventario Si

  • Comunità, gruppo/i individui interessati Banda composta da 36 strumentisti in divisa, di cui 8 percussioni e 28 fiati. Nel 2025, 14 musicisti sono diplomati in conservatori pugliesi e 20 sono iscritti in conservatori pugliesi. Sono presenti 5 componenti femminili e 31 maschili. 27 musicisti hanno meno di 35 anni.
  • Localizzazione Il complesso bandistico effettua la propria attività sul territorio regionale.
  • Modalità di trasmissione Il complesso bandistico si impegna a preservare e valorizzare la tradizione bandistica non solo organizzando concerti e manifestazioni ma promuovendo al contempo la formazione musicale attraverso la scuola di musica, che si caratterizza per l’eccellenza della propria offerta formativa, riconosciuta a livello regionale. In convenzione con il Conservatorio, promuove progetti didattici innovativi, orientati alla preparazione professionale e all’avvio ai percorsi pre-accademici, con una attenzione particolare allo studio degli strumenti legati alla tradizione bandistica. Nell'anno accademico 2024-2025, l’istituto ha ampliato la propria proposta formativa con l’attivazione di nuovi corsi pre-accademici, finalizzati al rafforzamento della preparazione musicale in ambito bandistico. Una iniziativa che si inserisce nel solco della secolare tradizione musicale di Carovigno, che nei secoli XIX e XX ha dato vita a una delle realtà filarmoniche più significative del panorama nazionale. Parallelamente all’attività didattica, l'istituto si impegna attivamente nella diffusione della cultura musicale attraverso l’organizzazione di rassegne e festival, che hanno visto la partecipazione di artisti di fama nazionale e internazionale quali Katia Ricciarelli, Uto Ughi, Alfredo Arcobelli, Luigi Saponaro, Giuseppe Giannotti, Alirio Diaz. Tali iniziative, tra cui si segnala la Rassegna Festival "Carbina Musica" – Lezioni Concerto (XXVII edizione), hanno ricevuto il sostegno della Regione Puglia e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche (Dipartimento dello Spettacolo), fino al 2015.

  • Misure di salvaguardia L’Istituto Concertistico De Armonika si impegna attivamente nella promozione e nella tutela della tradizione bandistica, attraverso la costruzione di una solida rete territoriale con enti locali, conservatori, scuole e associazioni, tra cui le Pro Loco, con cui sono stati già sottoscritti protocolli d’intesa e accordi di collaborazione. L' Istituto ha in atto un rapporto di partenariato con il Comune di Carovigno, formalizzato mediante una convenzione che riconosce l’alto valore artistico degli eventi organizzati o ospitati dall’ente. Tale convenzione si è concretizzata nella concessione degli spazi destinati all’attività artistica e culturale, nonché in un supporto economico da parte dell’amministrazione comunale. Un ulteriore asse di collaborazione è rappresentato dalla sinergia con la Pro Loco, volta a rafforzare l’aspetto turistico e promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, musicale e ambientale del territorio, con un’attenzione particolare alla valorizzazione dell’identità locale. Di fondamentale importanza è anche la convenzione con il Conservatorio di musica "Tito Schipa" di Lecce. sezione staccata di Ceglie Messapica, che ha dato vita a un proficuo scambio artistico e di supporto alla formazione musicale. La rassegna musicale “Carbina Musica”, sostenuta dalla Regione Puglia e dal Ministero della Cultura (già MIBACT - Dipartimento dello Spettacolo, ex FUS), è giunta nel 2025 alla XXVIII edizione e rappresenta una delle iniziative più significative dell’Istituto. La manifestazione ha luogo nella suggestiva cornice del Castello Dentice di Frasso, prestigioso monumento storico-artistico che da circa vent’anni ospita le attività della Fondazione musicale. Il Castello, messo a disposizione dal Comune di Carovigno, si configura come una location ideale, in grado di coniugare la promozione della musica di tradizione bandistica con il turismo culturale. Questo equilibrio tra contenitore culturale e qualità artistica rende possibile un'offerta in coerenza con la missione della Fondazione: diffondere e valorizzare la musica attraverso la fruizione consapevole del patrimonio storico - artistico, monumentale. Il territorio di Carovigno vanta una tradizione musicale antichissima, risalente alla prima metà del XVIII secolo, e ha visto tra i protagonisti figure di rilievo come Leonardo Leo, e l’affermarsi di ensemble bandistici tra i più noti a livello nazionale. In questo contesto si inserisce il Gran Concerto Bandistico “Città di Carovigno”, fondato nel 1740, riconosciuto come uno dei più antichi d’Italia. Tale complesso ha avuto come direttori , personalità di alto valore artistico, tra cui i Maestri Giuseppe Piantoni, Franco Patanè, Michele Lufrano e Nicola Centofanti. Il prestigio della tradizione musicale locale è stato riconosciuto anche dal Ministero della Cultura – Dipartimento dello Spettacolo, che ha sostenuto in passato specifici percorsi formativi nel settore musicale, confermando la valenza educativa e culturale delle attività promosse dalla Fondazione.
  • Aspetti di rischio per la salvaguardia La disponibilità di una sede e il sostegno economico offerti delle istituzioni assicurano la stabilità e la prosecuzione nel tempo delle attività dell'associazione bandistica. L'eventuale indebolimento di questi capisaldi potrebbe pregiudicare la continuità della realtà bandistica.