Barletta

Barletta è il capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani ed è ubicato, sulla costa del basso Adriatico, 62 km circa a nord-ovest di Bari. La più antica attestazione di un insediamento nell'area attualmente occupata da Barletta risale alla Tabula Peutingeriana (IV d.C.), in cui compare col nome di Bardulos, lungo la via Litoranea. Tuttavia i ritrovamenti archeologici attestano l'esistenza di un centro attivo tra IV e III a.C. caratterizzato da una struttura insediativa mista di abitato e di necropoli, queste ultime attestate soprattutto lungo l'asse viario di collegamento con Canusium, nella zona compresa tra le attuali piazze Principe Umberto e dei Caduti e nella zona corrispondente al nucleo medievale della città. L'assenza di rinvenimenti archeologici relativi al periodo tardo-repubblicano e primo-imperiale ha fatto ipotizzare un drastico abbandono dell'insediamento o un suo significativo ridimensionamento in questo periodo. In età tardoantica, come attesta la Tabula Peutingeriana, fu, probabilmente, vicus con funzione di approdo portuale di Canosa, capoluogo della provincia. Una chiesa a tre navate con ricca pavimentazione musiva, attribuita all'attività edilizia del vescovo canosino Sabino (514-566?) grazie alla presenza di mattoni bollati recanti il suo monogramma, è stata rinvenuta al di sotto del piano dell'attuale cattedrale. Una serie di sepolture a fossa tagliate nel piano pavimentale della chiesa testimonia la continuità d'uso dell'edificio fino almeno all'VIII secolo d.C. Nell'XI secolo la città Barletta rivestì un ruolo strategico di mediazione tra le aree interne e la costa e fu roccaforte dei Normanni. Tra la fine del X e l'XI secolo si data un nuovo edificio, a tre navate individuate da file di pilastri e dotato di una pavimentazione a tasselli lapidei e laterizi con decorazione a stampo, che si sovrappose alla chiesa sabiniana e che fu poi sostituito dalla cattedrale romanica nel XII secolo. Una riorganizzazione del centro urbano per iniziativa di Pietro, conte di Trani, comportò lo sviluppo di un nucleo fortificato intorno alla chiesa matrice di s. Maria Maggiore, attraversato da una serie di strade con andamento N-S, corrispondente all'attuale borgo della Marineria. Il tracciato della via Ettore Fieramosca corrisponde presumibilmente a quello della vecchia cinta muraria. L'arrivo delle popolazioni in fuga da Canne e Bari, distrutte da Roberto il Guiscardo e Guglielmo I nel 1083 e nel 1156, contribuì ad ampliare il tessuto urbano, che si arricchì di ulteriori borghi (nei pressi della chiesa del Santo Sepolcro e presso il convento di s. Giacomo) e di conventi e ospizi di ordini religiosi e cavallereschi. In età federiciana fu sede del Parlamento dei Baroni, impegnato nell'organizzazione delle Crociate. Dopo un tentativo di ribellione fu riconquistata da Manfredi che la scelse come sua residenza. In età angioina si affermò grazie alle attività commerciali ed al potenziamento della sua flotta. Le ricche famiglie patrizie costruirono i propri palazzi nei borghi della Marineria e del Santo Sepolcro e lungo le “sette rue”, sette strade perpendicolari alla via costiera. Sotto il dominio aragonese fu portata a compimento la nuova cinta muraria che inglobò i vari borghi e la zona costiera con conventi ed ospedali e fu restaurato il castello normanno. Un documento del 1309 attesta la presenza a Barletta presso la dogana del Colosso, di una statua in bronzo tardoromana che ritrae un imperatore vestito con una corazza, alta più di 5 m. L'imperatore raffigurato nella statua colossale, secondo la tradizione popolare identificato con Eraclio, è riconosciuto, nella critica storico-artistica più recente, come Onorio (393-423) o come Teodosio II (408-450). Nel primo caso, il colosso proverrebbe da Costantinopoli dove è nota dalle fonti la presenza di due statue colossali fatte erigere da Teodosio in onore dei figli Arcadio e Onorio, assecondando la tradizione medievale in base alla quale la statua sarebbe stata presa dai Veneziani durante il sacco di Costantinopoli del 1204 ed in seguito ad un naufragio abbandonata a Barletta. Nel secondo caso si tratterebbe di una statua fatta erigere da Valentiniano III a Ravenna in onore di Teodosio II nel 439 e rinvenuta durante scavi promossi da Federico II che poi l'avrebbe fatta trasportare in Puglia. La posizione attuale, presso il fianco sinistro della Basilica del Santo Sepolcro è attestata dalla metà del XV quando, dopo il restauro di gambe e braccia da parte dello scultore Fabio Alfano di Napoli, fu posta in una loggia abbattuta nel 1925. All'inizio del XVI secolo, durante la guerra tra francesi e spagnoli, Barletta fu teatro di un celebre episodio d'arme, la Disfida di Barletta del 13 febbraio 1503, in cui si affrontarono tredici cavalieri italiani, sotto l'egida spagnola, capeggiati da Ettore Fieramosca, e altrettanti cavalieri francesi. Il confronto finì con la vittoria degli italiani. Barletta divenne così roccaforte degli spagnoli, che ne potenziarono le mura e il castello. Nel 1528, la città subì il saccheggio delle truppe francesi e da quel momento ebbe inizio il suo declino, favorito dal malgoverno spagnolo, dai saccheggi e dalle calamità naturali (peste e terremoti). La ripresa si ebbe soltanto durante i regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat, alla fine del XVIII secolo. Nonostante la soppressione degli ordini religiosi del 1809 e la conseguente confisca dei loro beni, Barletta restò un attivo centro religioso e, nel 1860, fu elevata a diocesi da papa Pio IX col nome di Barletta-Nazareth.

Bibliografia:
  • AA. VV., Ceraudo G. a cura di, Archeologia delle Regioni d'Italia. Puglia Bologna: , 2014

Scheda

Codice Carta Beni Culturali Regione Puglia
  • BTBIP000006

Condizione Giuridica

Proprietà mista

Ente competente
  • Tipo: Ente MiBAC

    Ente: Segr. Reg. BBCC Puglia

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

  • Tipo: Soprintendenze ambito archeologico

    Ente: Sop. Archeologia Puglia

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

  • Tipo: Soprintendenze ambito architettura-belle arti-paesaggio

    Ente: Sop. Belle Arti BA-BAT-FG

    Ruolo: Tutela e valorizzazione

Periodo:

  • Età tardoantica (IV -VI sec. d.C.)
  • Alto Medioevo (VII-X secolo)
  • Basso Medioevo (XI-XV secolo)
  • Età moderna (XVI -XVIII secolo)
  • Età contemporanea (XIX-XXI secolo)
  • Età preromana (generico)

Cronologia specifica:

Motivazione: 

  • Bibliografia

Dimensioni in Mq: 11820000.00

Criterio di perimetrazione: Evidenze da ortofoto

Tipo Fruibilità: Attrezzato per la fruizione