Esplora la Carta
L’area archeologica di San Leonardo è ubicata alla moderna periferia nord di Massafra, ed è localizzata nella metà meridionale di un isolato a pianta trapezoidale con la base minore rivolta a sud, delimitato ad est da via Frappietri, a sud da via Giordano, ad ovest da via Leonardo da Vinci e a nord da via Paesiello. L’area, che prima della recente espansione urbanistica di Massafra faceva parte di un oliveto, si trova sul fianco di un lieve declivio con pendenza da nord verso sud, alla quota di circa 125 metri s.l.m. e ad a circa 150 metri ad est rispetto alla gravina di San Marco. In età medievale l’area è sede di un insediamento rupestre, la cui evidenza più importante è senza dubbio costituita dalla chiesa rupestre nota come Cripta di San Leonardo, scavata interamente lungo il declivio del pendio roccioso (e pertanto più correttamente definibile come ipogeica più che rupestre). È stata avanzata l’ipotesi, basata su osservazioni metrologiche, che la cripta sia stata ricavata ampliando di una tomba a camera di età ellenistica o romana; tale ipotesi non è però confortata dalla presenza di elementi archeologici di contesto. La realizzazione del luogo di culto cristiano è avvenuta presumibilmente in due fasi: nella prima, databile secondo gli studiosi a prima del X secolo a.C., sono state scavate l’aula ed il bema; sarebbe quindi seguita una fase di abbandono, conseguente forse al crollo della volta verificatosi in seguito all’escavazione della prothesis. È possibile che l’impianto produttivo per la lavorazione delle olive, databile ad età bizantina e localizzato a breve distanza dalla chiesa, sia stato realizzato in questa fase. Il luogo di culto sarebbe poi stato recuperato alla sua funzione entro il XIII secolo: a questo periodo, o agli inizi del XIV secolo, risalgono gli affreschi che decorano l’iconostasi e l’abside. Contestualmente viene scavata, o più probabilmente ampliata, la cella “eremitica” posta a sinistra del pronao. L'intero complesso, che è a volta piatta e misura quasi 10 m. di larghezza, m. 8,60 di lunghezza e m. 2,50 di altezza, è orientato in senso E/W ed è diviso in tre zone: pronao, navata, abside. Il pronao, attualmente allo scoperto per il crollo della volta, si estende per tutto il corpo della costruzione ed è diviso dall'unica navata a mezzo di un pilastro monolitico. Probabilmente ad esso si accedeva dal lato sud. La navata è disposta, rispetto all'abside, da occidente a oriente. L'abside, elevata dal piano del naòs per mezzo di un podio, è irregolarmente tricora, consistente cioè in tre vani. Quello centrale, terminante a emiciclo e sormontato da calotta semisferica presenta al centro un blocco di pietra quadrangolare, isolato dalle pareti e alto un metro, che fungeva da altare; gli altri due vani laterali, consistenti in semplici riquadrature di roccia con banchi lungo le pareti e con leggeri archivolti, sono rispettivamente il diaconicon (il vano deputato a conservare i paramenti dei sacerdoti) l'altro la prothesis (il vano in cui venivano custoditi gli arredi liturgici). L'intero abside è diviso dalla navata e dal pronao da tre archi pilastrati a tutto sesto, di cui oggi non restano che i due del naòs. Tra l'uno e l'altro pilastro delle singole arcate, sono visibili due tramezzi ricavati nella roccia affrescati, che lasciano un piccolo varco di passaggio della navata all'abside e che sono da interpretarsi come iconostasi. Uno zoccolo rudimentale, eseguito tra il naòs e l'abside, fa da plinto ai pilastri. Un altro vano di circa 4 metri, sito a sinistra dell'ingresso del pronao (la cosiddetta cella eremitica) dotato di un giaciglio ricavato nella parete era verosimilmente destinato al custode del santuario. La decorazione affrescata della cripta è concentrata prevalentemente nella zona dell’abside e sulla parete est dell’aula; lo stile, chiaramente ispirato a modelli bizantini, consente di datare il ciclo di pitture al XIII– XIV secolo. Nella calotta absidale è raffigurato il Pantocratore, circondato da aureola con la croce. Accanto al Pantocratore vi è la Déesis: a destra la Vergine, a sinistra il Battista; nell'intradosso dell'arcata centrale sono raffigurati i santi Cosma e Damiano. Al lato destro, sotto la seconda arcata, è visibile la figura di San Paolo eremita dalla barba fluente e dalla tunica a giunchi mentre sull'altro lato è dipinto Sant'Antonio Abate. Sulle facce anteriori dei pilastri si osservano: San Nicola, San Pietro e un probabile Sant'Andrea. Su una delle ali dell'iconostasi è affrescata una figura di cui è rimasta solo la parte dal petto in giù: si tratta probabilmente del Santo Stefano già descritta da uno studioso, il Diehl.
Definizione Ambito Culturale:
- Dato non disponibile
- Caprara R., La chiesa rupestre di San Leonardo a Massafra, La chiesa rupestre di San Leonardo a Massafra, , Massafra: , 1998
- De Gregorio N., Percorsi della Storia. La continuità del vivere in grotta nelle gravine dell’arco jonico dal paleolitico al medioevo, Percorsi della Storia. La continuità del vivere in grotta nelle gravine dell’arco jonico dal paleolitico al medioevo, , Taranto: , 2006
- Fonseca C.D., Civiltà delle Grotte. Mezzogiorno rupestre, Civiltà delle Grotte. Mezzogiorno rupestre, , Napoli: , 1988
Scheda
- TABIU001101
Tipologia del bene
Tipo: Luogo di culto rupestre
Funzione:
- Sacra/religiosa/culto
Proprietario: Amministrazione dello Stato
Condizione Giuridica
Proprietà Stato
-
Tipo: Soprintendenze ambito archeologico
Ente: SABAP-LE (Archeologia)
Ruolo: Tutela
-
elemento contenuto in - Sito
Grotte di San Leonardo - insediamento rupestre (da età altomedievale a medievale) - TABIS001784
Periodo:
- Alto Medioevo (VII-X secolo)
- Basso Medioevo (XI-XV secolo)
Motivazione:
- Bibliografia
- Restaurato
Criterio di perimetrazione: Il bene è stato posizionato sulla base delle indicazioni contenute in bibliografia
Tipo Fruibilità: Area archeologica
.jpeg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)